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Lettera aperta al dirigente del Liceo Classico: "Progetto neve"

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Lettera aperta al dirigente del Liceo Classico: "Progetto neve"

Al DIRIGENTE SCOLASTICO Liceo Classico “F. Petrarca” Dott. Maurizio Gatteschi

 

 

Egregio Sig. Preside,

Mi chiamo Valter Bertini e sono padre di una ragazza, Lisa, che frequenta la classe IIIa, precisamente la classe IIIa C.

La prego di perdonarmi se non riuscirò ad essere breve e circostanziato, ma è un dono, quello della brevità, che non mi è dato avere.

Sono uno di quei genitori che ha sempre creduto e crede nel valore della scuola e nella forza della scuola, quando questa è esercitata al fine di formare la capacità dell’essere più che il fare.

La scuola ci difende dalla barbarie, ci soccorre, ci mette in piedi. La scuola è il nostro incubatore di speranze. A scuola passiamo dal grigio al colore.

Ricordo la mia scuola, quella meravigliosa scuola, dove tanti straordinari insegnanti si sono impegnati per infondere in noi, e anche in me, quel bisogno assoluto di conoscenza, ma mai fine a se stesso; strumento essenziale per un doveroso cammino verso la sapienza.

Amo la scuola che insegna ad ascoltare, a guardare, a osservare e apprezzare la bellezza, in tutte le sue forme, in tutte le sue arti.

Amo la scuola che riconosce nella “prossimità” un valore e con questo rifiuta e contrasta la “lontananza”, mito di una certa società contemporanea.

Amo la scuola che unisce e non divide.

Oggi mia figlia è a casa e lo sarà anche domani, così come lo è stata venerdì e sabato scorsi.

A casa perché una parte dei suoi compagni, solo una parte, sono ad Andalo.

Andalo???

Gita scolastica ad Andalo; luogo modesto come il nome del Santo, Modesto appunto, a cui è dedicata una piccola cappella in stile gotico; unico elemento di valore culturale in loco.

La scuola, il Liceo Classico, ha organizzato la “settimana bianca” per gli alunni sciatori e gli altri?

Gli altri niente, gli altri a casa, pazienza.

La scuola, non solo non è riuscita a strutturare un progetto di uscita culturale, ai miei tempi gita, che coinvolgesse la stragrande maggioranza dei ragazzi, ma non si è neanche preoccupata di garantire agli altri, a chi ha la colpa di non praticare il nobile sport dello sci, un minimo di continuità didattica.

I genitori sono stati, come dire, “invitati” addirittura a chiedere che i propri figli “fossero sollevati dall’obbligo di frequenza con conseguente rinuncia all’assistenza didattica comunque garantita”.

…comunque garantita: mi domando come!

Cosa c’è di rilevante, culturalmente, didatticamente e pedagogicamente, in una gita sulla neve?

Una uscita per alcuni, da sembrare quasi elitaria.

Non è mio interesse soffermarmi sul fatto se lo sport sia o meno “cultura”, non voglio farlo e mi auguro che altri non vogliano affrontare la questione su questo piano, ma capire come una scuola pubblica possa prendere una simile deriva, questo sì, questo mi interessa e al contempo mi preoccupa.

Egregio Preside, scrivo a Lei perché La conosco, perché so quanto sia forte e costante il Suo impegno in cultura e non solo in ambito scolastico. Scrivo a Lei perché confido nel fatto che proprio Lei abbia quella risposta che io non so darmi.

Con rinnovata stima

 

Valter Bertini

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