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Colpo di scena: le ossa di San Gianni sono di un uomo

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Colpo di scena: le ossa di San Gianni sono di un uomo

Oltre al giallo della scomparsa della donna, adesso la soluzione sembra ingarbugliarsi sempre piu'. Di chi sono dunque le ossa del mezzo busto, bruciate, sepolte e poi disseppellite e infine gettate nell'ossario in questo ultimo anno?

Con uno scarno comunicato, i RIS del carabinieri comunicano che: "Le analisi genetiche condotte dal Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma sui resti umani rinvenuti e repertati il 4 aprile 2015 presso l’ossario del cimitero sito in località “San Gianni” di Sestino (AR) e, specificatamente, su frammento femorale, hanno permesso di accertare che il reperto è da ricondurre ad un soggetto maschile, al momento ignoto, estrapolandone un profilo genetico completo, utile a fini tecnico-investigativi".   

Dunque ricapitoliamo: E’ il primo maggio scorso quando Guerrina Piscaglia, sposata e madre di un 22enne con qualche problema di disabilità, scompare da casa. Dopo un pranzo in famiglia esce per andare in canonica e non torna più. Scatta la denuncia e dopo qualche tempo intervengono anche i Ris.

Secondo le ricostruzioni il primo maggio,proprio nelle ore in cui Guerrina scompare, Mirko e Padre Graziano si dirigono verso la parrocchia di Sestino, un paese a circa 20 km da Ca’ Raffaello, dove Padre Graziano deve celebrare un funerale nel primo pomeriggio. I due, però, arrivano in ritardo alla funzione, anche se per mesi non sanno spiegarne la causa. Poi, improvvisamente, Mirko ricorda: “Il prete aveva dimenticato un libro in chiesa”.

Un mese dopo la scomparsa di Guerrina, Mirko e altri parenti presentano una lettera ai carabinieri e alla Procura. Per loro Guerrina non si è allontanata volontariamente: è nascosta forzatamente e lontano da casa. Ma da chi?

Il primo maggio il cellulare di Guerrina Piscaglia risulta attivo e viene localizzato proprio a Sestino, e proprio nelle ore in cui sono lì suo marito e Padre Graziano. Ma Guerrina, stando alle deposizioni, è già scomparsa, o comunque non è con loro. Gli inquirenti credono che il suo cellulare, in quel frangente, sia nelle mani del frate, il quale l’avrebbe anche usato per mandare alcuni sms. Ma Guerrina dov’è

Gli inquirenti, come dicevamo, sospettano che sia padre Graziano ad avere il telefono di Guerrina. Questo giustificherebbe gli sms inviati per depistare le indagini e aprirebbe anche nuovi interrogativi su quei 4000 contatti telefonici tra lui e Guerrina.

Mirko racconta di un incontro svoltosi il 30 aprile fra lui, padre Graziano, Guerrina ed un venditore marocchino. Al seguito, Guerrina si sarebbe volontariamente allontanata col marocchino. Per gli inquirenti, però, quel venditore non è mai esistito.

Ed è proprio quest’ultimo punto che porta a sospettare di Mirko, ora indagato per falsa testimonianza. Come se non bastasse, spuntano in questa storia altri particolari controversi: infatti, Mirko Alessandrini ammette una sua stretta amicizia con una donna rumena a cui per mesi ha inviato dei soldi e di come, di contro, sua moglie gli abbia fatto più volte richiesta di dormire nella canonica della chiesa. Proprio la chiesa di Padre Graziano.

Qual è la chiave di volta di questa scomparsa? Risiede nel marito di Guerrina o nel parroco, amico di famiglia e confidente da mesi della donna? Un’amica della donna racconta addirittura di una presunta gravidanza di Guerrina, un elemento che complicherebbe ancor di più le indagini e avvalorerebbe l’ipotesi di un allontanamento volontario dal paese. Nel frattempo però, Mirko non crede ad un coinvolgimento del frate, come dimostra l’sms che gli invia: “Padre Graziano, io ti ho voluto sempre bene. Mi dispiace per questa situazione. La colpa non è mia: spero di incontrarti. Mi manchi tanto”.

Ma a questo punto un'altra domanda sorge legittima: di chi sono le ossa? Se non è di Guerrina Piscaglia lo scheletro recuperato al cimitero di San Gianni nel comune di Sestino (Arezzo), cupi scenari si aprono ui paesi dell'appennino Toscano.  Eppure non c'è dubbio: lo dicono le analisi del Ris, condotte a tempo di record sulle ossa: il cromosoma individuato ed estratto in queste ore nei laboratorio specializzato del reparto speciale dei carabinieri appartiene senza ombra di dubbio ad un uomo la cui identità e la modalità di morte devono a questo punto essere scoperte. Per estrarre il dna dai resti ci vorrà ancora tempo ma di sicuro, stando a quanto trapelato, non si tratta di Guerrina Piscaglia. Le indagini, condotte dalla procura di Arezzo, devono a questo punto ripartire da una certezza: il corpo della donna scomparsa il primo maggio del 2014 non si trova e dunque resta in piedi anche la possibilità che la 50enne non sia stata uccisa. Per la scomparsa rimangono indagati Padre Gratien Alabi e il marito Mirko Alessandrini seppur in posizioni diverse.

Adesso però c'è un cadavere in piu' e qualche certezza in meno! 

 

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