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Riforma della sanità, Mugnai (FI) in Commissione: «Volevamo il taglio delle burocrazie, e voi sforbiciate letti e personale»

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Riforma della sanità, Mugnai (FI) in Commissione: «Volevamo il taglio delle burocrazie, e voi sforbiciate letti e personale»

Il Vicepresidente della Commissione sanità boccia la ‘legge ponte’ «In cinque anni mai tante osservazioni negative su una proposta di legge»

 

 

«Volevamo la riduzione delle burocrazie e degli apparati, e voi tagliate posti letto ospedalieri e personale restituendoci una sanità riformata nel senso della dequalificazione complessiva, come Rossi ha già candidamente detto di voler fare quanto agli infermieri, e del depotenziamento: per noi è inaccettabile». Così il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai(Forza Italia), intervenuto questa mattina durante la seduta di Commissione IV in cui si parlava della proposta di riforma del sistema sanitario toscano avanzata dalla giunta regionale.

«In questi cinque anni – ha esordito Mugnai – mai nessun’altra proposta di legge era riuscita a collezionare una simile serie di osservazioni sia da parte degli uffici, sia da parte di tutti i soggetti intervenuti in commissione. E sì che questa è una proposta di legge piccola, la si è definita legge-ponte. Piccola, si diceva, ma densa di criticità e nodi irrisolti. Qui c’è un problema di metodo: questa legge specifica poco e nulla. Bisognerebbe fare un atto di fede, ma io gli atti di fede li faccio in Chiesa, non in Regione. Diventa difficile, su un tema come questo, non aver presenti tutta una serie di criticità segnalate non tanto dalla “strumentale opposizione”, che della sburocratizzazione ha fatto una sua battaglia storica, ma dagli uffici che non credo abbiano interessi specifici di natura politica. Così come non credo che ci sia un disegno politico conservatore da parte dei sindaci del Pd o dell’intersindacale o degli operatori e dei loro rappresentanti di categoria. Il punto è che le cose o si fanno bene o si fanno male, e qui si poteva francamente fare parecchio meglio».

«Ci si chiede infatti – ha proseguito il Vicepresidente della Commissione sanità – di approvare una proposta di legge che mantiene intatte tutte le incertezze su una materia che è la principale nella nostra attività. Tutti noi sappiamo che il 99% dei risparmi che questa riforma complessiva punta a conseguire, 240 milioni, si otterranno col taglio dei posti letto e con gli “esuberi”, secondo il termine usato ieri in aula dall’assessore Bugli. Di questo si sta parlando. Ammantato con una serie di bei discorsi e senza declinare le parti difficili, ma si sta facendo questo. E questo si chiede al consiglio di approvare come ultimo atto di legislatura. Quando poi sarà l’ora di verificare i tagli ai servizi ai cittadini di questa riforma in due tappe, sarà tardi: le elezioni ci saranno già state».

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