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Le regole senza buon senso diventano burocrazia ostile

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Le regole senza buon senso diventano burocrazia ostile

12 studenti palermitani non ammessi,nonostante il biglietto, agli affreschi di Piero

Sicuramente ci sarà stato un motivo formale, sicuramente non c’era alcun motivo dettato dal buon senso. La professoressa racconta di una mancanza di prenotazione e di una chiesa comunque vuota. La società che ha in gestione la biglietteria per conto del Ministero avrà sicuramente le sue ragioni.

La domanda è però un’altra. Si può continuare con una burocrazia che è attenta ad ogni virgola dei regolamenti e disattenta alle persone un carne ed ossa? I 12 studenti siciliani sono un esempio: biglietto ma non prenotazione, chiesa vuota e quindi visita potenzialmente fattibile. Perché no? Perché sta scritto nei regolamenti. Non  importa che questi 12 ragazzi si siano fatti un lungo viaggio dalla Sicilia, non importa che siano stati bloccati a pochi metri da un luogo d’arte che volevano visitare, non importa che nella loro formazione questa esperienza inciderà negativamente. E non importa nemmeno il coraggio di un’insegnante che decide di far conoscere Piero della Francesca a ragazzi di un quartiere di Palermo dove probabilmente l’arte non è una delle principali preoccupazioni.

Ci potranno essere mille leggi di semplificazione ma il buon senso non potrà mai essere sostituito da codicilli. La pubblica amministrazione è al servizio dei cittadini. Nel momento in cui, pur formalmente ineccepibile, diventa ostile e punitiva allora ha perduto la sua funzione.

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