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Fermate il massacro mediatico contro Banca Etruria: i commissari di Bankitalia in Procura

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Fermate il massacro mediatico contro Banca Etruria: i commissari di Bankitalia in Procura

Questa mattina è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica per “verificare le informazioni lesive della reputazione aziendale”, facendo evidentemente riferimento alle informazioni e agli articoli pubblicati in questi giorni su molti organi di informazione.

 

L’esposto alla Procura è stato firmato dagli stessi commissari inviati da Bankitalia. Ce ne dà una breve comunicazione il quotidiano La Nazione, sulla sua edizione on line

Come abbiamo spesso denunciato anche da questo piccolo ma seguitissimo blog, siamo rimasti sconcertati dalla faciloneria con cui si sono fatti accostamenti bislacchi di epoche storiche diverse, costruendo uno scandalo attorno al nulla o creando rappresentazione false della realtà (vedi editoriale di Travaglio in cui cita "un buco di 3 miliardi, il sestuplo del patrimonio netto"), al fine di trasformare una crisi aziendale in uno strumento di propaganda e aggressione politica.

Evidentemente la piega che gli avvenimenti hanno cominciato a prendere non è piaciuta ai commissari di Bankitalia, che per nulla intimoriti dall’apertura delle indagini a Rimini, questa mattina si sono rivolti alla Procura della Repubblica di Arezzo perché ristabilisca la verità.

Scrivevo (criticato) 7 giorni fa che "Le associazioni dei consumatori si affrettano a consigliare di chiudere il conto (peggio dei cialtroncelli delle televendite): mi piacerebbe sapere di chi sono a libro paga questi pseudo consulenti e quanto gli danno per spargere il panico e la merda. Cui prodest? Si chiedevano i latini. A qualcuno sicuro! Soprattutto mi piacerebbe sapere chi li finanzia…"

Ed infatti oggi è stato reso noto che nel mirino, sia dei commissari che (per altri motivi) della stessa Bankitalia, è l'ADUSBEF, e il suo presidente Sen. Elio Lannutti, che per primo aveva consigliato i risparmiatori di ritirare i soldi e chiudere il conto presso Banca Etruria. Alla provocazione di Adusbef, erano seguiti i consigli spassionati di importanti giornali di consumatori. Bankitalia ha richiesto mezzo milione di euro di danni. Il Fatto Quotidiano ha immediatemente replicato, chiedendosi perchè Visco per non abbia rimosso “con effetto immediato” il ragionier Riccardo Sora, commissario straordinario della Banca dell’Etruria e del Lazio, indagato a Rimini per indebita restituzione dei conferimenti nell’ambito dell’inchiesta su Banca Carim.

Per l’Adusbef, Sora deve essere rimosso da “ogni incarico fiduciario di pubblico interesse” con la “tempestività non inferiore rispetto a quella con cui è aduso citare in giudizio dinanzi ai Tribunali della Repubblica associazioni dei consumatori e loro presidenti richiedendo la condanna all’astronomica somma di € 500.000 per pubblicazioni asseritamente diffamatorie malcelando evidenti finalità intimidatorie ed estorsive”. 

Fantastici sono i commenti all'articolo, da parte della corte dei miracoli che ruota attorno all'organo ufficiale di Beppe Grillo 

Onestamente non è mai bello quando sull’informazione indagano le forze dell’ordine, è certamente un vincolo, una forma di intimidazione ante litteram, un modo per imbavagliare e zittire, ma se la libertà di informazione in Italia è scivolata in fondo alle classifiche, non solo dei paesi occidentali, ma anche a quelli del terzo mondo, grande responsabilità è anche di chi scrive e la categoria dei giornalisti dovrebbe cominciare a battersi il petto.  

 

 

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