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PORTIAMO LA VOCE DI CHI NON HA VOCE AL COMUNE DI AREZZO.

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PORTIAMO LA VOCE DI CHI NON HA VOCE AL COMUNE DI AREZZO.

Presentata la lista che vede Alessandro Ruzzi candidato sindaco

 

La lista di chi conosce e vive il dolore, l'impegno e la fatica.

"Risorgimento aretino" ha scelto me, Alessandro Ruzzi, come candidato sindaco.

Il programma di governo è semplice, senza giochi di prestigio, ed è la base della nostra voglia di andare avanti: gli altri hanno altri interessi, non quelli degli aretini.

Io propongo una svolta per cambiare il modo di amministrare la nostra città colla visione di una città più attenta ai bisogni degli aretini meno fortunati.

Sprecare meno, spendere meglio.      

Più trasparenza, meno bugie.        

Tutti gli aretini hanno uguali diritti.

Le 11 donne e 11 uomini che si candidano con noi credono in una battaglia di civiltà, senza accordi sottobanco per procurarsi voti contro favori; è in gioco la solidarietà di una città gloriosa, ma spenta, nella lotta contro tutti gli apparati che rendono vigliaccamente impegnativa la vita quotidiana a chi già combatte contro un destino sfavorevole, o più "semplicemente" contro l'invecchiamento, dalla demenza alle fatiche di tutti i giorni, contro una politica che toglie ai bisognosi per dare ai privilegiati.

Tante le patologie che possono piovere addosso ad ogni essere umano: motorie, sensoriali o intellettuali.

Troppe le terribili malattie che fanno riflettere sulle cose importanti della vita per se stessi e gli altri.

Molte le situazioni in cui si ha bisogno di assistenza vitale sin dalla nascita, scaricandola solo sulla famiglia.

Quotidiane le difficoltà degli anziani, senza rispetto e sicurezze, neanche fossero un peso.

Una comunità diviene sensibile a questi temi solo se le istituzioni sono di esempio, non ad Arezzo.

Situazioni da cui matura una sensibilità diversa, che permette di valutare serenamente proclami ed annunci della politica; tanti affermano di voler essere vicini ai cittadini, ma nulla accade. Poi alle promesse non seguono i fatti; o fatti senza benefici, solo sprechi. Anzi ci troviamo la perdita di importanti uffici e servizi alla cittadinanza.

Agire da subito a favore degli aretini, recuperando denari dai tanti costosi sprechi, favori, clientele, stipendi che tolgono a cittadini ed imprese. Società municipalizzate (gas, acqua, rifiuti, farmacie) create degli aretini che ora portano via ricchezza dalla nostra città, creazione di inutili poltrone strapagate dagli utenti che non vedono neanche considerate le loro giuste lamentele. Una burocrazia che complica la vita dei cittadini attenti alle regole, mentre i mariuoli sorridono. Imposte applicate senza rispetto solo per finanziare carnevalate, invece che migliorare i servizi fondamentali (manutenzione, sicurezza, scuole).

Imprese che annaspano mentre si concedono appalti a società non aretine, che se fregano di pensare al bene comune. Un Comune che si dice virtuoso mentre i lavoratori aretini delle cooperative si vedono costretti ad accettare di lavorare dentro i servizi comunali (scuole, pulizie etc) per 6 euro l'ora, mentre i dirigenti che impongono ad altri aretini tanti sacrifici indegni prendono anche i premi. Vogliamo anche più rispetto per chi ha contributo ad arricchire Arezzo: un aretino non sia svantaggiato quando chiede aiuto al Comune

Appalti per milioni di euro che potrebbero essere svolti in Arezzo da aretini (verbali multe, bollette rifiuti).

Occorre finirla con denari buttati in iniziative per gli amici degli amici, ma per la città non ci sono soldi.

Macchè inaugurazioni, passerelle con fotografie, stipendi per gli amici: basta! Altre sono le necessità.

Arezzo ha invece l'esempio positivo dei tanti volontari che vogliono dare il loro tempo in una maniera ancora più determinante e fruttuosa. Perché non metterli nelle condizioni di fare bene e con soddisfazione?

È  possibile dare nuovo slancio economico ad Arezzo, l'attenzione verso questi temi divenga un motore di sviluppo per attrarre attenzione mediatica, flussi turistici ed iniziative di impresa, una ricaduta positiva per tutti i cittadini: l'inizio di un percorso -a vantaggio di quelli che adesso non vivono o non conoscono taluni aspetti della vita- che sia una certezza per il futuro, non destinato a sfiorire al termine della legislatura. Per gli altri, passate le elezioni, gabbati i cittadini: non per noi. Lottiamo contro le difficoltà che possono essere misurate dal disinteresse della amministrazione aretina.

Come sindaco voglio “cacciare i mercanti dal tempio”.

Come aretino voglio che la città goda della considerazione che le spetta per il suo passato storico artistico ed il suo presente economico, una città orgogliosa delle sue origini e dei suoi costumi, solidali “botoli ringhiosi”.

Come individuo voglio essere sicuro che tutti gli aretini godano degli stessi diritti, che non contino le amicizie bensì i risultati; non voglio vergognarmi perché non si fà il possibile per offire una vita dignitosa a nostri concittadini in difficoltà. Pensare oggi al domani, tutti sappiamo che la vita è una ruota.

Sono un diversamente concreto, non solo un disabile. Oltre al cervello, ci metto il cuore!

 

Gli obiettivi di governo di “risorgimento aretino”:

  • verifica del bilancio comunale (verità dei saldi, verosomiglianza degli importi futuri);
  • revisione di tutti i contratti ed impegni che abbiano un costo per assicurarsi la sostenibilità degli oneri assunti dalle precedenti amministrazioni e la capacità residua di effettuare investimenti (non vogliamo che Arezzo fallisca!!);
  • contemporanea proroga, fino ad un anno, di collaborazioni o incarichi in essere senza che questo introduca vincoli o riduca la libertà di manovra dell'amministrazione;
  • ridistribuzione della forza lavoro comunale nell'ottica del riassetto delle priorità determinando quali servizi possono (o debbano) essere esternalizzati piuttosto che riportati nell'ambito della macchina comunale;
  • revisione del sistema di premi ai dipendenti comunali utilizzato sinora;
  • riduzione di tutti gli impegni di spesa che non siano strategici allo sviluppo di una città più efficiente, per rimodulare l'imposizione di tasse e tributi a cittadini ed imprese;
  • riduzione del carico burocratico verso i cittadini e maggiore collaborazione con associazioni e categorie per ridurre le perdite di tempo che gravano sulla città;
  • analisi del ruolo del Comune quale azionista di società partecipate e revisione degli incarichi assegnati in termini di rapporto fra efficacia del ruolo e retribuzione;
  • riduzione del maggior costo derivante dalle nomine (presidenti, consiglieri d'amministrazione, sindaci revisori) a carico dei cittadini;
  • un rapporto non subalterno nei confronti della Regione e delle città con le quali Arezzo condivide importantissime strutture quali l'azienda sanitaria locale o l'Università o gestione rifiuti, nello sviluppo dei comuni interessi in ambito di infrastrutture;
  • una azione di sostegno generalizzata nei confronti di tutte le imprese del territorio, con particolare rispetto per quanto riguarda le vendite extra provinciali;
  • una politica culturale di promozione al turismo, per generare maggiori flussi turistici verso Arezzo, con un diverso ruolo dell'amministrazione verso le strutture museali statali e indipendenti, un rapporto più sinergico con le realtà vicine o complementari;
  • revisione delle norme che svantaggiano gli aretini veri nella elargizione degli aiuti comunali, visto anche il perdurare di difficoltà economica e sociale;
  • una diversa visione sulla tutela delle minoranze, come i disabili, anche come possibile motore verso il turismo;
  • incentivare la crescita delle attività di servizio, la popolazione invecchia ed ha necessità legittime che debbono essere tenute in considerazione;
  • un'amministrazione che smetta di spendere soldi per dire a se stessa quanto è brava e quanto è bella: inutili annunci e proclami, inaugurazioni ripetute, che provocano soltanto costi che poi ricadono naturalmente sulla collettività aretina;
  • diverso impegno sul controllo del territorio e il rispetto delle norme di civile convivenza attraverso un diverso utilizzo delle guardie municipali ed il coinvolgimento di chi gratuitamente e volontariamente si mette a disposizione della città;

 

 

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