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Fuffa e litigate da condominio (Ruzzi contro tutti ndr)

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Fuffa e litigate da condominio (Ruzzi contro tutti ndr)

Non ce l'ho fatta, all'incontro fra candidati all'Itis.

 

Non è facile organizzare un incontro con nove candidati sindaco, una breve presentazione di ognuno e già si è fatto tardi. Comunicazione univoca, dal palco al pubblico, senza interazione e senza confronto tra i candidati. Vista una, viste tutte.

Però quando Mori e Barone si sono accapigliati sul teorico (improbabile, quindi demagogico tema) stipendio da sindaco non ce l'ho fatta più e sono andato via.

Il bello è che loro dovevano costituire un'unica lista elettorale (questo è quello che hanno detto fino a due mesi fa) poi si presentano in quattro. Facile immaginare lo spessore delle discordanze.

Per alzare il livello, sinora soporifero, della campagna, ecco le mie riflessioni.

Finisco spesso per fare due chiacchiere con quel (vetero) comunista del Gori: la lista non mi pare avere velleità amministrative, privilegia presenza e testimonianza, ma due (anche più) parole in fila le esprime. Non seguo con particolare attenzione Barone e Mori, intanto perché insieme a Ghinelli e Nardone le considero persone con solidarietà da salotto (per quanto mi è accaduto alcuni giorni fa ad un incontro al circolo artistico), quindi incapaci di garantire la rappresentanza degli aretini; Barone e Mori sono responsabili dell'amministrazione Fanfani, lo hanno sostenuto più o meno direttamente durante la scorsa campagna elettorale, permettendogli di imperare su Arezzo con i risultati che adesso lamentano. Errore madornale, senza assoluzione, non hanno per me nessuna credibilità. Morini parla sempre e soltanto del risultato del referendum di alcuni anni fa, non ho mai sentito neanche annunciare quale sarebbe il suo percorso per ritornare ad una gestione pubblica del ciclo dell'acqua al posto di NuoveAcque. Ricci del Movimento5Stelle, cosciente delle proprie difficoltà per il ruolo cui si candida, non ha mai affrontato un tema di carattere locale impastando sempre i suoi discorsi di temi tipici dell'oltranzismo grillino: infatti tuttora non vi è traccia di un programma sulla rete, il loro luogo ideale. Inizio l'esame di quelli che fanno marketing elettorale con Nardone. Un dinamismo che nasconde la mancanza di contenuti, un approccio qualunquista e populista, una lista che rappresenta lo shopping delle potenziali aree elettorali, una comunicazione che tende a presentarla come l'unica candidata alternativa a Bracciali e Ghinelli. Presunzione. A tutt'oggi sul suo sito si trova solo il libro dei sogni per la sicurezza della città, delle altre problematiche ne parleremo domani, forse mai. Io conosco il passato della candidata Nardone, credo sarebbe serio che lo affrontasse pubblicamente: non è colpa mia se lei ha subito un mandato di arresto per traffico di droga e se, da quanto mi risulta, ha soltanto il titolo di scuola dell'obbligo. Ghinelli a me pare un uomo di calcestruzzo, che si barcamena con difficoltà nel gioco di parole per nascondere la chiara ed inequivocabile anima politica della sua coalizione; scivoloso è il richiamo ad un passato, giunta Lucherini, dove qualunque eventuale cosa positiva è naturalmente annullata dalle problematiche giudiziarie che ne sono scaturite. In ultimo affronto la grande illusione, Bracciali; un giovanilismo vacuo che maschera la più completa inadeguatezza a guidare questa città. È ovvio per me, ho combattuto la giunta Fanfani per anni, vedere la totale mancanza di rispetto per i cittadini da parte di una coalizione che si richiama pomposamente ai valori progressisti, ma che nella realtà ha spogliato Arezzo, depredandola e scaricando i problemi sui cittadini e sui lavoratori. Il punto di convergenza della guerra per bande che infuria in piazza Sant'Agostino non può essere affidata ad un candidato che si richiama a Renzi: manca la volontà nell'accettare che Fanfani ad Arezzo e Renzi a Roma hanno solo fatto propaganda e danni. Una continuità preoccupante, anzi fatale.

I timori di RisorgimentoAretino (nessun candidato qualificato, nessun programma con cuore) si confermano:  la candidatura Ruzzi ed il programma emerso dal comitato, in un confronto affidato a terzi, con gli avversari (che erano noti a marzo), risultavano miglior candidato e programma. Qualificato il candidato; chiaro, coinciso e vincente il programma (è sempre quello del 15.2).

Alessandro Ruzzi non ha urgenza di fare tour elettorali per conoscere problematiche degli aretini ed aspettative delle imprese, vivo Arezzo e le sue imprese da un bel pezzo.

In lista non ci sono personaggi per raccogliere voti dal saracino o dal mondo del calcio, né disabili (la cui presenza in liste è salita vertiginosamente grazie alla mia candidatura, anche se mi fanno la guerra...), ma aretini speciali, quelli che conoscono fatica ed impegno di tutti i giorni.

 

Come la maggioranza degli aretini.

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