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La dis-Unione dei Comuni del Casentino

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La dis-Unione dei Comuni del Casentino

 

 Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. Il Casentino va alla deriva, la sua economia si sta esaurendo, le poche imprese rimaste vivacchiano (con sempre qualche eccezione, per fortuna) tra periodi di cassa integrazione e di ferie forzate.

 Una situazione così drammatica richiederebbe istituzioni forti e coese, capaci di affrontare la situazione e di costituire un punto di riferimento alto per i cittadini e per le imprese in difficoltà.

 Cosa fanno i nostri Sindaci in questa situazione? Litigano su chi deve gestire i residui piccoli poteri locali, chiusi nelle loro miopi miserie da baronetti parrocchiali o da comunelli  feudali!

Ci avevano incoraggiato le recenti dichiarazioni di “amorosi sensi” tra tutti i nuovi sindaci uniti in una grande abbraccio per una gestione unitaria del Casentino. Ma l’incantesimo è durato poco. Come si è trattato di rinunciare a qualche piccolo potere, qualcuno ha cercato subito come rinviare questa sua perdita di potere personale. L’Unione dei Comuni del  Casentino è un ossimoro, una contraddizione in termini. Non ne fanno parte i due comuni più grandi (Bibbiena e Pratovecchio-Stia), Poppi resiste nel volersi tenere, sembra, alcuni servizi in gestione propria, Chiusi della Verna prova a rinviare il più possibile la dolorosa perdita del piccolo potere. I Sindaci degli altri piccoli comuni, in fondo, sembra si sentano liberati dalla presenza dei frenatori e sono convinti di lavorare meglio in pochi.

Cose da…..Casentino! E dire che tutti i sindaci sono dello stesso partito, non tanto del PD, ma del PDR (Partito di Renzi), nel quale noi comprendiamo anche Bernardini, ormai il più fedele alleato dell’establishment del PD di zona, che sapientemente si tiene lontano dagli altri  baronetti in lite perpetua.

Recentemente si è tenuto un incontro tra tutti i comuni dl Casentino e della Valtiberina con l’ex Ministro Fabrizio Barca (alto dirigente del Ministero dell’Economia) per la verifica del progetto sulle aree interne, che prevede importanti finanziamenti europei per le nostre zone, sia per i trasporti, sia per le scuole ed altri settori. Le condizioni per procedere nell’attuazione del progetto è la gestione associata di alcuni servizi fondamentali. Quale è stato uno dei problemi? Qualche comune (in quel caso sembra  Pratovecchio-Stia) voleva riprendersi in proprio alcuni dei servizi associati, rinunciando così di fatto ai finanziamenti europei. Non sappiamo come poi le cose sono andate avanti. Ma già questo è una testimonianza del dilettantismo irresponsabile dei nostri sindaci, che sembra vivano in un mondo a parte. La nave affonda, il Casentino ormai depauperato  delle sue migliori aziende, i giovani costretti ad andarsene, i servizi sociali sempre più limitati mentre le esigenze crescono, ed i sindaci si trastullano nelle piccole beghe di bottega.

Così non è possibile andare avanti. La situazione è inaccettabile. Chiediamo uno scatto di dignità a tutti i sindaci. Ripartiamo da capo. Che sia unione o convenzioni, non ci interessa la formula, il Casentino non può permettersi dieci sindaci chiusi nei loro castelli o palazzotti, necessita di una urgente gestione unitaria. Solo così potremo ridare credibilità alle istituzioni e renderle interlocutrici attive dei cittadini e del mondo imprenditoriale.

 

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