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ANCHE UNA POLIZZA ANTICRIMINALITA’ PER OGNI FAMIGLIA A COSTO ZERO: FDI AN LANCIA IL PACCHETTO SICUREZZA NEL GIORNO DI MAGDI ALLAM AL CONTINENTALE

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ANCHE UNA POLIZZA  ANTICRIMINALITA’ PER OGNI FAMIGLIA A COSTO ZERO: FDI AN LANCIA IL PACCHETTO SICUREZZA NEL GIORNO DI MAGDI ALLAM AL CONTINENTALE

Da Fratelli d’Italia AN Alleanza per Arezzo arriva una proposta per contrastare la criminalità e sostenere i cittadini. Una forma di garanzia concreta studiata sulla base di quanto già fatto da alcuni Comuni. La ribalta da cui Francesco Macrì la presenta è un evento da sé. E’ il giorno di Cristiano Magdi Allam al Continentale.

 
 
Voce fuori dal coro contro minacce non potenziali all’ordine del giorno nazionale ed europeo. Quali islamizzazione, fondamentalismo, immigrazione di massa. La sala è piena. Nonostante il fine giornata per molti sia ancora lavorativo. C’è in prima fila il capolista Paolo Bertini. Il candidato a sindaco di coalizione è sul palco. Applauditissimi ambedue. Alessandro Ghinelli è di casa. E dirà parole non di circostanza alla platea. Numericamente ragguardevole. Anche il giornalista scrittore politico di origine egiziana naturalizzato italiano, lo sottolineerà con un certo compiacimento nel suo intervento. Lui abituato a grandi platee. Ma è vero. Tante le presenze radunate da FdI in questo venerdì di campagna elettorale, richiamate da Magdi Allam.
Nel dare il benvenuto a tutti Cristiano Romani, rivolto pure ad Andrea Ronchi, il già ministro alle Politiche Comunitarie altra presenza qualificante, coglie al balzo la cronaca aretina  a sottolineare quanto “sia politicamente significativo affrontare i temi delle grandi emergenze di oggi anche  a livello locale”. Il riferimento è all’arresto eseguito in provincia dello scafista risultante coinvolto nel trasporto di migranti anche cristiani, questi gettati in mare per odio religioso.
Nel preambolo che non sarà un preambolo,  Macrì dà “le risposte di FdI ai bisogni dei cittadini in tema di sicurezza urbana”. Le mette sul tavolo della coalizione. A cominciare da una polizza assicurativa collettiva, ad adesione volontaria, in grado di offrire una copertura contro i danni causati da furto, scippi, rapina, atti vandalici.  Gratuita per i meno abbienti. A  costo simbolico annuale, quantificabile in appena 10 euro, ogni altra famiglia potrà usufruirne con validità 12 mesi.  Questo genere di garanzia è  realtà a Perugia, delucida Macrì entrando nel merito della spesa ad appannaggio dell’Ente Locale. Appena 34mila euro il premio assicurativo annuale in cambio di un plafond variabile in cui le   somme assicurate per furti di beni di proprietà della famiglia sono di 1500 euro ad assicurato come massimale annuo. Mentre per danni derivanti da furti, e altro,  il rimborso è   di mille euro per sinistro. Fino a un massimo di 5 mila euro all’anno.
Se la polizza riguarda il dopo, le altre proposte incidono sul prima. FdI punta al potenziamento  dell’organico della Polizia Municipale. Vuole l’ immissione nei suoi ranghi di nuovi profili professionali. Tali da conferire alla figura tradizionalmente intesa di vigile urbano finalmente lo status di Poliziotto Municipale. E’ mittente di agevolazioni economiche, ad appannaggio pubblico, in caso  di  accordi consortili tra aziende private del settore Vigilanza  con  quartieri, condomini e singole  famiglie. Cosicchè da ottenere una maggior grado di deterrenza anche  tramite una utilizzazione   della vigilanza privata,  in coordinamento con le forze dell’Ordine e meno onerosa per i contraenti.
Macrì si sofferma, poi, sul rigore necessario “non sulla flemma cui siamo abituati da 9 anni di malgoverno” anche a livello cittadino, al fine di restituire dignità e decoro agli spazi pubblici, in prima istanza a piazza Guido Monaco, “ridotta ad un bivacco  sede di spaccio di droga a cielo aperto, in cui allignano attività, come i Money Transfert sparsi un po’ dappertutto, che offrono copertura a fenomeni da sradicare da Arezzo.”.
Il candidato n.32 al Consiglio Comunale e capolista ad Arezzo alla Regione  motiva la dettagliata presentazione del Pacchetto Sicurezza rispetto all’occasione in cui FdI sceglie di lanciarla come “impegno qualificante della campagna elettorale a sostegno di Ghinelli sindaco”. Non gli basta dire  “la lotta ai fenomeni a rischio per la coesione e la qualità urbana è una nostra priorità giustificata dalla realtà di ogni giorno. Non  chiodo fisso o esagerazione”,  e infatti  fornisce il dato in base a cui “gli episodi di criminalità diffusa rilevati a livello locale sono al 99% d’importazione, ovvero attribuiti a soggetti provenienti da altri Stati e Continenti”,e lo mette a confronto con “la sensazione di insicurezza dilagante nella comunità aretina.”. A ciò Macrì aggiunge lo spessore della questione: “ Il nostro futuro economico passa anche dalla nascita di una  industria turistica nel vero senso della parola;  ma non potrà esservi  turismo se non c’è coesione sociale, decoro  e sicurezza urbana.”. Il da farsi ricade sull’amministrazione locale “il Governo Renzi non ci aiuta né ci aiuterà. Alfano men che meno. Ci vuole un sindaco che abbia a cuore questi bisogni. Questo sindaco è Ghinelli.”.Scatta la standing ovation sottofondo anche durante l’intervento, non di circostanza, di Ghinelli. Il sindaco in pectore si ricollega al programma, suo e di coalizione. La quintessenza sono quattro pilastri. In testa c’è la sicurezza urbana. Non a caso, dice anche Ghinelli, il quale illustra i punti  qualificanti già inseriti nel programma. Tra essi un sistema di videosorveglianza di nuova generazione e un controllo del territorio maggiormente coordinato da una Polizia Municipale messa in grado di operare  con uomini e mezzi. Ora si tratta di convergere le proposte in un Pacchetto Sicurezza di coalizione. Pronubo l’incontro che ha visto protagonista Cristiano Magdi Allam, il sindaco in pectore dell’Arezzo che rialza il capo, ha già fatto sue le proposte arrivate da FdI.
LE DONNE DI FRATELLI D’ITALIA CONTRO L’EDUCAZIONE GENDER 
“VIA DALLA LEGISLAZIONE REGIONALE LA LEGGE CONTRO LA FAMIGLIA TRADIZIONALE”
Arriva in soccorso della Provincia  la vicepresidente del Senato, prima firmataria  del gender act, il disegno di legge  in via d’approvazione nazionale ma da tempo normativa regionale  in Toscana e pertanto già fonte d’investimenti pubblici in corsi di educazione di genere nelle scuole, sull’esempio di quelli sovvenzionati al costo di 40mila euro per alunni aretini dai 5 ai 9 anni e  contestati, a ragione,  da un nutrito numero di genitori di associazioni cattoliche. Le donne di Fratelli d’Italia AN Alleanza per Arezzo salutano nella senatrice Valeria Fedeli la donna impegnata nelle Istituzioni ma non la sostenitrice del disegno legislativo con cui “la teoria gender usa un malinteso concetto di Pari Opportunità come cavallo di Troia per introdurre nell’ambiente scolastico un’ideologia contraria al modello tradizionale di famiglia”. Giovanna Carlettini Morena Berneschi in una nota congiunta esprimono a nome di tutte le donne impegnate in FdI e candidate alle Comunali “la nostra attiva solidarietà alle famiglie di Associazioni Cattoliche in prima linea contro i sostegni  pubblici  concessi alla diffusione nella scuola di messaggi che di educativo hanno il nome e la pretesa ma non il fine.”.  Ricordando la “chiusura al confronto” con cui la Provincia di Arezzo nei giorni scorsi “ non recepì i giusti rilievi mossi dai genitori ai corsi finanziati nell’Aretino”, Giovanna Carlettini e Morena Berneschi rendono noto “all’associazionismo cattolico e a quanti si battono in salvaguardia del modello tradizionale di famiglia”, di avere sensibilizzato “i nostri candidati alla Regione, in primis il capolista ad Arezzo Francesco Macrì, affinchè sia data priorità anche nel programma per la Toscana alla netta opposizione ad ogni forma e camuffamento attraverso cui s’infiltra la teoria del genere soprattutto tra bambini e ragazzi in età scolare. FdIdeve avere, ed ha, l’obiettivo di cancellare dalla legislazione regionale la vigente normativa dante adito a finanziamenti come lo spreco di 40mila euro sovvenzionati dalla Provincia nell’Aretino, allo scopo di convincere gli alunni che la famiglia non è formata da una mamma e un babbo.”.
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