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Nuove Acque ancora un taboo per il PD

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Nuove Acque ancora un taboo per il PD

 

Lunedì sera in consiglio comunale secondo tempo di un atto d'indirizzo finito male anzi malissimo, il primo tempo si era concluso nello scorso consiglio con l'abbandono della sala consiliare da parte del gruppo PD a metà lettura del provvedimento sui rimborsi “automatici” da parte di Nuove Acque.

Il PD stupisce sempre anche quando le cose sono semplici ed andrebbero a migliorare la vita dei cittadini, sopratutto quando si parla di bollette sempre più care.

Il voto di astensione boccia di fatto la possibilità di ottenere il rimborso della quota di depurazione non effettuata, ovvero di restituire i soldi già pagati nelle zone non coperte da depurazione anche a coloro che avevano presentato richiesta dopo il settembre 2013 termine ultimo secondo Nuove Acque.

Una vera anomalia presente solo nel nostro ATO e noi come Movimento 5 Stelle Arezzo abbiamo da circa un anno messo all'attenzione del consiglio comunale.

La Legge 13/2009 infatti stabiliva che i rimborsi andavano restituiti nei 5 anni successivi e quindi fino al settembre 2014.

Votare contro un atto così significa fregarsene dei cittadini e delle leggi.

Non vogliamo neanche pensare come il PD possa prendere posizioni su argomenti più importanti come la nuova carta dei servizi che si riscriverà a breve e su cui abbiamo fatto un'interrogazione per ora senza risposta.

Bisognerebbe stabilire sulla carta nuovi parametri per aumenti delle bollette in base all'inflazione reale invece dell'ormai consueto 6,5% annuo applicato da Nuove Acque.

Bisognerebbe avvisare il Sindaco della chiusura del contatore per morosità, sembra impossibile che ai giorni nostri un sindaco che è il primo responsabile della salute pubblica non sia a conoscenza di chi non ha più a disposizione un servizio essenziale come quello idrico, in quali condizioni igenico sanitario possa vivere un nucleo familiare o una singola persona, che non possa verificare quali siano le cause della morosità considerando anche le difficili condizioni economiche in cui versano attualmente famiglie e imprese.

Tutto questo si sta decidendo proprio adesso e ci riguarderà direttamente nei prossimi anni ma il controllore pubblico cioè i sindaci che fanno parte di ATO cosa fanno? Obbediscono a Nuove Acque.

Siamo allibiti nel dover constatare che ci sia la necessità di dover chiedere che queste cose vengano tenute in considerazione . Pensiamo invece che dovrebbero essere già diritti riconosciuti e doverosamente rappresentati dagli amministratori votati dai cittadini a soddisfare i bisogni e le regole della nostra società .

Insomma si parla di acqua pubblica ma qui siamo proprio lontani dal concetto di “pubblico”.

Piuttosto l'acqua è sempre più una merce e talvolta un ricatto, buona riflessione a tutti.

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Arezzo, Lucio Bianchi – Roberto Rossi.

 

 

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