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I fuoriusciti dal Movimento 5 stelle si sono dati appuntamento al Palacongressi di Firenze

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I fuoriusciti dal Movimento 5 stelle si sono dati appuntamento al Palacongressi di Firenze

L’incontro ha come tema: “Verso la Costituente”. Sono oltre 250 e vengono da tutte le parti d’Italia

 

Hanno un obiettivo: riunire le forze e pensare ad un futuro comune. Ma non pensano assolutamente di appoggiare il governo: “siamo all’opposizione del Governo. C’è grande bisogno di opposizioni perché mi pare ci sia un difetto di democrazia, ma resta il problema di riuscire a contare qualcosa oltre Beppe Grillo”.

Tra i parlamentari presenti: Walter Rizzetto, Samuele Segoni, Marco Baldassarre, Tancredi Turco, Eleonora Bechis, Sebastiano Barbanti, Alessandra Bencini; Maurizio Romani, Massimo Artini, Mara Mucci. Ma anche tanti politici locali: Daniele Farsetti che tutti conosciamo, Miriam Amato (consigliera comunale di Firenze), Florina Beakovich (Friuli Venezia Giulia), Mary Scornaienchi (Calabresi in Movimento), Corrado Di Puccio (Genova),  Luigi Senatore (gruppo civico di Cava dei Tirreni), Mark Supecar (Liberi Cittadini di Lucca), Ivano Spano (Democrazia Locale), Giorgio Tempesti (Rete dei Cittadini), Alessandro Niccoli (consigliere comunale di San Miniato), Andrea Cabassi (Liberi Cittadini Italia Emilia Romagna), Alessandro Gallo, (Comitato Italiano Popolo Sovrano).

Maurizio Romani parlamentare in protesta per le espulsioni: “Bisogna ricollegare la democrazia partecipata a quella rappresentativa. Bisogna tornare sul territorio, non per parlare alla pancia della gente per prendere il 20 per cento ma per lavorare su temi veri, reali, le disuguaglianze, la salute, lo studio della risoluzione dei problemi economici del Paese che di sicuro non può essere l’uscita dall’euro. In questi anni dal Movimento è stata praticata solo opposizione dura e solitaria e dunque è costantemente finito in un angolo, privo della possibilità di incidere. Noi vogliamo andare oltre, fare altro, essere altro rispetto a questo”.

Il desiderio di essere una opposizione vera e non gridata, che si confronta sui temi e non sugli slogan, che vuole interloquire con chi governa per cambiare il paese e non solo per intercettare i voti degli scontenti, sembra essere il pensiero di molti.

Hanno ragione quando rivendicano un ruolo di opposizione efficace e matura, in grado di fare proposte e non solo proteste. Attendiamo sviluppi…

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