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Chi ha paura di Oscar Wilde?

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Chi ha paura di Oscar Wilde?

Pubblico una lettera che (per trasparenza) specifico provenire da una elettrice di centro destra. Sono riflessioni a ruota libera piuttosto divertenti, ma ovviamente filtrate dall'idea politica, che appare molto evidente.

Ci stiamo avvicinando al rush finale e i candidati cercano di dare il loro meglio. Anche Matteo, che infatti fa venire mamma Boschi e forse papà Matteo Senior, il capostipite regale che ci governa da Roma. Forse viene anche Nardella, che Matteo Junior immagina come futuro collega. Questo è decisamente il meglio: convincere per interposta persona. La Giunta nel frattempo ha asfaltato le strade, ha pulito qualche muro e forse taglierà l’erba nei giardini. Anche le scuole verranno rassettate. Il Teatro Petrarca è stato inaugurato due volte. Qualcuno pensava che il PD avrebbe trattato gli elettori da adulti? Da cittadini? Non è così.

Evidentemente pensano che questi metodi funzionino. Il fatto che lo pensino rappresenta la classica profezia che si autorealizza. In altri termini, son talmente convinti che le cose vadano così che funzionerà davvero. Poco importa che gli Aretini siano trattati da Beoti.

Si pensava che solo Berlusconi seducesse la casalinga di Voghera (lo sosteneva ITANES, cioè il centro studi Cattaneo). Ebbene non è vero. Anche il PD si rivolge al suo popolo di sottodimensionati intellettuali, né più né meno degli altri. Tullio de Mauro in un libro di qualche anno fa osservava che c’è una quota del 35% di analfabeti (composta da quelli che hanno evaso l’obbligo scolastico e da quelli che hanno dismesso da tempo la lettura e la scrittura). Poi ci sono quelli (una moltitudine) che hanno reali difficoltà a comprendere per iscritto una frase come “Il gatto miagola perché ha fame”. “Beh! – si son detti al PD – cosa ci possiamo fare se gli elettori sono al Mesozoico? Diamoci da fare, asfaltiamo le strade e piantiamo i gerani”. Poco importa che tutto questo sia fatto qualche giorno prima del voto!

Poi si son mosse le strutture partitiche: Matteo Junior è poco credibile, ma ormai c’è poco da fare e gli interessi in gioco sono molteplici. Ci sono i politici che pur devono lavorare, altrimenti la politica a che serve? Poi ci sono i professionisti dell’edilizia, del diritto, della ragioneria e ognuno di essi attende l’obolo. Infine ci sono gli oligarchi che ambiscono ad andare a Firenze o a Roma. “Asfaltiamo e ripuliamo qualche muro, prima di essere asfaltati!”. Il PD è liquido e soggetto a correnti marine, diviso su tutto, ma attento a rispettare gli interessi, particolarmente quelli “solidi” (da “solidus”)

Cristina Nardone. Vorrei dirle di essere meno aggressiva, ma vorrei dire alle altre donne (siamo soprattutto noi a farlo!) che rinvangare il passato di Cristina è ingeneroso e ingiusto. Come stanno le cose, ognuno lo sa e – per quello che mi risulta – Cristina è un’altra persona. Non dirò la mia età, ma di vite ne ho tre o quattro, forse più (e non sono vecchia, ci mancherebbe!). Quante vite ha avuto Matteo? Quante Alessandro?

Matteo almeno un paio: una da Presidente delle ACLI e una da candidato sindaco. Cristina ci ha anche spiegato che le due vite sono incompatibili. Poco importa che l’incompatibilità risieda nello statuto delle ACLI. Quante altre incompatibilità scopriremo se dovesse diventare sindaco? La regola della “moglie di Cesare” vale anche per lui.

Alessandro appartiene a una gioventù che prediligeva il colore nero, anche se poi ne è emerso un valente professionista e un docente universitario. Poi ha un’altra vita ancora nella Giunta Lucherini. Chi ricorda bene sa che tutti i cavalieri inciamparono nelle indagini della magistratura. Quante vite ha Alessandro?

Chi ha superato i trent’anni non può vantarsi di avere avuto una vita sola! La coerenza vale sempre più spesso per chi non ha altro. Lasciamo stare i passati, che sono terre straniere. Guardiamo i candidati per ciò che sono oggi e soprattutto per ciò che promettono.

Nardone sta facendo campagna elettorale (può non piacere ma la fa, eccome!), Matteo anche (nel senso che altri la fanno per lui). Ghinelli, lei dove è?

A mio parere sta compiendo alcuni errori. Ho paura che anche lei corra il rischio di scendere da un taxi vuoto.  Ne prenda atto e cambi.  Mi permetto di darle alcuni suggerimenti.

1)      Lei non è sostenuto da quel branco di partitini che compaiono alle sue spalle nelle fotografie. Lei li sta sostenendo tutti! Forza Italia è un partito che non può mantenersi senza Berlusconi e non può vivere con lui. Destino tragico. Quando il carisma è contraffatto (Weber), i partiti non sopravvivono al fondatore.

2)      Lei ha bisogno di volare per conquistare anche gli elettori che non darebbero mai il voto a destra. Forza Italia è la classica zavorra nella mongolfiera (per non parlare di altri).

3)      Avrebbe dovuto buttare via quel peso già a suo tempo, ma non lo ha fatto (alcuni ex socialisti le avevano proposto di fare una lista né di destra né di sinistra). Cerchi di dare più gas alla mongolfiera, di cui lei è il motore e il pilota.

4)      Faccia politica, comunichi, si incazzi (anche gli ingegneri, nel loro piccolo, lo fanno!). Cerchi la scena, altrimenti resterà in cerca di autore. Trovi un po’ di passione, che diamine!

5)      Non cerchi di vivere sulle spalle del Gigi: o ne ha di proprie o ha fatto male a candidarsi.

Questi suggerimenti, che lei potrà tenere in non cale, nascono dalla convinzione che i soli miglioramenti per la città nascano dalla discontinuità. Lei e Cristina potreste incarnare il cambiamento. Junior, purtroppo, è espressione dello stesso fil rouge. Ciò nonostante, resto convinta che solo l’astensione può provocare, alla lunga, il crollo di questi malmessi (e maleodoranti) equilibri cittadini.

Cordialità e simpatia per il candidato Ruzzi.

 

Oscar Wilde

 

P.s. della redazione: evitate di chiedermi chi è, tanto non  ve lo dico nemmeno sotto tortura! Esiste un codice deontologico non aggirabile 

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