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BANCA MONTE DEI PASCHI INCONTRA IL TERRITORIO DI AREZZO: GLI SPAZI DI RIPRESA AL TERMINE DELLA CRISI

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BANCA MONTE DEI PASCHI INCONTRA IL TERRITORIO DI AREZZO:  GLI SPAZI DI RIPRESA AL TERMINE DELLA CRISI

Presentate in un convegno organizzato dall’istituto senese le prospettive di sviluppo del comparto economico della provincia di Arezzo: nel biennio 2015/2016 il valore aggiunto crescerà in media dello 0,8% a/a. Continua il ruolo di primo piano dei settori orafo e moda, ma si registrano aumenti di domanda estera interessanti anche in altri comparti, tra cui il farmaceutico (+51,9% a/a)

 

 

Arezzo, 9 aprile 2015 – In un contesto di ripresa a livello nazionale, la provincia di Arezzo dimostra di essere ben posizionata per un recupero economico. E’ quanto emerge da uno studio dell’Area Research & IR di Banca Monte dei Paschi di Siena presentato in occasione del convegno organizzato dall’istituto senese ad Arezzo che analizza l’andamento economico della provincia e le sue prospettive future. L’incontro, dal titolo “Il territorio di Arezzo: gli spazi di ripresa al termine della crisi” si è tenuto presso la Sala Convegni della Borsa Merci di Arezzo alla presenza di Maurizio Bai, responsabile Area Toscana Sud, Umbria e Marche di Banca Mps, Fabrizio Bianchi, servizio Research & IR di Banca Mps, Stefano Gasperini, vicesindaco di Arezzo, Andrea Fabianelli, presidente Associazione Industriali Toscana Sud, Giuseppe Salvini, segretario generale CCIAA Arezzo, Franca Binazzi, presidente CNA Arezzo, Ferrer Vannetti, presidente Confartigianato Arezzo. A moderare la tavola rotonda è intervenuto Sergio Rossi, capo servizio de La Nazione di Arezzo.

Maurizio Bai, responsabile Area Toscana Sud Umbria e Marche di BMps -, un territorio storico per la Banca e un importante volano per la ripresa del Paese. Forti della presenza capillare di Banca Mps nella provincia, con 41 filiali, 2 centri Pmi, un centro Private e un centro Enti, vogliamo continuare a lavorare al fianco delle imprese aretine, venendo incontro alle esigenze del territorio in un’ottica di crescita e di sviluppo.

Lo studio dell’Area Research & IR di Mps ha analizzato le peculiarità del territorio e la dimensione economica della provincia aretina, che presenta un peso del comparto industriale pari al 26,3% del totale del valore aggiunto provinciale,che leconferisce la natura “industriale” al pari di altre realtà del nord Italia, rendendola fortemente esposta alle fluttuazioni cicliche dell’economia.

Nei primi 9 mesi del 2014, a fronte di un calo medio della produzione industriale manifatturiera toscana dello 0,7% a/a, quella aretina ha registrato una buona crescita (+1,4% a/a) con prospettive positive per l’inizio dell’anno nuovo, dal momento che anche gli ordini esteri sono cresciuti (+7,8% a/a). Nello stesso periodo il fatturato dell’industria aretina è cresciuto (+2,3% a/a), contro il dato regionale che è rimasto in terreno negativo a fine anno (-0,7% a/a).

La domanda estera ha fornito un valido sostegno all’economia aretina durante la crisi, con la quota delle esportazioni sul valore aggiunto (incluse le vendite all’estero di metalli preziosi) fortemente cresciuta (al 78% del 2014 dal 42,3% del 2007). Purtroppo, nel 2014, l’export aretino ha subito una contrazione (-7,7% a/a) rispetto alla crescita del dato nazionale (+2,0% a/a) e della regione (+2,2% a/a), anche se la flessione, al netto del comparto dei metalli di base e prodotti in metallo, è decisamente meno marcata (-0,8% a/a). I settori che hanno avuto un forte slancio, nel corso del 2014,  sono stati la farmaceutica (+51,9% a/a), la gomma e plastica (+26,7% a/a) e il tessile-abbigliamento-pelli (+15% a/a). In flessione, invece, icomparti del coke e prodotti petroliferi raffinati (-89,7% a/a) anche se il peso sul valore aggiunto è esiguo.

Anche i settori dei computer, apparecchi elettronici e ottici e dei metalli di base e prodotti in metallo hanno registrato una flessione (rispettivamente -24,1% a/a e -18,8% a/a). L’export del settore della gioielleria aretina nel 2014 ha subito una contrazione (-10,7% a/a), facendo peggio delle concorrenti (Vicenza -0,1% a/a e Alessandria +27,9% a/a) ma le vendite verso i paesi UE28, pur rappresentando solo il 16% del totale, sono aumentate del +6,3% a/a.

Il mercato del lavoro è ancora in difficoltà, anche se le ore autorizzate delle forme di cassa integrazione ad Arezzo sono diminuite del -2,7% a/a nel 2014, con quelle della CIG ordinaria in flessione (-39,5% a/a) mentre in crescita sono quelle straordinaria e in deroga (rispettivamente +15% a/a e +1% a/a). Nei primi 2 mesi del 2015 le ore autorizzate di cassa integrazione totali hanno registrato un aumento del +39,5% a/a trainate dalla  crescita della CIG  straordinaria (+126,3% a/a).

Nel 2014 le compravendite residenziali nella provincia hanno subito un’ulteriore flessione (-1,4% a/a) in controtendenza rispetto al dato regionale e nazionale (rispettivamente +5,9% a/a e +3,6% a/a); ancora più marcato il calo per la città di Arezzo  (-1,6% a/a), a cui si è accompagnata  una contrazione delle quotazioni immobiliari, che hanno registrato una riduzione del -7,1% negli ultimi due anni.

Relativamente alla qualità del credito, le sofferenze verso clientela ordinaria in Toscana, rimangono ancora elevate (24,48% vs. 19,44% del dato nazionale) e purtroppo superiori al dato nazionale. I finanziamenti oltre il breve termine alle famiglie consumatrici per l’acquisto di abitazioni, dopo le flessioni marcate realizzatesi nel 2012, mostrano dal marzo del 2013 un andamento abbastanza costante pur facendo peggio del dato regionale e nazionale.

Tenendo conto del tasso di correlazione tra la crescita del valore aggiunto della provincia di Arezzo e di quello regionale l’Area Research & IR di Banca Mps ha stimato le prospettive di crescita economica per la provincia. Nel biennio 2015/2016 il valore aggiunto della provincia di Arezzo crescerà in media dello 0,8% a/a, registrando un dato in linea rispetto al dato nazionale (+1% a/a). Il 2015 sembra destinato ad essere il vero anno di svolta anche al livello provinciale, visto l’andamento dei petrolio, il deprezzamento dell’euro e il buon andamento dell’economia mondiale.

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