Prima Pagina | Politica società diritti | Sostenere l’azione di risanamento, escludendo ipotesi liquidatorie

Sostenere l’azione di risanamento, escludendo ipotesi liquidatorie

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Sostenere l’azione di risanamento, escludendo ipotesi liquidatorie

L’Assemblea dei soci dell’Associazione Amici di Banca Etruria, tenutasi in data 22 maggio 2015, ha approvato, tra l’altro, il seguente comunicato stampa:

 

Sono ormai trascorsi oltre tre mesi dal commissariamento della nostra Banca ed in questo periodo l’Associazione Amici di Banca Etruria sta prendendo contatto con i soci-azionisti della Banca per confrontarsi su quelli che potrebbero essere gli sviluppi futuri della situazione.

E’ opinione dell’Associazione che debbano essere  ricercate soluzioni prima dell’entrata in vigore in Italia (1° gennaio 2016) della nuova direttiva europea sulla tutela dei depositi e sulle nuove misure sui salvataggi bancari.

Come è noto a partire da quella data è previsto anche nel nostro Paese il meccanismo del “bail in” per i salvataggi bancari. In pratica, viene capovolto il meccanismo attuale di risoluzione delle crisi: in caso di default di una banca, i primi a pagare saranno gli azionisti, seguiti dai possessori di titoli di debito e obbligazionisti e infine dai depositanti con depositi bancari superiori a 100 mila euro.

Pur consapevole delle notevoli difficoltà di trovare partners soprattutto nel mondo delle Banche Popolari, l’Associazione è certa che il patrimonio di oltre 60 mila soci della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio non debba essere disperso ma sia un tramite importante per il rilancio della Banca seppur nel contesto di un inevitabile processo di integrazione.

E se anche cresce l’interesse per banche “Superpopolari di interesse europeo” non vanno dimenticate le tante banche locali di medie dimensioni ora in gestione straordinaria ma in difficoltà da ormai troppo tempo, che rappresentano ancora una risorsa per l’economia dei loro territori di elezione: ad es. Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria, ecc.

E con tale constatazione è indispensabile che il Fondo interbancario per la Tutela dei Depositi venga adeguatamente ricapitalizzato.

La partecipazione diretta del Fondo stesso all’aumento di capitale, così come sta avvenendo per la Cassa di Risparmio di Ferrara e Banca Marche, seppur con modalità diverse, è una soluzione auspicabile anche per Banca Etruria.

Al momento l’Associazione sente il dovere di sostenere l’azione di risanamento dell’azienda intrapresa dai Commissari e dal Comitato di Sorveglianza, sotto l’attenta regia della Banca d’Italia.

Il nostro impegno sarà ora rivolto a prendere contatto con tutti i soggetti interessati alle sorti di Banca Etruria e ci auguriamo che, appena possibile, sia individuato uno o più partner (Fondo interbancario compreso) disponibili a partecipare alla ricapitalizzazione della Banca, unitamente ai vecchi soci e a nuovi sottoscrittori e investitori. 

L’associazione ribadisce la necessità che siano escluse ipotesi liquidatorie; ciò non solo perché il rimborso ai risparmiatori di quanto previsto dalla Legge avrebbe un costo maggiore di un’adeguata ricapitalizzazione, ma anche e soprattutto perché non sarebbe in alcun modo tutelato il valore e il significato che Banca Etruria ha rappresentato in oltre 130 anni della sua storia, per le famiglie e le realtà economiche del territorio e ritiene che da tali presupposti si debba ripartire per la rifondazione della Banca.   

Arezzo, 27 maggio 2015

                                     IL PRESIDENTE

                                   (Vincenzo Lacroce)

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0