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LETTERA APERTA A CANDIDATI SINDACO, ALLE LISTE E AI CANDIDATI CONSIGLIERI

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LETTERA APERTA A CANDIDATI SINDACO, ALLE LISTE E AI CANDIDATI CONSIGLIERI

Per una cultura dei diritti.

Caro candidato/a, mi chiamo Danilo Sensi e come saprà, o avrà sentito dire, sono un povero operatore culturale, un critico d'arte, un idealista, una persona innamorata di Arezzo che spende il suo tempo per cercare di fare qualcosa di utile per la sua città, per farla crescere, per renderla migliore e moderna, attrattiva e libera. Non ho fatto solo mostre in vita mia, ho cercato anche di realizzare una cultura dei diritti, assieme a molte altre persone e adesso tali diritti vengono minati, derisi, giudicati, ancor prima che realizzati.

Caro candidato/a, spero che voglia avere il coraggio di far sentire la sua voce e di condannare aspramente oppure avallare e condividere, i contenuti della manifestazione di sabato delle "sentinelle in piedi". Per la terza volta un gruppo di persone sarà in piazza ad Arezzo, non per chiedere ma per negare, per tentare di negare il diritto all'amore, alla famiglia, al riconoscimento di uno Status che ancora è appannaggio delle sole coppie eterosessuali.

Non ho nulla contro la manifestazione, tutti debbono poter manifestare, ma ho qualcosa da dire contro i contenuti di tale manifestazione. Dalla mia esperienza so che si scende in piazza per ottenere diritti e non per chiedere che una parte di italiani non li ottenga.

Caro candidato/a, vorrei ricordare che le coppie omosessuali pagano le tasse come tutti, rispettano le leggi come tutti, fanno le file, pagano il parcheggio, vanno alla posta, contribuiscono alla crescita del paese in cui abitano, ma non hanno il diritto di farsi una famiglia, non godono quindi di una parità di diritti, ma hanno una parità di doveri. Quando si protesta e si pone un problema, si dovrebbe indicare pure una soluzione.

Non vogliamo riconoscere la parità di diritte alle coppie omosessuali? Perfetto e lecito, non ci sono problemi, deve però essere colmato il gap con i doveri. Le coppie omosessuali, visto che hanno 100% dei doveri ma il 60% dei diritti, potrebbero pagare il 60% delle tasse? Sono considerati dei malati? Allora riconosciamogli un assegno di invalidità. Sono altresì persone come tutte le altre? Allora riconosciamogli gli stessi diritti, oppure vogliamo continuare a sfruttarli senza nulla concedere?.

Caro candidato/a, non si può solo dire NO, nascondensosi dietro ipocrisie e falsi moralismi, servono soluzioni credibili. Molte coppie si sposano all'estero e spendono all'estero nei banchetti di matrimonio, se si potessero sposare in Italia spenderebbero in Italia, vi sembra poco? Sarebbe un ritorno economico importante, e in un periodo di crisi come quello odierno se non influisce il dato morale, che influisca il dato economico. Caro candidato/a, tornando ad Arezzo, credo sia importante per le migliaia di omosessuali residenti, che se non lo sa, sono pure elettori, capire da che parte stanno i candidati sindaco, le liste, i candidati consiglieri.

Poco o nulla si è parlato di diritti, e i diritti per me ribadisco che sono un dato culturale, ecco perchè mi permetto di chiedere una presa di posizione netta, chiara, esplicita, decisa.

Danilo Sensi

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