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Arezzo: cascami e arruffapopoli

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Arezzo: cascami e arruffapopoli

Detto della speranza e di una possibile promessa, rispettivamente del giovane candidato a Sindaco e dell’esperto ingegnere che ha dato vita ad una lista civica, mi sembra giusto spendere poche parole sul resto dell’offerta politica in questa tornata elettorale amministrativa.

 

Quando movimenti e idee politiche vengono disintegrati dagli eventi e dagli errori della loro classe dirigente perdono anche le loro migliori prerogative e persino la loro coerenza programmatica e ideale; restano i cascami. Chiaro che l’estensione del significato di questo termine è arbitraria e può suonare offensiva ma risulta da delusioni pesanti. Negli anni novanta la destra non riuscì ad affinare completamente i vecchi stereotipi del dopoguerra ma fu capace di temperarne assai gli eccessi reazionari e a fornire una visione più moderna, europea, avanzata, innovativa; riuscì a trasformare l’identità post-missina e ad accompagnare il suo “popolo” verso una più ampia visione del mondo; per inciso, riuscì a governare. A disgregazione attuata quei residui, facendo leva su antiche rivendicazioni nazionaliste, campaniliste, e sulle solite sguaiate grida di protesta prive di coerenza e di teorie positive, prive di sostanza e cultura, sono diventati il collante di una formazione politica senza prospettiva: Fratelli d’Italia.

Il giuoco che praticano è di sponda e raggiunge, a volte, vette di ridicolaggine inattese. Una destra regressiva e ignorante.

Un amico (con l’occasione preciso che le mie osservazioni non riguardano le persone in quanto tali ma le idee che esprimono o che seguono) ha postato su facebook qualcosa del genere “ hanno rubato il portafoglio ad un amico ricoverato in ospedale” e poco sotto in un suo auto-commento “colpa della sinistra buonista aretina”. Insomma un “piove governo ladro” riveduto alla luce dei tempi moderni! Come non ridere? Altri che cercano identità nella figura di Almirante (che io davvero ricordo con grande rispetto umano e con tante contrarietà politiche), altri ancora che accarezzano la xenofobia e propongono soluzioni discriminatorie anche a livello di amministrazione comunale; altri, i peggio, che si dimenticano delle loro recenti acquisizioni liberali e fanno a gara con gli arruffapopoli tentando di sfruttare la profonda crisi economica e sociale per trovare un appoggio all’inconsistenza dei loro propositi. Altri che amano la ribalta, la popolarità e se ne fregano di coerenza ed onestà intellettuale e tentano ancora una volta, rinnegando persino parole e comportamenti del loro recente passato di toccare con le terga uno scranno; ma non sanno che “la popolarità è la nipotina zoccola del prestigio” (tratto da Birdman).

Ma ad Arezzo non è niente, è a livello nazionale che tale partito dal il “meglio” di sè: non è questa la sede per raccontarne le assurdità.

Un tempo per la Lega Nord, prima dell’avvento del “ghisa” Salvini, le necessità del territorio aretino o toscano riguardavano la loro politica estera. Oggi, con questo improponibile leaderino fascista, la Lega tenta di riempire una voragine aperta dalla disgregazione del PDL e prenderà i voti degli incazzati facendo a gara con gli stellati. Questa destra è retriva, potentemente reazionaria e priva di retroterra culturale. Cosa potranno mai promettere o semplicemente proporre per la nostra città? Nulla. Poi sono fuori dal dibattito, non hanno mai dimostrato nulla in termini di attaccamento, di studio, di consapevolezza dei problemi; sempre ai margini se non totalmente fuori dal dibattito politico aretino. Ma adesso la schiuma del milanese potrebbe salire sull’onda dell’indignazione degli aretini e stuzzicarli verso un voto assolutamente inutile. Le persone che rappresentano ad Arezzo questa formazione non si conoscono (ne conosco un paio, dal tempo che fu e non ho critiche sul piano personale per loro come per chiunque altro) e questo non aiuta a simpatizzare con loro. Certo è che, data la performance del loro leaderino nazionale, non posso far altro che definirli arruffapopoli.

Forza Italia è silente. Solo qualche piccolo sussurro e per questo non rientra nelle categorie del titolo. Resta un opzione di risulta e restano ancora segnali di coerenza ma il passato recente non depone a suo vantaggio. Per ora tanta tenerezza dopo numerose ed aspre critiche, inascoltate purtroppo, che molti avevano proposto .. io fra quelli. Non trovo parole.

Ci sarà da dire degli stellati, che meritano una riflessione più benevola, ché sul piano dei comportamenti e per certe loro attitudini, incuriosiscono chiunque si interessi di politica. Poi anche degli outsider e delle liste sinistrorse.

 

Danilo Petri

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