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Le ragioni per cui non mi ricandido alla Presidenza di Liberaperta

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Le ragioni per cui non mi ricandido alla Presidenza di Liberaperta
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Per tre anni ho ricevuto il privilegio di guidare l'Associazione LiberAperta Liberali-Libertari-Radicali, un'associazione composta non solo da compagni radicali di tante battaglie, ma anche da veri amici (in qualche caso anche amici da una vita) che mi hanno rinnovato la loro fiducia per ben tre volte consecutive regalandomi tanti momenti stupendi.

Sono stati tre anni molto importanti nei quali l'associazione si è mossa su tutti i fronti: dalle numerose presentazioni di libri sui diritti civili all'organizzazione di manifestazioni come quella di Charlie Hebdo, il XX settembre, il XXV aprile al cimitero degli Inglesi, ma anche supportando la raccolta di oltre 20.000 firme di cittadini aretini con i Referendum Radicali sulla Giustiza e i Diritti civili, la proposta di legge sull'Eutanasia Legale e la lista Amnistia Giustizia e Libertà. 

Anche in ambito locale abbiamo fatto sentire la nostre proposte con l'approvazione in consiglio comunale dell'importante strumento di trasparenza amministrativa che è il "bilancio consolidato", abbiamo promosso l'istituzione di una strada per Enzo Tortora, prodotto un programma per la città "una cura Radicale" in 15 punti che potrebbero davvero trasformare la città, e abbiamo offerto un contributo  determinate anche  sul fronte della libera informazione locale con la testata di Informarezzo di cui siamo stati per lungo tempo editori.
 
Il motivo per cui non mi ricandido alla presidenza di LiberAperta è  quello che penso sia giunto il momento di cercare di avere una presenza radicale in consiglio comunale ad Arezzo, lo giudico opportuno e necessario, e per questo offro la mia libera candidatura a tutte le forze politiche che manifesteranno il coraggioso interesse ad imbarcare "un radicale" nelle proprie liste. 
 
Tale scelta di offrirmi come candidato per queste amministrative mi rende ovviamente incompatibile (ovviamente per noi radicali, da sempre fermamente contrari all'accumulo di "poltrone") in questa fase col proseguimento del ruolo di presidente nell'associazione.
 
Il mio impegno all'interno dell'associazione non verrà comunque mai meno e continuerò a dare il mio contributo come ho sempre fatto in tutti questi anni sia da Presidente che da iscritto.
Auguro quindi a tutti i congressisti un proficuo congresso di LiberAperta.
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