Prima Pagina | Cronaca | LA POLIZIA DI AREZZO ARRESTA IL PRESUNTO “SCAFISTA” DEL GOMMONE SOCCORSO DALLA “ELLENSBORG”.

LA POLIZIA DI AREZZO ARRESTA IL PRESUNTO “SCAFISTA” DEL GOMMONE SOCCORSO DALLA “ELLENSBORG”.

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LA POLIZIA DI AREZZO ARRESTA IL PRESUNTO “SCAFISTA” DEL GOMMONE SOCCORSO DALLA “ELLENSBORG”.

Lo scorso 12 aprile la nave “Ellensborg” ha soccorso un gommone con a bordo circa cento migranti ed alcuni giorni dopo li ha condotti, per lo sbarco, al porto di Palermo. I profughi, appena sbarcati, hanno raccontato di aver assistito ad uno scontro, scatenatosi verosimilmente per ragioni etnico-religiose, tra migranti di fede islamica e migranti cristiani.

Dalle testimonianze raccolte è emerso che, in occasione di questi scontri, alcuni passeggeri del gommone fossero stati volutamente gettati in mare da migranti dell’altra fazione. Le indagini condotte personale della Squadra mobile di Palermo hanno portato al fermo di indiziato di delitto di alcuni migranti riconosciuti responsabili di omicidio.

Le risultanze delle indagini hanno anche permesso agli investigatori palermitani di pervenire all’individuazione dell’uomo che, alla guida del gommone, avrebbe condotto i migranti in acque internazionali, identificando lo scafista per: CHEIKHO Shea, nato in Senegal il 1° gennaio 1989. Lo scafista, che si era nascosto tra i migranti, nelle more delle indagini, era già stato inserito nel Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo, coordinato dal Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, ed assegnato alla regione Toscana per la sua prima accoglienza sul suolo nazionale. Immediata è stata la segnalazione della Mobile di Palermo che ha coinvolto le omologhe strutture della Toscana nelle ricerche del criminale.

Nel pomeriggio di ieri, personale della Squadra Mobile della Questura di Arezzo ha sottoposto a fermo d’indiziato del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: · CHEIKHO Shea, nato in Senegal il 1° gennaio 1989, alias DIOP Seckou, nato a Fanda (Senegal) il 5 agosto 1989 irregolare Il DIOP, sbarcato lo scorso 15 aprile al porto del capoluogo siciliano unitamente ai migranti clandestini soccorsi in acque internazionali dalla nave “Ellensborg”, è stato riconosciuto come il conducente del gommone che, salpato dalle coste libiche, ha condotto circa 100 migranti in acque internazionali al fine di favorire il loro ingresso irregolare nel territorio nazionale. Il DIOP è stato rintracciato in una struttura di accoglienza in Toscana da personale di questa Squadra Mobile nel comune di Foiano della Chiana (AR), in via Ricasoli 25.

Il senegalese che aveva già iniziato a produrre alias della propria identità è stato sottoposto a fermo di indiziato del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dal fatto che le persone trasportate erano state esposte a pericolo per la loro vita o per la loro incolumità, viaggiando in condizioni di sovraffollamento e in assenza di dotazioni di sicurezza individuali, al termine degli atti di rito, è stato associato presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’A.G. procedente.

Arrestato scafista ad Arezzo. Mattesini “Siamo un paese accogliente ma non possiamo permettere che certi gesti rimangano impuniti”

E’ stato arrestato stamattina presso una struttura di accoglienza a Foiano della Chiana il pilota del barcone da cui una settimana fa all’altezza del canale di Sicilia, in una lite per motivi religiosi, sarebbero stati lanciati in mare una decina di migranti cristiani da parte di musulmani. Lo scafista si era confuso tra gli ospiti del centro.

“Il nostro è un paese accogliente che deve difendere e tutelare i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo, pretendendo in questo senso un forte sostegno europeo, ma è anche un paese in cui chi si macchia di tali atrocità deve essere individuato e punito.” è il commento a caldo della Senatrice aretina del PD Donella Mattesini.

 

“I nostri complimenti devono andare alle forze di polizia che hanno dato un bell’esempio di efficienza nel rintracciare questo personaggio che era già riuscito ad allontanarsi dal luogo dello sbarco – conclude Mattesini - Non dobbiamo permettere che chi si macchia di azioni tanto ignobili si confonda con tante persone bisognose. La nostra capacità di fare chiarezza e di saper distinguere i singoli casi sarà l’arma determinante per vincere questa sfida globale” 

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