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L'ensemble Fulgor, giovanissimi interpreti di grande carattere e di sicuro avvenire al festival Arte a Km zero di Capolona

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L'ensemble Fulgor, giovanissimi interpreti di grande carattere e di sicuro avvenire al festival Arte a Km zero di Capolona
 

 

Giovedì 23 aprile, al cine-teatro Fulgor di Capolona (AR), per la rassegna Arte a Km zero, ostinatamente voluta dal sindaco Ciolfi e realizzata dalla sapiente direzione artistica di Roberto Fabbriciani, abbiamo assistito ad uno di quei concerti che rasserenano l'animo e fanno ben sperare per il futuro dell'Italia e della sua tradizione artistica. Sotto l'insegna dell'Ensemble Fulgor, si sono esibite compagini cameristiche che hanno interpretato trascrizioni di musica da film e brani di grande repertorio concertistico. Fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto che i musicisti erano tutti giovanissimi e molti di loro addirittura minorenni e che sono stati capaci di deliziare il pubblico con il piglio proprio dei grandi interpreti. Parafrasando Pirandello potremmo chiamarli giovani artisti in cerca di un committente, figura che spesso manca nell'attribuire fiducia e nel mettere a disposizione dei giovani talenti un palcoscenico. Ma il Fulgor di Capolona ci ha ormai abituato ad assistere ad una felice controtendenza rispetto a ciò che avviene sul suolo italico.

Tra i gruppi che si alteravano sul palco, i primi sono stati i membri di una antica istituzione aretina, i fiati della Filarmopnica Guido Monaco (Lavinia Massai al flauto, Silvia Caccialupi al clarinetto, Marco Maestri e Pietro Zaccardi alla tromba e Andrea Maestri alla tuba) che hanno interpretato delle trascrizioni di musica da film di Cesare Valentini e nel finale una canzone dei Beatles (The long and winding road) splendidamente trascritta da Roberto Fabbriciani. Un vero miracolo artistico il secondo gruppo, il quartetto di flauti del Liceo Musicale di Arezzo costituito e guidato dall'insegnante Cecilia Iodice insieme alle giovanissime allieve Natalie Picone, Ilaria Landucci e Teresa Morandini che hanno suscitato una grande emozione interpretando il Notturnino op. 37 di Vincenzo De Michelis. Un particolare plauso è stato con merito attribuito dal pubblico il quartetto di clarinetti Bat-quartet, che si è dotato di questo nome poiché i componenti sono tutti allievi del Maestro Fabio Battistelli. Luka Boskovich, Iacopo Carosella, Francesco Darmanin e Dusan Mamula, ognuno dei quali ha circa vent'anni, hanno letteralmente impressionato, per carattere, uso delle dinamiche, affiatamento ed espressività. Hanno interpretato trascrizioni di musica del grande repertorio come la Danza delle ore dalla Gioconda di Ponchielli e la Marcia funebre per una marionetta di Gounod. Un plauso particolare merita Francesco Darmanin che a vent'anni ha interpretato i 3 pezzi per clarinetto solo di Igor Stravinsky con una sicurezza ed una bellezza di suono spesso sconosciute ad esecutori ben più maturi ed in carriera. Una serata che ci ha offerto un buon motivo per andare a letto sereni e fiduciosi nel futuro della nostra arte.

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