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I prodotti della terra tornano nelle Logge del Grano

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I prodotti della terra tornano nelle Logge del Grano

Conclusi i lavori. Presentazione della struttura il 7 marzo

 

Il Mercato delle Logge del Grano è ai nastri di partenza. I lavori di ristrutturazione dell’immobile nell’omonima piazza si sono conclusi e verranno presentati alla città alle ore 11.30 di sabato 7 marzo. Ad illustrare i lavori e a presentare le attività al quale è destinato saranno il Pro Sindaco Stefano Gasperini; l’assessore ai lavori pubblici, Franco Dringoli; l’assessore alle attività produttive, Paola Magnanensi; alcuni operatori della rete mercato delle Logge del Grano in corso di costituzione e il Presidente Associazione Cuochi Arezzo, Gianluca Drago. All’iniziativa sono stati invitati anche i rappresentanti della Regione Toscana e i vertici della Camera di Commercio e della Provincia di Arezzo.

Le attività del Mercato delle Logge del Grano, promosse da Comune, Provincia e Camera di commercio, sono stabilite nel Regolamento approvato dal consiglio comunale nel 2012.

E’ uno spaccio stabile di vendita diretta di prodotti locali del settore enogastronomico, aperto dal lunedì al sabato con eventuale apertura anche la domenica e nei giorni festivi. Risponde a molte finalità: creare un servizio di vendita di prodotti locali di qualità a chilometro zero; sviluppare e far crescere le aziende agricole che effettuano la vendita diretta; promuovere e sviluppare le produzioni locali di qualità con preferenza per quelle biologiche; formare i consumatori, orientandoli all'acquisto di prodotti a chilometro zero, stagionali e di qualità; creare una struttura che contribuisca a rianimare il tessuto socio-economico del centro storico di Arezzo e idonea all'approvvigionamento di ristoranti, altri locali pubblici, mense scolastiche e aziendali.

Il Comune di Arezzo, d'intesa con la Provincia e la Camera di Commercio di Arezzo, con procedura ad evidenza pubblica e sulla base di criteri qualitativi, ha selezionato un gruppo di produttori agroalimentari della provincia, dando priorità a quelli biologici. Al momento ne sono stati ammessi 51. Le aziende selezionate avranno l'obbligo di associarsi per delineare un modello di autogestione in grado di garantire il  buon andamento del mercato. Obiettivi del soggetto gestore saranno quelli di permettere a ciascun produttore di vendere direttamente i prodotti, di offrire alla cittadinanza un servizio quotidiano di vendita di prodotti locali di qualità a chilometro zero, di creare un rapporto virtuoso con la ristorazione ed i locali pubblici.

La storia

Il fabbricato faceva parte di un progetto redatto dall'ingegnere comunale Lorenzo Corsi nella seconda metà dell’800 per la sistemazione dell'area a valle della Badia delle Sante Flora e Lucilla, insieme alla creazione di un nuovo spazio urbano utilizzando l’orto della Badia stessa, che poi diverrà Piazza del Popolo. Il fabbricato fu adibito a mercato coperto, all'interno del quale si commercializzavano cereali e grano, ed è proprio per questo motivo che dalla popolazione gli fu dato il nome di “Le Logge del Grano”.

Negli anni ‘30 del secolo scorso fu utilizzato come palestra dalle vicine caserme militari e dopo la seconda guerra mondiale, l'immobile divenne un’autostazione e parte dei suoi spazi interni ed antistanti furono utilizzati come deposito per pullman. Negli ultimi anni il fabbricato ha svolto la funzione di uffici pubblici ed  ha subito interventi che lo hanno ulteriormente modificato sia all'interno che nell'aspetto esteriore, nascondendo molti degli elementi tipologici e formali caratteristici che emergono invece dalla documentazione fotografica del tempo.

I lavori

L’intervento, realizzato con un investimento complessivo di 1.418.000 euro, fa parte dei progetti Piuss ed ha quindi beneficiato di contributi europei e regionali per circa il 50%.  L’edificio misura 52  metri di lunghezza, 12,5 di larghezza e 7 metri in altezza.

Nel corso dei lavori è stato smontato, pezzo per pezzo, tutto quello che all'interno, nel corso degli anni, era stato costruito, fino allo svuotamento completo. Intervento analogo anche per il     paramento murario esterno fino alla completa liberazione degli archi dalle tamponature che nel corso degli anni si sono succedute e ne avevano nascosto la bellezza. Hanno completato questa fase di restituzione allo stato originale, lo smontaggio dei due padiglioni del tetto inseriti nel dopoguerra, la costruzione di due nuovi timpani nei lati minori dell'edificio e il completamento del solaio di copertura, a capanna.

L'idea è stata quella di riportare l’aspetto esteriore del fabbricato al suo stato iniziale, con la completa demolizione del solaio di primo piano e delle scale interne, con la ricostruzione di un nuovo solaio parziale con ascensore/montacarichi e un ballatoio perimetrale che consente di evidenziare ed esaltare la struttura a “capanna” dell’edificio mettendo in evidenza  la copertura in legno lamellare e tegole marsigliesi. Al primo piano è stato realizzato un vano cucina, e uno spazio a soppalco che potrà essere destinato a degustazione oltre che a esposizione dei prodotti.

A piano terra è stato organizzato un grande spazio vendita, oltre a uno spazio ulteriore destinato alla vendita del pesce, spazi per celle frigorifere, servizi, ecc.

Sono stati riaperti tutti gli archi perimetrali con la realizzazione di grandi infissi in vetro che danno una spiccata identità all’edificio richiamandone la struttura originaria.

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