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Castiglion Fibocchi/ Capolona: iniziato il primo step del processo di fusione

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Castiglion Fibocchi/ Capolona: iniziato il primo step del processo di fusione

Si è aperta tra Castiglion Fibocchi e Capolona, una fase politico-istituzionale nuova al riguardo del tema della fusione tra i due Comuni, che guardano tutti con grandissimo interesse: una rivoluzione che parte da lontano anche nella nostra provincia e che riguarda un numero importante e crescente di amministrazioni comunali toscane.

Così come previsto dall’articolo 133 della Costituzione e come disciplinato dalla legge regionale 68/2011, con il consiglio comunale congiunto di ieri sera, è partita verso la Regione Toscana la richiesta per l’avvio del processo di Fusione, e questo mentre altri Comuni toscani, stanno avviando le procedure per arrivare così a interpellare i cittadini mediante il referendum consultivo.

L’articolo 62 comma 3 della legge regionale 68/2011 dispone che “A decorrere dal 1° gennaio 2016, la Giunta regionale presenta le proposte di legge di fusione dei Comuni anche in assenza delle intese”.  Pare questo essere il primo gradino attraverso cui, prima attendendo che queste fusioni nascano autonomamente spinte dal basso, poi lentamente in forma sempre piu’ imperiosa, lo stato italiano stia orientandosi.

E’ un tema, e se ne stanno accorgendo tutti, che sta diventando sempre piu’ ricorrente: 8.000 comuni diventeranno 800. Amen!

Se come pare, la discriminante sarà il raggiungimento dei 10.000 abitanti (casomai di più ma non di meno) per il titolo di comune autonomo, il destino legato alla fusione geografica di Castiglion Fibocchi con Capolona e altri comuni sarà inevitabile.

I sindaci dei due comuni si sono chiesti allora se non valga la pena anticipare queste decisioni, cominciando quel processo che porterà le due amministrazioni a fondersi.

L’Anci Toscana è pronta a supportare al meglio il percorso che questi comuni stanno intraprendendo, e auspica anzi che tali esperienze positive possano fungere da esempio per altre amministrazioni comunali, impegnate o intenzionate a dare avvio a processi di unione e fusione di Comuni, andando nella direzione di economie di scala e allocazioni funzionali adeguate alle caratteristiche proprie dell’ambito di riferimento. Il principio è che il Comune Unico costa di meno e serve di più, grazie ai risparmi che deriveranno dall’abbattimento dei costi di funzionamento generale, grazie alla razionalizzazione delle sedi e degli uffici, del personale.

In ogni caso ciascuno dei due paesi manterrà il proprio municipio, ove gli organi del Comune unico potranno riunirsi indifferentemente ed incontrare i cittadini. Dal momento della sua costituzione il Comune unico percepirà per 5 anni contributi regionali e per 10 statali, risorse che potranno essere utilizzate per diminuire le imposte locali, fare investimenti e migliorare i servizi. Il Comune unico è esente per 3 anni dal patto di stabilità che attualmente impedisce di spendere le risorse disponibili, fare investimenti, pagare i fornitori.

Adesso comincia la fase piu’ complessa, quella della consultazione con la base, quella dei comitati per il si e per il no, che come è facile intuire, è sempre piu’ delicata e soprattutto nel comune piu’ piccolo, che teme di essere fagocitato. Buona la scelta allora di fondersi tra comunità omogenee, non troppo dissimili per vastità territoriale e per numero di abitanti.

Giusta e meditata anche la convocazione di questo primo consiglio “unificato” nella affollata sala consiliare di Castiglion Fibocchi: è noto che il carattere degli abitanti di questo luogo, è particolarmente conservatore ed attaccato alle tradizioni. Se Dante scrisse per gli aretini che eran botoli ringhiosi, a maggior ragione avrebbe dovuto scriverlo per i castiglionesi. Spiriti liberi e molto determinati. 

Al plebiscito organizzato per l'annessione all’Italia della Toscana, Castiglion Fibocchi si espresse controcorrente a favore del mantenimento del regno separato (su 293 aventi diritto e 169 votanti, il granduca ebbe 106 voti contro 46 che andarono all'annessione e 17 nulle). Da qui l'appellativo di "re di Castiglion Fibocchi" dato a Ferdinando IV di Toscana, succeduto all'ultimo sovrano regnante di Toscana, Leopoldo II di Toscana (curioso che la dinastia Aosta Savoia abbia poi preso qui la residenza). Così fu anche al referendum tra monarchia e repubblica: ovviamente i castiglionesi si schierarono per il re!   

Ma un po’ di pragmatismo, all’alba del terzo millennio, credo che non guasterà: i Castiglionesi saranno conservatori ma non certo dei polli ! 

 

 

 

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