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Lettere: ARTEL, quando con i soldi pubblici si fa concorrenza ai privati

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Lettere: ARTEL, quando con i soldi pubblici si fa concorrenza ai privati

Ci è giunta e volentieri pubblicato la seguente lettera alla redazione.

Egregia redazione.

Scrivo per porre all’attenzione dei lettori un problema che reputo non secondario.

In tempi di crisi e riduzione di sprechi, con - ad esempio - le amministrazioni provinciali in crisi con i dipendenti a rischio, è veramente strano che nessuno si ponga il problema delle partecipate.

E proprio parlando degli enti locali e delle partecipate, come non parlare del caso ARTEL?

Nata come azienda in house della Provincia di Arezzo (in tempi nei quali le vacche erano  molto grasse e quando il denaro pubblico era facilmente sperperabile) da subito ha avuto competenze sovrapposte al CED (preesistente) dell’amministrazione provinciale.

Fin dalla fondazione, dal 1996 fino al 2006, nel delicato periodo in cui la rete permetteva a piccole startup di tutta Italia di creare le prime webagency, Ar-Tel, pur essendo una partecipata pubblica, utilizzava la sua posizione dominante per accaparrarsi i contratti più interessanti, aziende orafe, Artigiancredito, Associazione commercianti, ecc. ecc. (http://www.ar-tel.it/frames/clienti.html).

L’istituzione tuttavia non ha mai avuto un bilancio florido, anche perchè è da sempre stata il “repository” di personale che avanzava qui o li o che doveva essere “amichevolmente” collocato per percepire lo stipendio.

E cosi’ per avere dei servizi mediocri, l’amministrazione provinciale si è trovata a dover foraggiare questa entità pur continuando a mantenere un CED potenzialmente efficace ma sostanzialmente svuotato di competenze.

Ma non solo sul bilancio provinciale grava ARTEL, si pensi che questa azienda “partecipata” grava per ben 1 milione e mezzo anche sul bilancio del comune. da controllare (dismissione comunale avviata nel 2011, restano impiegati all’interno 291.000 euro).

http://www.comune.arezzo.it/il-comune/direzione-generale/ufficio-partecipazioni/amministrazione-trasparente/societa-partecipate/files/2.-societa-partecipate-direttamente-dal-comune-9.9.2014-errata-corrige-1.pdf

La decenza mi impedisce di riportare per quanto gravi sul bilancio della “pencolante” provincia.

http://www.provincia.arezzo.it/finanze/upload/files/PDO%202014%20modificato%20al%2031%2012%202014.pdf

Si sottolinei come il sig. Massimo Nibi sia, almeno fino alla fine del 2014, consigliere in ARTEL e contemporaneamente dirigente responsabile dei settori della provincia di Arezzo

in cui l’intervento della partecipata è presente, tipo: Settore pianificazione trasporti, Staff direzione,

Poichè un tale dispiego di dipendenti e di amministratori ha evidentemente un costo sensibile, si viene a creare la situazione davvero paradossale di una azienda - nata e mantenuta sostanzialmente con denaro pubblico - che si trova a fare concorrenza ai privati anche nei mercati diversi dal semplice servizio per gli enti che la sostengono (e gia questo sarebbe comunque una bella forzatura)

E una azienda mantenuta (ad essere buoni per la grande parte) con denaro delle tasse dei cittadini, non dovrebbe quindi (anche per decenza) permettersi di mettersi in concorrenza con loro (concorrenza sleale per definizione) nel settore privato.

E se ai citati  tempi delle vacche grasse tutto poteva passare sotto il ponte del “vivi e lascia vivere” perchè c’era parecchia trippa per i gatti,  il perseverare nel mantenimento e nella tutela di tali entità nella realtà attuale è una cosa che grida vendetta e che ritengo dovrebbe essere portato all’attenzione che merita.

ARTEL è un caso, ma ci sono ovviamente tantissimi altri casi di una gestione eccessivamente “amicale” della cosa pubblica, nascosta sotto il “finto privato - para pubblico” (Coingas, Nuove Acque ecc ecc).

E’ un intero modo di governare *non* basato sulla tutela dell’interesse collettivo che è da rivedere.

Del resto alcune cose emergono chiaramente anche semplicemente guardando le carte pubbliche. Certificati camerali, bilanci, doppi ruoli nel pubblico e nel privato di amministratori e consiglieri, mancata trasparenza e crtiteri selettivi assenti o non pubblicati o chiari.

In conclusione a parte i miracolati dipendenti (amici) e i miracolati amministratori (e basta vedere i nomi per capire quanto siano i soliti “CCCP Fedeli alla linea” ) AR-TEL  ha difatto impedito o almeno pesantemente ostacolato  la crescita di realtà del settore nella nostra città..

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