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Tanti (FI): Tav, sulla “collina” di Cavriglia perché non risentire anche un funzionario di Arpat?

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Tanti (FI): Tav, sulla “collina” di Cavriglia perché non risentire anche un funzionario di Arpat?

“Dopo il verminaio delle intercettazioni, le indagini dei ROS e i lavori della Commissione d’inchiesta in Regione forse sarebbe il caso che anche il PD, politicamente, si unisse a noi per esigere chiarezza sull’adattabilità di quel materiale per le collina artificiale a Cavriglia ”

 

 

“Rifiuto o sottoprodotto? Per anni questo dilemma ha interessato la natura delle rocce di scavo che da Firenze dovevano essere portate a Cavriglia. Un dilemma che è diventato politicamente un  “verminaio” quando sono venute fuori le intercettazioni dell’ ex Presidente della Regione Umbria (PD) che nella sua nuove veste di Presidente di Italferr sembrava proprio “pigiare”, con linguaggio colorito e con non  velate minacce, per andare avanti non fermandosi dinnanzi a nulla.

Non sappiamo se siamo dinnanzi a vere e proprie pressioni politiche illegittime perché nel merito da tempo è impegnata la Magistratura, ciò che sappiamo però e che nell’ambito dei lavori TAV e pure delle rocce di scavo destinate a Cavriglia abbiamo visto ruzzolare all’improvviso teste di funzionari regionali e decapitare politicamente per metà l’Assessore regionale Bramerini. In pochi credono al caso, io sono tra i molti che al momento non ci crede. Ciò che è inoppugnabile però è  che sullo sfondo di strane intercettazioni ancora tutte da chiarire vi erano i lavori a Firenze, ma anche i materiali per Cavriglia.

Ma non basta: dai lavori della Commissione d’inchiesta fatta in Consiglio regionale su richiesta delle opposizioni prime fra tutte FI, i cui atti sono stati di fatto secretati, è emerso un fatto non meno allarmante: un funzionario di Arpat, in fase di audizione, avrebbe sostenuto che oltre al tema della natura del materiale (fatto non di poco conto) esisteva anche il dubbio che quel medesimo materiale- al di là della sua definizione-  fosse adatto o meno per  l’utilizzo a Cavriglia. In sostanza le colline si possono davvero fare con quel materiale? Siamo sicuri che “non vengono” giù? No, a leggere quello stenografico in sede di audizione non siamo sicuri. Se quindi sappiamo che dopo molte telefonate quel materiale si è trasformato da “rifiuto” – molto costoso nel trattamento- a sottoprodotto – molto più economico-, sappiamo anche che ci sarebbero dubbi sulla possibilità che questo materiale sia adatto per le “colline”.

La stranezza delle telefonate, le presunte pressioni della Lorenzetti, i rapporti tra alcuni esponenti del PD e questa vicenda sono ancora tutti al vaglio della Magistratura e come tale la politica deve solo fare un passo indietro, però sulla presa di posizione – tutta da verificare nel dettaglio- di un dirigente di Arpat in sede di audizione invece sarebbe il caso che anche il PD chiedesse chiarezza. Ciò che infatti è emerso a seguito della Commissione d’inchiesta in Regione è che mentre tutto il centrodestra ha affermato che molti punti non tornano e che anche su Cavriglia era necessario approfondire, il PD a Firenze  si è solo impegnato a difendere la posizione tenuta dal Presidente Rossi in merito a questa storia.

Noi invece da tempo chiediamo: ma se anche perfettamente trattato quel materiale è davvero adatto per Cavriglia? Vorremmo una risposta e questa risposta spetta invece alla politica, basterebbe riprendere lo stenografico delle sedute, compresa quella secretata del Consiglio regionale, e avere voglia di risentire quel funzionario di Arpat come FI ha chiesto più e più volte. 

Lucia Tanti Vicepresidente FI Arezzo 

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