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Nuove regole sull’Iva: le imprese creditrici dello Stato che le rimborserà non prima di 2-3 anni. Effetti drammatici sulla occupazione

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Nuove regole sull’Iva: le imprese creditrici dello Stato che le rimborserà non prima di 2-3 anni. Effetti drammatici sulla occupazione

Nuove regole sull’Iva: è allarme tagli sui posti di lavoro. Fabianelli (Confindustria Toscana Sud) scrive al Commissario UE Moscovici e incontra il Vicepresidente del Parlamento europeo Tajani: “Un prestito forzoso e senza interessi”.

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“Una catastrofe finanziaria con drammatiche ripercussioni sull’occupazione del territorio a causa di un prestito forzoso e senza interessi imposto dallo Stato alle nostre aziende”. Andrea Fabianelli, Presidente di Confindustria Toscana Sud attacca le nuove modalità di versamento dell’Iva volute dal Governo che riguardano le imprese che forniscono la pubblica amministrazione e le catene di supermercati (Gdo, grande distribuzione organizzata).

Le misure: “split payment” e “reverse charge”

Le misure sono state introdotte dall’Esecutivo con la Legge di stabilità sotto il nome di “reverse charge” per i fornitori della Grande Distribuzione Organizzata e di “split payment “per i fornitori della Pubblica Amministrazione. “Reverse charge” e “split payment” obbligano le aziende a fatturare senza Iva e determineranno una stretta soffocante sulla liquidità delle imprese. La fatturazione senza Iva causerà un enorme problema finanziario alle aziende che non incasseranno più l’Iva dalla Grande Distribuzione Organizzata e dalla Pubblica Amministrazione ma diventeranno creditori dello Stato, il quale rimborserà l’Iva in tempi lunghi, verosimilmente 2-3 anni. In questo modo lo Stato si farà anticipare milioni e milioni di euro, senza pagare un centesimo di interessi.

Effetti disastrosi

Questi tipi di operazione costringeranno le aziende a un taglio degli investimenti e ripercussioni dal punto di vista dell’organizzazione, creando nuovi costi. Per tamponare la minore liquidità disponibile, gli imprenditori dovranno bussare alle banche. Per capire l’impatto devastante che potrebbero avere queste misure nei confronti delle imprese che riforniscono enti pubblici e supermercati, ecco alcuni numeri frutto di indagini interne tra imprese di varie parti d’Italia. La stretta sulla liquidità, stimabile fra il 10 ed il 22% del fatturato, per oltre metà delle aziende intervistate (52%) si tradurrebbe in una riduzione del personale, oppure (53%) in ritardi nel pagamento delle retribuzioni o dei fornitori; quattro aziende su dieci (40%) hanno manifestato timori per una possibile cessazione dell’attività.

Lettera a Moscovici e incontro con Tajani

Il presidente Fabianelli si è rivolto al Commissario europeo per gli Affari monetari ed economici Pierre Moscovici, illustrando l’insensatezza di queste misure e pregandolo di non avallarle. Tra l’altro, la misura dello ‘split payment‘ è già entrata in vigore al 1° gennaio 2015, pur se subordinata al rilascio di un’apposita autorizzazione comunitaria. Un’assurdità che Fabianelli non ha mancato di sottolineare. Ieri, lo stesso Fabianelli ha incontrato il Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani che gli ha assicurato un suo diretto intervento in sede europea.

Prestito forzoso, non lotta all’evasione

Quindi Fabianelli smaschera il vero volto delle misure sull’Iva, presentate come mezzi di contrasto all’evasione fiscale. “Lotta all’evasione? Una scusa. E comunque – chiude il Presidente degli Industriali della Toscana Sud – non è accettabile che a pagare il conto della lotta all’evasione fiscale siano ancora una volta le imprese oneste e corrette.”

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