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Clima da ultimi giorni di scuola al comune di Arezzo.

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Clima da ultimi giorni di scuola al comune di Arezzo.

Desolazione al consiglio comunale del 9 aprile.

 

Ho intrapreso la solita faticosa scalata al castello comunale di Arezzo perché volevo sentire la relazione dell'assessore in vista dell'adozione del "piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute" (da dire tutto d'un fiato, in apnea).

Per fortuna un consigliere comunale si è prestato a spingere la mia sedia rotelle, non solo risparmiandomi una notevole fatica, ma di fatto permettendomi di accedere alla sala del consiglio comunale. Dopo le ultime innovazioni di sicurezza mi sarebbe risultato oltremodo difficile assistere: infatti alcuni accessi (incluso l'unico disponibile per i disabili e dotato di un ascensore funzionante) è adesso chiuso da una porta, con citofono, ma certamente non di facile utilizzo per chi ha (come me) litigato con le gambe.

Stupidamente, sono arrivato in orario, ma il consiglio comunale ha avuto inizio con una buona ora di ritardo per la mancanza del numero legale, primo segnale palpabile del tipico clima degli ultimi giorni di scuola.

È iniziata quindi la presentazione delle interrogazioni urgenti, dove una volta di più debbo chiedermi se il significato della parola urgente sia noto a chi bazzica il Comune: nessuna di queste era  urgente, anzi il contenuto era misero, tant'è che buona parte dei consiglieri si assentava durante la presentazione. Difficile biasimarli, sottoporre a interrogazione urgente  talune notizie vecchie di settimane è offensivo, sottrae tempo che il consiglio comunale dovrebbe invece di riservare a questioni assai più importanti. Tanto tempo sprecato anche in superflui ringraziamenti e sviolinate, mancava il bacio colla lingua in bocca.

Purtroppo qualche consigliere privilegia la quantità sulla qualità, la voglia di fare bella figura sulle pagelle relative al proprio mandato supera l'importanza delle questioni che attanagliano il Comune di Arezzo. Si è ribadita la inutilità di fare interrogazioni che riguardano l'assessore a cultura e turismo, anche stamani non era presente, forse lo stipendio che percepisce non prevede la sua presenza dinanzi all'assemblea che rappresenta i cittadini.

Detto assessore invece compare con allarmante frequenza al microfono di una cronista locale, evidentemente conta più apparire che essere.  Sottolineo che più consiglieri lamentano che gli assessori non rispondono alle interrogazioni, molte in sospeso dall'anno scorso.

Ulteriore annotazione: se può essere comprensibile che la campagna elettorale impegni molti fra quelli che dovevano essere presenti, non è giustificabile un tale numero di assenze in aula.

Mentre mi gingillavo, ho potuto comprendere come questo progetto di razionalizzazione non contenga atti significativi, è solo un ossequio ad un termine previsto dalla legge: gli accorpamenti di cui si è avuto notizia sono infatti molto discutibili ed è bene che essi vengano affrontati nella futura  consigliatura. Anzi vengano rivisti patti e contratti che impoveriscono i cittadini.

Una volta di più, e con piacere, alcuni assessori mi hanno evitato, mentre la buona educazione è generalmente presente fra i  consiglieri.

 

Persino la stampa ha disertato questa riunione, erano presenti solo due televisioni locali, e -a conferma di freddi rapporti con qualche testata- solo TSD mi ha intervistato quale candidato sindaco. Teletruria mi ha accuratamente evitato: il direttore si duole dell'ostracismo che lamento, dice avrò spazio quando non potranno esserci favoritismi. Evidentemente mi sono sognato che qualcuno abbia dato disposizioni di non dare visibilità ad una lista che si preoccupa per gli aretini (tutti) e che maledice i pochi (ma troppi) profittatori, creando notevoli imbarazzi a chi finora ha sminestrato come gli pare. 

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