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Evitiamo la polemica fine a se stessa...

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Evitiamo la polemica fine a se stessa...

Ho avuto la possibilità di verificar da presso lo sviluppo delle opere di restauro del teatro Petrarca.

Per questo posso precisare che sono state seguite con attenzione, nel corso della loro progettazione e realizzazione, da ben 3 comandanti dei VVFF, succedutisi nel corso di questi anni al comando provinciale di Arezzo.

Grazie alla loro presenza, e alla loro consulenza, sono state studiate soluzioni e strategie di elevato livello, per garantire la massima sicurezza possibile, assai oltre le necessità normative, anche investendo molto sull’argomento.

L’agibilità, che ho sentito citare recentemente, è peraltro argomento un po’ specioso: infatti il Petrarca era dotato (ovviamente) di agibilità anche prima della sua chiusura, e la reiterazione di questa è fatta solo sulla firma del progettista. Esaurito l'argomento di cui sopra invece, è arrivata la polemichetta sulla Commissione Pubblico Spettacolo.

Ho faticato non poco per trovarne fondamenti normativi e specificità di intervento. Nella ridondanza delle commissioni, ho scoperto che esistono(evano) commissioni di pubblico spettacolo sia provinciali che comunali.  

La prima (quella provinciale) è stata abolita una prima volta nel 2012, con la spending review. L’art. 12, comma 20, primo periodo, del Decreto Legge n. 95/2012, convertito dalla Legge n. 135/2012, dispone che “A decorrere dalla data di scadenza degli organismi collegiali operanti presso le pubbliche amministrazioni, in regime di proroga ai sensi dell’articolo 68, comma 2, del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133, le attività svolte dagli organismi stessi sono definitivamente trasferite ai competenti uffici delle amministrazioni nell’ambito delle quali operano”.

Per non farci mancare nulla, è stata riesumata nel 2013. A stabilirlo è il comma 440 dell’art. 1, della legge 27 dicembre 2013 n. 147 (Legge di stabilità 2014), che ha modificato il comma 20, dell’art. 12, del D.L. n. 95/2012, convertito dalla L. n. 135/2012.

Ma poco dopo, con un nuovo colpo di scena, la legge Delrio 2014 cancella quasi tutte le competenze delle provincie. La commissione non si sa che fine abbia realmente fatto, ma visto lo scioglimento in corso della polizia provinciale, temo che abbia fatto una finaccia!

Non ci stupiamo piu’ di nulla e siamo anche rassegnati a vivere nella repubblica delle banane, in cui si creano e si distruggono enti e commissioni, senza neppure sapere se sono mai esistite.   

Queste strane commissioni, il cui ruolo è spesso sovrapponibile a quello dei Vigili del Fuoco, della polizia municipale, delle USL e della polizia provinciale, fuorno create durante il ventennio, per poter meglio controllare natura e finalità degli spettacoli, avendo in quel periodo anche potere di censura. Avevano, come ben facilmente si può intuire, finalità molto diverse da quelle che si è cercato di attribuirgli dopo. 

Resta attiva dunque la Commissione COMUNALE di Vigilanza Pubblici Spettacoli, che dovrebbe invece essere un organo collegiale nominato dal Sindaco, avente la funzione di esame dei locali (e luoghi) di pubblico spettacolo. La Commissione esamina ed esprime il parere sul progetto atto a verificare le condizioni di sicurezza, igiene e sanità delle strutture allestite per le manifestazioni all’interno di un locale o per gli spettacoli viaggianti.

SONO da considerarsi infatti attività di pubblico spettacolo:

  • attività aperte al pubblico che prevedano spazi/strutture appositamente destinati allo stazionamento del pubblico (tribune, platee di seggiole, oppure palchi aventi altezza superiore ad 80 cm, etc...) e/o aree fisicamente delimitate (esempio: varchi di accesso)
  • concerti (anche strumentali, senza cioè amplificazione sonora)
  • spettacoli/dimostrazioni di danza, ballo liscio
  • spettacoli di arte varia
  • cortei e rievocazioni storiche, se presenti aree delimitate
  • attrazioni dello spettacolo viaggiante, circhi, teatri viaggianti e luna park

NON sono da considerarsi attività di pubblico spettacolo

  • mostre mercato, mercatini, esposizioni
  • giocolieri, spettacolo di strada, attività ludiche per bambini, etc...
  • karaoke, piano bar, musica da intrattenimento all'interno di attività di somministrazione
  • convegni

All'interno di un esercizio commerciale SONO da considerarsi attività di pubblico spettacolo:

  • attività pubblicizzate e/o con pagamento di un biglietto di ingresso e/o con maggiorazione delle consumazioni

All'interno di un esercizio commerciale NON SONO da considerarsi attività di pubblico spettacolo

  • attività esercitate in modo completamente gratuito e senza fini di lucro, senza strutture e senza pubblicità 

A questo punto però, bisognerà attendere che il prossimo assessore organizzi di nuovo la rappresentazione dell'Anna Bolena, che vide la prima al Regio di Arezzo, per sapere se la Commissione Pubblici Spettacoli sarà d'accordo... o forse avrà qualcosa da dire sul Nabucco? Dallo schema sopra citato infatti, solo se si tratta di spettacolo a pagamento la Commissione è chiamata a dire la sua. Se qui vi si organizzasse un convengo di alieni, con la partecipazione straordinaria dell'imperatore galattico, il suo parere non sarebbe necessario. 

Eppur ancora ogni tanto ripenso a Gasmann recitare l'Adelchi: "Dagli atrii muscosi, dai fori cadenti, dai boschi, dall'arse fucine stridenti, dai solchi bagnati di servo sudor, un volgo disperso repente si desta; intende l'orecchio, solleva la testa, percosso da novo crescente romor. Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti, qual raggio di sole da nuvoli folti, traluce de’ padri la fiera virtù: ne’ guardi, ne’ volti, confuso ed incerto, si mesce e discorda lo spregio sofferto, col misero orgoglio d’un tempo che fu [...]Tornate alle vostre superbe ruine, all’opere imbelli dell’arse officine, ai solchi bagnati di servo sudor! "

 

 

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