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“Sono io il Custode di mio Fratello”

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“Sono io il Custode di mio Fratello”

Prevista una ricerca sugli studi di vita, salute e benessere dei castiglionesi. Il progetto verrà presentato martedì 19 maggio alle ore 17.30 presso la Sala della Misericordia di Castiglion Fiorentino, via Madonna del Rivaio.




“Sono io il Custode di mio Fratello”, è il titolo di un progetto promosso dall’Università per Stranieri di Siena, Caritas diocesane di Siena e di Arezzo che approda anche a Castiglion Fiorentino grazie all’interessamento e all’intervento dell’Assessore Silvia Del Giudice e alla collaborazione dell’avvocato Teresa Pontoriero, referente Caritas Parrocchia del Rivaio di Castiglion Fiorentino. Il progetto verrà  presentato martedì 19 maggio alle ore 17.30 presso la Sala della Misericordia di Castiglion Fiorentino, via Madonna del Rivaio. “E’ prevista una ricerca qualitativa sugli studi di vita, salute e benessere dei cittadini coinvolti nel programma. Per noi è molto utile perché attraverso lo studio potremmo indirizzare i nostri aiuti e prestazioni in maniera più capillare e precisa possibile” afferma l’Assessore ai Servizi Sociali Del Giudice. La ricerca, che riguarda alcuni comuni delle Provincie di Arezzo, Siena e Grosseto, è stata elaborata da Carolina Scaglioso, Dipartimento di Ateneo per la Didattica e la Ricerca dell’Università per Stranieri di Siena, e da Giovanni Tondo, Direttore Caritas Diocesana di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino. “Dopo l’incontro con le realtà socio-aggregative presenti sul territorio –dicono Carolina Scaglioso e Teresa Pontoriero- si vorrebbe pianificare una serie di colloqui tesi a conoscere da vicino e a raccogliere le narrazioni di tutti quei soggetti che si rivolgono ai servizi sociali presenti sul territorio, alle associazioni di volontariato e soprattutto ai centri Caritas. Castiglion Fiorentino come del resto tutti i piccoli comuni sono caratterizzati da reti sociali importanti, da legami, nel bene e nel male, più stretti. Realtà in cui la coesione sociale e il senso civico di comunità dovrebbero garantire un tessuto meno degradato e più coeso nei confronti delle fasce più deboli”. All’incontro è invitata tutta la cittadinanza al fine di capire meglio la metodologia di ricerca ma anche quelli che saranno i risultati auspicati dal progetto. Sarà quella l’occasione per porre domande ai due ricercatori ed eventualmente dare una mano alla ricerca stessa.

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