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Dal 15 aprile riavremo il "Regio Teatro Petrarca"

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Dal 15 aprile riavremo il "Regio Teatro Petrarca"

L'appuntamento per la presentazione è mercoledì 15 dalle 17 alle 20. Era chiuso da tanto tempo che i nostri studenti universitari non lo hanno ancora mai visto. Lavori durati 4 anni.

Questo il commento del sindaco gasperini su FB: "Si alza il sipario sul Teatro Petrarca. Tanta emozione per questo importante risultato che arriva durante le ultime settimane del mio mandato. Il frutto di un grande lavoro di tanti, di tenacia, di passione, di visione. Dopo tanti anni Arezzo si riprende il suo Teatro, il centro cittadino recupera un contenitore straordinario, la cultura della città ritrova un simbolo". 

Ed allora ringraziamo anche chi ha reso possibile tutto ciò. Il primo grazie va all’Accademia del Teatro Petrarca, per la sua disponibilità nei confronti del Comune e dei cittadini di Arezzo. La proprietà del teatro è dell’Accademia e il Comune ne ha un cinquantennale diritto d’uso. 

E poi anche un grazie ai progettisti per il grande lavoro fatto che restituisce alla città il suo teatro. I lavori sono stati diretti dall’architetto Roberto Verdelli che ha messo a punto, con gli ingegneri Carlo Biagini e Piero Bracciali, il progetto definitivo. 

Ecco alcuni dettagli. Creato un nuovo accesso su Piazza del Popolo, come esisteva inizialmente, tramite una scalinata a tre rampe, restauro della scala esterna sul retro del palcoscenico; nuovi servizi igienici; rimozione della biglietteria per recuperare l’accesso all’antico palco reale e al primo ordine di palchi; realizzazione di una scala e un’uscita di sicurezza a servizio del palco e dei camerini; adeguamento della scala di accesso al terzo e quarto ordine di palchi; sistemazione della zona bar e dei suoi arredi. Grande rilievo al foyer.

Grande attenzione all’interno ma anche all’esterno del teatro con la riqualificazione generale delle aree pertinenziali dell’edificio, in particolare il giardino, uno spazio esterno che si presterà all’allestimento di mostre o esposizioni e fungerà da anello di collegamento tra i vari ingressi, vecchi e nuovi, per fare del teatro una struttura aperta alla città e godibile il più a lungo e per il maggior numero di attività possibili; adeguati tutti gli impianti, elettrico, idrico, termico e sanitario.

Restaurati camerini e palchi, nel sottotetto rivisti i ballatoi e le attrezzature di scena.

Realizzati altresì alcuni nuovi volumi, sia interrati che fuori terra: locali tecnici quali centrale trattamento aria, gruppi frigoriferi, sala macchine, locale contatori, cabina Enel, rialzamento scale antincendio e locali complementari all’attività teatrale con accesso da Piazza del Popolo.

La storia

La nascita, nel 1828, si deve ad una Società Anonima composta da cittadini aretini, che successivamente prese il nome di Accademia Teatrale Petrarca. L'incarico del progetto fu affidato all'ingegnere Vittorio Bellini e nel 1830 ebbero inizio i lavori di costruzione. Il Teatro fu inaugurato tre anni dopo, il 21 aprile 1833, con la rappresentazione di Anna Bolena musicata da Donizetti e con un ballo in cinque atti intitolato Alessandro da Palermo. Marianna Brighenti e Luigi Biondini, sono certamente meno noti al grande pubblico rispetto ad altri nomi eppure il successo di questa prima rappresentazione fu ottenuto proprio grazie alla bravura dei due attori.

Dopo di loro chi ha calcato il prestigioso palcoscenico aretino? Tanti protagonisti del teatro italiano. Qualche nome? Glauco Mauri, pesarese, non solo attore ma anche regista teatrale e doppiatore.

Franca Valeri, milanese, attrice, conduttrice televisiva, scrittrice e autrice teatrale, nota per la sua lunga carriera di interprete caratterista.

Giorgio Gaber, anche lui milanese, l’indimenticabile “Signor G”, cantautore, attore, commediografo, chitarrista di vaglia tra i primi interpreti del rock and roll italiano, iniziatore, assieme a Sandro Luporini, del genere del teatro-canzone.

Carmelo Bene, salentino considerato uno degli artisti più poliedrici nella storia del teatro ma anche una controversa figura, spesso oggetto di clamorose polemiche.

Eduardo De Filippo, napoletano, noto anche solo come “Eduardo”, uno dei più grandi esponenti non solo del teatro ma della cultura italiana del Novecento. Senatore a vita nominato nel 1981 da Sandro Pertini.

Totò, napoletano, al secolo Antonio De Curtis, “Il principe della risata”, uno dei più grandi interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano. Ma Totò è stato anche poeta e paroliere di canzoni entrate nella leggenda.

Vittorio Gassman, genovese, uno dei “mostri” della commedia all’italiana, “Il mattatore”, interprete di film che hanno segnato davvero un’epoca, ricordato per la sua assoluta professionalità al limite del maniacale, il magnetismo e la versatilità che lo portò a una lunga carriera teatrale.

 

 

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