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Vergogna su di loro. L'egoismo di una certa Arezzo.

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Vergogna su di loro. L'egoismo di una certa Arezzo.

 

Portare la voce di chi non ha voce al Comune di Arezzo non è facile. Combattere contro indifferenza ed intrallazzi non è scelta comoda.

Temi scomodi per i candidati che rispondono ai poterucoli. Tanti interessi contrari, manipolati da pochi individui senza cuore e scrupoli.

Certo che la prossima volta che sento la parola "solidarietà" venire da Barone, Ghinelli, Nardone, sottopanza di Bracciali etc scoppierò a ridere.

Perchè tutti loro mi conoscono e sanno che difficoltà motorie mi costringono su una sedia a rotelle, ma la loro sensibilità umana si limita a passare il microfono.

Per questo corro da solo: per ricordare che tanti aretini hanno problemi, reali, nella vita di tutti i giorni, mentre altri si curano di altre cose.

Io ho un problema, lo condivido con chi ha difficoltà di muoversi a fatica con gli ostacoli messi da chi dice di essere sensibile.

Poi ci sono gli aretini che pagano un extra sulle bollette dei rifiuti perchè il Comune regala un appalto agli amici di Siena: quasi dieci euro a testa, regalo a chi non conosciamo e non ha bisogno.

Poi ci sono gli aretini a cui dicono che non si può far niente per i loro drammi, ma invece per qualcuno le cose si risolvono. Basta vedere a chi vanno i soldi del Comune.

Poi ci sono gli aretini che vivono nel dolore per i loro cari, ma sono soli ad affrontarli, neanche una pacca sulla spalla. Imperdonabile meschinità.

Poi ci sono aretini che si preoccupano del parcheggio gratis sotto casa: pare proprio l'unico problema che hanno. Fortunati loro, diciamo così.

Un sedicente comitato centro storico mi aveva invitato a illustrare il progetto di Risorgimento Aretino per un confronto fra candidati su parcheggi, sosta, transito, viabilità nel Centro Storico.

Avevo confermato la mia intenzione di partecipare, ma temevo che non mi volessero, perchè non hanno fornito informazioni utili per definire il pubblico cui dovevo illustrare la nostra posizione.

Tuttavia arrivare davanti all'Artistico e arenarmi sugli scalini perchè nessuno si è preoccupato dei disabili in generale, neanche di quello che avevano invitato, è stato oltremodo frustrante.

Con dolore esprimo la mia delusione circa i candidati sindaco partecipanti. Barone ha varcato gli scalini mentre l'auto parcheggiava, forse mi ha anche visto.

Nessuno dei parrucconi si è preoccupato dell'evidenza. Con rammarico annoto anche Carlo Cigna, presidente dell'artistico, che ha assistito in diretta alla mia frustrazione ed udito lo sfogo della mia rabbia.

Mi ha detto che è un edificio vecchio. Colpa mia, quindi. Lui è entrato, si è anche fatto intervistare, ma nessuno è sceso a dire "bah". Code di paglia prezzolate. Difficile che io li saluti di nuovo.

Alcuni cittadini che hanno assistito mi volevano aiutare, ma il gioco (rischio) non vale la candela (barullare colla carrozzina).

Qualcuno è arrivato a dire in tv o sui social che chi non si era presentato all'incontro lo aveva fatto per paura o snobismo o perchè senza argomenti. Spietati.

Quindi non posso credere a nessuno di loro quando parlano di solidarietà. perchè qui bastava chiedersi: ma il Ruzzi come fa?

Perchè la solidarietà che intendo è il contrario dell'egoismo nel quale si sono accartocciati pochi aretini, ma che vogliono (lo hanno già fatto) comandare secondo i loro interessi.

Nei miei avversari elettorali non vedo una cosa: il cuore. Non c'è. Classico caso di "quel che non c'è, non ce lo metti".

Non ce la faranno a zittirmi, isolarmi, esiliarmi: sarà bene che passino dalle frasi sussurrate alle armi, o mi tirino il collo; è anche facile, non posso difendermi.

Mi è caduto di considerazione anche Gigi Alberti, a giudicare dal servizio su Teletruria ( http://www.teletruria.it/video/index.php?id=17795 ) moderava la serata; non mi ha menzionato fra i candidati, eppure mi ha intervistato una settimana fa, ha anche il mio numero di cellulare.

E' stato il coronamento di una giornata mediocre:

prima un articolo su la Nazione circa il quale chiederò lumi: usa termini offensivi, con inesattezze e falsità inconciliabili con una professione svolta correttamente;

poi mi descrivono il caso (fresco fresco) di un invalido aretino trattato a male parole dall'autista del bus e lasciato a piedi;

dopo una signora di Arezzo mi racconta l'oramai comune situazione di disaglio, nell'assenza di risposte anche verbali dalle istituzioni.

Ma io insisto, per tanti di questi aretini, che poi siamo tutti noi, che non siamo dei "loro".

 

 

per chi volesse vedere il video https://www.facebook.com/RisorgimentoAretino

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