Prima Pagina | Politica società diritti | Le reazioni dei politici e delle istituzioni: sconforto e preoccupazione!

Le reazioni dei politici e delle istituzioni: sconforto e preoccupazione!

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Le reazioni dei politici e delle istituzioni: sconforto e preoccupazione!

 

Gasperini sul commissariamento BE: “garantire occupazione e sostegno all’economica locale”

Il Comune di Arezzo segue con apprensione l’evoluzione della vicenda di Banca Etruria. Il Commissariamento segue di pochi giorni un difficile accordo sindacale che sembrava poter creare le condizioni per una svolta nella difficile situazione della banca.

Adesso si tratta di attendere l’esito delle valutazioni e del lavoro dei Commissari indicati da Banca Italia. Confermo le priorità della comunità aretina: garantire l’occupazione agli addetti dell’istituto e il sostegno al sistema economico locale

Bracciali: “commissariamento Banca Etruria: ci giochiamo il futuro di Arezzo”

Adesso la città e la provincia devono stringersi attorno a Banca Etruria. Ai suoi dipendenti, ai suoi soci, agli imprenditori locali. Il Commissariamento rappresenta un esito drammatico della crisi. Vanno contenuti i danni garantendo l’occupazione e il rapporto dell’istituto con il territorio. E’ in gioco il futuro di Arezzo.

Dindalini e Bertoli: “salvare l’occupazione, garantire le imprese locali”

E’ finita una lunga fase della storia di Banca Etruria. E con essa anche una parte della storia di Arezzo. Adesso abbiamo un’emergenza e una prospettiva da affrontare. Un compito di tutti: istituzioni, categorie economiche, sindacati.

L’emergenza è rassicurare e garantire sia i dipendenti che le migliaia di imprenditori che hanno legato il loro presente e il loro futuro a questo istituto di credito. Arezzo non può perdere uno dei suoi irrinunciabili pilastri: la crisi sarebbe insanabile.

La prospettiva è non solo dare fiducia a Banca d’ Italia ma operare perché la sua azione possa consentire di valorizzare quanto di buono Banca Etruria comunque esprime.

Il Commissariamento traccia una linea netta tra il passato e il futuro. Ci sarà tempo per ragionare sul passato. Adesso si deve lavorare per il futuro. Per il Pd, a tutti i suoi livelli, questa sarà la priorità dei prossimi mesi.

Commissariamento Banca Etruria, Mugnai (FI): «Momento bruttissimo. La città rifletta su chi ha permesso di arrivarci»

«La notizia del commissariamento di Banca Etruria era nell’aria, ma ciò stasera non la rende meno brutta. Per Arezzo è l’ennesimo colpo. La città deve riflettere su cosa sta accadendo e su chi lo ha permesso». Lo dichiara il Consigliere regionale di Forza Italia Stefano Mugnai.

Il giorno dopo il commissariamento il Presidente della Provincia esprime la sua preoccupazione

Il Presidente della Provincia Roberto Vasai commenta la notizia del commissariamento di Banca Etruria: “Come rappresentante dell'intera comunità provinciale esprimo preoccupazione per le sorti di Banca Etruria, dei suoi dipendenti e dei suoi soci. Ritengo che anche in un momento difficile, per non dire drammatico, come questo si debba riaffermare il ruolo che la Banca ha per il suo territorio  e per la sua economia. Sottolineo infine che con questo atto rischia di interrompersi bruscamente un processo di risanamento che, con grande coraggio e senso di responsabilità, consiglio di amministrazione e organizzazioni sindacali stavano attuando con l'accordo, certamente non indolore per i lavoratori, sottoscritto nei giorni scorsi”, conclude il Presidente della Provincia di Arezzo.

Mugnai CGIL: “salvaguardare l’accordo sindacale e costruire un nuovo futuro per Banca Etruria”

“Il commissariamento dimostra l’inadeguatezza della governance dell’istituto”

I Commissari che Banca d’Italia ha inviato a Banca Etruria hanno incontrato stasera i rappresentanti delle organizzazione sindacali. “Uno per sigla – afferma il segretario della Cgil, Alessandro Mugnai. Un gesto di attenzione e di cortesia che non possiamo non sottolineare. Hanno comunicato la disponibilità a rispettare, in via di massima, i contenuti dell’accordo sindacale siglato la scorsa settimana dall’azienda. E questo ferma restando la salvaguardia dei depositanti, cioè delle persone che hanno affidato i loro risparmi a BE. Confermo quanto ho già dichiarato: abbiamo di fronte un buon accordo, necessariamente difensivo perché destinato a tutelare 410 posti di lavoro. E questo nella consapevolezza che l’economia locale non può permettersi ulteriori salassi.

Confermo l’importanza della salvaguardia dell’accordo anche in relazione al fatto che la situazione di crisi non può essere certo pagata dai dipendenti che hanno dato tutto il possibile in termini di professionalità e disponibilità. L’epilogo a cui si è arrivati oggi, e mi trovo costretto a ripeterlo, è la certificazione ufficiale dell’inadeguatezza dell’intera governance di Banca Etruria, intendendo con essa sia i Consigli d’Amministrazione che i gruppi dirigenti che in questi anni sono stati al timone dell’istituto. Confermo l’assoluta strumentalità di indicare tra i corresponsabili della crisi le migliaia di piccoli e medi imprenditori che hanno lavorato con Banca Etruria in questi anni. Le responsabilità vanno cercate altrove e l’attenzione deve ricadere sui rapporti particolari della Governance con soggetti che hanno determinato quei crediti anomali che hanno portato a questo epilogo. Illuminanti sono le considerazioni di Banca Italia a questo proposito pubblicate sul sito dell’istituto di vigilanza.

Adesso la parola passa ai Commissari ma tutti devono fare la loro parte. I lavoratori hanno fatto e faranno la loro. Noi, per quello che ci compete, non possiamo essere accusati di reticenza: ci chiediamo se tutti possono dire altrettanto. Ci auguriamo poi che il Governo possa fare qualcosa di più e di diverso rispetto al lapidario commento “dura lex sed lex” del Ministro Boschi. E auspichiamo che le istituzioni locali si attivino concretamente e facciano sentire una solidarietà non solo formale ai lavoratori ma anche ai piccoli risparmiatori e alle Pmi che continueranno a sostenere, questo è l’augurio della Cgil, una nuova e diversa Banca Etruria.

Le preoccupazione della Camera di Commercio

La notizia del Commissariamento di Banca Etruria desta profonda preoccupazione per le conseguenze negative che potrebbero ripercuotersi sul sistema imprenditoriale aretino, già duramente provato dalla crisi, e sull'operatività finanziaria delle nostre imprese.

A prescindere dagli assetti di Governance, l'Ente camerale ritiene fondamentale, nella criticità del momento congiunturale, che venga assicurato  il fondamentale supporto al nostro sistema economico locale, contraddistinto da un'imprenditoria diffusa e fortemente orientata verso i mercati internazionali.  E' altresì della massima importanza che possano essere garantiti i livelli occupazionali dell'Istituto.

In questo scenario complesso e delicato riponiamo piena fiducia nell'operato dei Commissari, affinché la Banca possa al più presto uscire dall'impasse attuale.

Commissariamento Banca Etruria, Marco Manneschi (Tcr): “Importante ora un confronto con i commissari per il risanamento dell’Istituto e la salvaguardia dei livelli occupazionali”

“A differenza di altri, non ho mai fatto il tifo per le elezioni nei consigli di amministrazione, augurandomi sempre che venissero scelte persone di elevata competenza professionale e soprattutto libere da conflitti di interessi anche potenziali”. E’ quanto ha affermato il consigliere regionale di Toscana Civica Riformista Marco Manneschi, all’indomani del commissariamento di Banca Etruria.

 

Ho sempre ritenuto che gli amministratori di un Istituto di Credito debbano agire rispettando le leggi, e che se ciò non accade debbano essere sanzionati severamente, vista la funzione attinente all’economia e alla fiducia dei risparmiatori che gli istituti di credito svolgono.

Il commissariamento della Banca contiene implicitamente un giudizio severo sulle gestioni che l’hanno caratterizzata. Fin da quando sono emerse le prime difficoltà ho chiesto la massima trasparenza, perché la verità viene sempre a galla prima o poi; più tardi emerge e più le conseguenze rischiano di essere pesantissime.

Ora tutte le Istituzioni aprano un confronto con i commissari affinché venga garantito il risanamento dell’Istituto e la salvaguardia dei livelli occupazionali”.

Enzo Brogi in merito al commissariamento di Banca Etruria.

Arezzo, trasuda di anima, storia e cultura, qualità rare tutte assieme. Ha accanto Firenze ed altri tesori e con essi il privilegio di appartenere ad una terra unica nel mondo. Questa città non merita i turbamenti che la percuotono negli ultimi tempi. Adesso anche il commissariamento di Banca Etruria. Dal Valdarno, punto di osservazione forse più marginale, ma privilegiato, assisto con inquietudine al rischio che il prevalere di idee miopi e localistiche, e chissà anche arcaiche e "coperte”, le provochino ulteriori sofferenze. Scontando l'assenza di una visione moderna e globale, di respiro europeo e internazionale, e che abbia davvero uno sguardo proiettato sul futuro.

Sorpresa e attenzione per il commissariamento di Banca Etruria

I Popolari per Arezzo invitano le istituzioni a vigilare e ad essere coinvolte nella gestione commissariale

L'invito è ad incontrare rapidamente BankIt per verificare la disponibilità e i percorsi per uscire dalla crisi

I Popolari per Arezzo esprimono sorpresa e attenzione per l'arrivo dei commissari di BankIt in Banca Etruria. La sorpresa nasce dal fatto che nessuno si aspettava un così rapido e improvviso commissariamento dell'istituto di credito aretino, proprio mentre la dirigenza stava lavorando con i sindacati e con il mercato per risolvere la crisi finanziaria della banca; mentre una forte attenzione è richiesta a tutta la città in questa delicata fase di analisi e verifiche. I Popolari per Arezzo ritengono infatti necessario un impegno delle istituzioni a vigilare e ad essere coinvolte nelle scelte della gestione straordinaria, soprattutto in quelle tese a determinare il futuro di Banca Etruria e a configurare le sue capacità di finanziare un tessuto economico, industriale e produttivo che per ripartire ha bisogno delle risorse dell'istituto. L'invito rivolto alla Camera di Commercio, al Comune e ai rappresentanti in Regione e in Parlamento è dunque di incontrare con urgenza i commissari e di verificare la disponibilità e i percorsi per uscire dalla crisi. Allo stesso tempo è indispensabile che il lavoro svolto finora dalla dirigenza di Banca Etruria venga tutelato, a partire dal recente accordo sindacale raggiunto per salvare i posti di lavoro che, comunque, i commissari hanno già accettato. «Non dobbiamo disperare - affermano all'uniscono Luigi Scatizzi e Andrea Gallorini dei Popolari per Arezzo, - ma assumere un atteggiamento operoso per difendere un territorio, quello di Arezzo, che negli ultimi mesi è già stato sottoposto ad un miope e progressivo impoverimento».

I socialisti di Arezzo e della Toscana, esprimono profonda preoccupazione per la decisione assunta dalla Banca d'Italia, di commissariare Banca Etruria.

In questo momento, il nostro pensiero, oltre che ai lavoratori dell'Istituto di Credito, va anche alle famiglie ed alle imprese del territorio, auspicando che la decisione degli organismi di vigilanza non determini gravi contraccolpi sul tessuto economico e sociale della citta' e della nostra provincia.
A tale proposito, riteniamo fondamentale una coesione fra la politica e tutte le istituzioni aretine e regionali, in difesa di un realta' che da oltre 125 anni, rappresenta un punto di riferimento per questo territorio, evitando  come ha gia' fatto qualcuno nelle prime dichiarazioni, di fare i marziani che arrivano ora da Marte. 

Graziano Cipriani 

 

Segretario Regionale P.S.I. Toscana 

“I commissari hanno un anno e mezzo di tempo per lavorare.

Ma intanto cosa succederà a BancaEtruria?”

Nardone: “Chi è stato nel CdA, penso a Giorgio Guerrini, forse ha qualcosa da spiegare agli aretini”

Il commissariamento di Bancaetruria apre una voragine nel territorio aretino, inutile negarlo, ma la Lista “Dalle chiacchiere alle soluzioni” ritiene controproducente e dannoso mettere in allarme la comunità aretina. E’ invece il caso di capire cosa succederà da ora in poi alla banca del territorio, fermo restando che tutto dipenderà da quello che troveranno i commissari.

Il commissariamento viene dichiarato in presenza di “gravi irregolarità nell’amministrazione, ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie che regolano l’attività della banca” o anche in caso di “gravi perdite del patrimonio”. E’ compito dei commissari sanare le irregolarità, convocare le assemblee e promuovere le soluzioni migliori nell’interesse di depositanti e risparmiatori.

“Il commissariamento dura un anno, con una proroga  massima di 6 mesi – spiega la candidata a sindaco Cristina Nardone – In questo lasso di tempo i commissari spulceranno l’intero istituto di credito. Non sarà un’operazione semplice e nemmeno indolore. Basti pensare che nel bilancio 2013 erano individuati un miliardo e mezzo di euro tra crediti inesigibili e sofferenze. Una situazione gravissima e oggi ne stiamo pagando le conseguenze”.

I risparmiatori possono stare abbastanza tranquilli perché per loro è previsto il Fondo di tutela che vale per giacenze fino a 100mila euro. Di fatto, chi rischia di più sono gli obbligazionisti, perché tutto il peso ricadrebbe sulle loro spalle. L’impatto sul capitale azionario invece sarà  minimo perché, in quanto soc coop è estremamente frazionato.

“Questo fatto lascia molto da pensare – continua Nardone – A pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca. E mi viene quindi da pensare alla Boschi e al padre, per esempio, ma anche a molti altri dirigenti di Bancaetruria che hanno riacquistato azioni della banca proprio nelle scorse settimane. Che ci si trovi di fronte ad un caso di insider trading e il commissariamento arrivi ad hoc per insabbiare le indagini? Che sia tutto studiato a tavolino per tutelare gli amici degli amici del Pd e dintorni?”.

L’insider trading è la compravendita di titoli di una determinata società da parte di soggetti che, per la loro posizione all'interno della stessa o per la loro attività professionale, sono venuti in possesso di informazioni riservate, indicate come "informazioni privilegiate". Simili informazioni, per la loro natura, permettono ai soggetti che ne fanno utilizzo di posizionarsi su un piano privilegiato rispetto ad altri investitori dello stesso mercato.

“Ricordo che Bankitalia propone il commissariamento ma di fatto è il Governo che lo dichiara con un decreto. Il Governo Renzi quindi lo ha fatto, forse, come dicevo prima, proprio per bloccare indagini in corso. A questo punto anche tante altre domande sorgono spontanee – commenta Nardone – Per esempio, ma Giorgio Guerrini, che ci risulta sostenere Ghinelli alle prossime elezioni, non è stato vice presidente di Bancaetruria fino a poco tempo fa? E non ha niente da dire agli aretini? Sa darci qualche spiegazione della voragine in cui è finita la nostra banca?  Una banca la cui amministrazione ha fatto come i suonatori sul Titanic: la nave stava affondando e loro, imperterriti, continuavano a suonare. Secondo voi, chi non ha saputo amministrare, deve continuare a governare, anche sotto riciclate spoglie? Forse gli aretini dovrebbero avere il coraggio di non far girare più poltrone tra le solite persone”.

Banca Etruria usata negli per le avventure economiche di pochi
Insieme possiamo: "Preoccupazione per ricadute sulla città e sui dipendenti"

 

Dopo anni di controlli e ispezioni da parte di Banca Italia alla fine Banca Etruria è stata posta sotto commissariamento da parte del Ministero delle Finanze. Insieme Possiamo esprime la sua preoccupazione per il commissariamento della banca e per le conseguenze che potrebbe portare per i dipendenti e per il tessuto produttivo della città. 

Solo pochi giorni fa era stato siglato un importante accordo sindacale che garantiva la salvaguardia occupazionale dei dipendenti della banca: questo risultato non deve essere messo in discussione dai commissari. 

Siamo inoltre preoccupati per il contraccolpo economico sul sistema aretino che sappiamo avere come baricentro creditizio Banca Etruria. Piccole imprese, artigiani e commercianti non devono soffrire una nuova stretta a livello creditizio che produrrebbe nuove sofferenze all'economia aretina. 

In questi anni la banca, raccoglitore importante del risparmio aretino, è stata utilizzata spesso per le avventure economiche di pochi e non ha seguito i criteri minimi per l’apertura delle linee di credito: pensiamo ad acquisizioni a prezzi risultati poi inappropriati, all’uso quantomeno discutibile da parte dei membri del Cda della possibilità di accesso ai fidi e ai crediti offerti ad aziende che in seguito, anche a causa della crisi economica, hanno portato i libri in tribunale.

La CISL di Arezzo e la FIBA CISL aziendale guardano con attenzione al provvedimento di commissariamento di BANCA ETRURIA disposto da parte del Ministero dell'Economia e della Finanza.

La Banca è una risorsa irrinunciabile per il territorio aretino e toscano nonché per tutti i territori in cui opera.

L'intervento di Banca d'Italia deve essere visto nell'ottica della tutela in primis dei depositanti e dei clienti, ma anche dei lavoratori che, con l'accordo sottoscritto il 7 febbraio scorso e che ha piena validità, hanno già dimostrato responsabilità e volontà di essere protagonisti della messa in sicurezza dell'Istituto.

Vigileremo, come abbiamo sempre fatto, perché quello che consideriamo un patrimonio per i risparmiatori, i clienti, i soci e i

dipendenti sia massimamente tutelato. 

Fisac Cgil: “garanzie per i dipendenti e per i risparmiatori”

Fondamentale la conclusione dell’esperienza di una classe dirigente che la stessa Banca d’Italia ha giudicato inadeguata

Banca Etruria. Le priorità della Fisac, il sindacato bancari della Cgil? Si racchiudono in una parola: garanzie. “La prima è per i dipendenti e quindi sulla validità e sulla conseguente applicazione dell’accordo raggiunto alla fine della scorsa settimana. La seconda è per i risparmiatori e per le imprese: quindi per l’intero sistema aretino”. Claudio Viti, segretario provinciale della Cgil, puntualizza così la situazione  che si è venuta a creare in Banca Etruria all’indomani del commissariamento deciso da Banca d’Italia.

“Nell’incontro che abbiamo unitariamente avuto con i Commissari – aggiunge Riccardo Fois della componente Cgil all’interno della Rsa – ci sono stati illustrati i loro obbiettivi che vedono al primo posto, come prevede la legge, la tutela dei correntisti per i quali, tra l’altro, è attivo il Fondo Interbancario. Anche noi invitiamo quindi i risparmiatori e gli imprenditori che hanno rapporti con Banca Etruria a seguire con tranquillità l’evolversi della situazione”.

I Commissari sono poi entrati nel merito dell’accordo sindacale: “per noi – sottolinea Fois – è stato un punto d’arrivo faticoso e difficile ma molto importante. Su di esso abbiamo avuto rassicurazioni da parte dei due Commissari che hanno anche precisato di non aver mai disdetto accordi sindacali in situazioni analoghe”.

Le prossime settimane e i prossimi mesi saranno dedicati dai Commissari all’analisi dei conti e dei bilanci di Banca Etruria. “Potrà così essere confermato – sottolineano Viti e Fois – il nostro giudizio sul valore dei CdA e dei gruppi dirigenti che hanno gestito la banca in questi anni. Un giudizio che non è solo nostro ma anche degli stessi Ispettori di Banca d’Italia che già in una lettera del 13 dicembre 2013 sottolineavano la loro complessiva inadeguatezza. E’ stato purtroppo perduto del tempo ma è comunque evidente che per questa governance non c’è più assolutamente spazio nel processo di ristrutturazione e riorganizzazione che i Commissari si apprestano a mettere in atto. Il sindacato collaborerà con essi negli interessi dei lavoratori e dei cittadini. E pensiamo che in modo particolare le istituzioni dei territori dove opera Banca Etruria possano e debbano far sentire il loro sostegno alla rinascita di una banca che sarà comunque aggregata, come hanno spiegato i Commissari, ma anche potrà comunque mantenere il suo ruolo fondamentale nello sviluppo dei territori”.

Catiuscia Fei, vice  direttore Confcommercio Arezzo, interviene sul commissariamento di Banca Etruria deciso da Bankitalia: “un progetto che parte da lontano e ha ragioni sconosciute agli interessi del territorio. vogliamo risposte chiare”

“Dove era Banca d’Italia quando negli anni - e forse decenni - scorsi le precedenti gestioni di Banca Etruria hanno prodotto i problemi che oggi l’attuale consiglio, in carica da otto mesi, si è trovato a dover affrontare? Perché a quelle gestioni si è consentito di tutto e a questa, rinnovata per otto quindicesimi rispetto alla precedente (alla quale peraltro non sono da attribuire le maggiori responsabilità, che sono ancora più antiche) si è chiesto, e ottenuto, il “lavoro sporco” di riequilibrare in pochi mesi i conti deteriorati in anni e anni di cattiva gestione?”

Si apre con questi interrogativi la riflessione del vice direttore della Confcommercio di Arezzo Catiuscia Fei sul commissariamento di Banca Etruria deciso mercoledì  da Bankitalia.

“La presidenza Rosi, l’attuale consiglio e l’attuale direzione”, prosegue Fei nella nota, “hanno fatto un lavoro enorme per rendere la Banca “presentabile”, a cominciare dall’effettuare accantonamenti enormi che hanno ridotto il patrimonio dell’istituto ad una cifra esigua, assolutamente sproporzionata verso il basso rispetto, per esempio, al valore delle sue proprietà immobiliari o anche soltanto delle opere d’arte di Casa Bruschi. Per non parlare poi della prospettiva della “bad bank” e della trasformazione in spa, decise dal Cda di Banca Etruria e tra l’altro successivamente indicate come percorso obbligato dal governatore della Banca d’Italia in diverse occasioni pubbliche. O ancor più quell’accordo sindacale raggiunto con fatica e spirito di responsabilità fra tutte le parti sociali, che metterà da un lato in sicurezza i dipendenti e dall’altro la Banca in condizioni di essere appetibile per chiunque”.

“Tutto questo, sia ben chiaro, non è stato certo fatto per far comprare la Banca a due palanche al primo che passa o a chi era “predestinato”, non si sa bene in base  a quali interessi e valutazioni politiche, a prendersi l’istituto di credito degli aretini”, sottolinea il vice direttore di Confcommercio.

“Banca d’Italia ha deciso che non c’è più spazio per le “banche del territorio” e forse è questo il motivo per cui oggi commissaria Banca Etruria ma non altri istituti con ben più gravi situazioni economico-finanziarie”.

“Su questi temi, per i quali Arezzo chiede risposte chiare e giustizia, l’intera comunità saprà stringersi intorno alla propria Banca, ai dipendenti, alle imprese e ad un sistema economico-sociale che sarebbe pesantemente ferito da un progetto che evidentemente parte da lontano e ha ragioni sconosciute agli interessi del territorio” conclude Catiuscia Fei “attuando tutte le iniziative del caso per la tutela e la salvaguardia di quei legittimi interessi”. 

 CONFESERCENTI SU COMMISSARIAMENTO BANCA ETRURIA

Le dichiarazioni di Mario Checcaglini, direttore di Confesercenti

Per Mario Checcaglini direttore di Confesercenti Arezzo “il commissariamento di Banca Etruria è un duro colpo per il territorio sotto molti punti di vista: da quello delle prospettive della presenza in città di un istituto che ‘accompagna’ i bisogni dell’economia del territorio, a quello relativo alle competenze che si formano in relazione a tale presenza, fino all’importanza del ruolo di tanti fornitori che possono interagire con tale presenza”. “Tutto questo finirà? Forse non subito -  continua il direttore di Confesercenti Mario Checcaglini – ma è assai probabile che prima o poi accadrà e probabilmente, in un futuro, non troppo lontano”. “A mio avviso – aggiunge Checcaglini - il commissariamento indebolisce inevitabilmente il rapporto dell’Istituto bancario con il territorio aretino. In qualsiasi aggregazione futura, d’ora in avanti il territorio aretino avrà meno forza per valorizzare quanto di buono c’è ad Arezzo”.
“Non credo - dichiara Checcaglini - che la scelta del commissariamento sia ‘frutto di complotti’ ai danni della nostra città, del suo istituto e del suo territorio. La stima per Banca d’Italia è troppo alta per solo pensare a simili ipotesi e perlomeno a noi non sembra, considerando da quanto leggiamo, ma naturalmente non abbiamo accesso a tutte le informazioni che circondano la vicenda”.
Per Checcaglini: “forse occorre prendere atto che la conduzione di Banca Etruria è costellata da errori gravi passati, ma anche del presente che hanno portato Arezzo, come a Siena, a ‘distruggere’ anni di storia positiva del suo sistema economico. Anche se occorre, riconoscere che il cda, perlomeno a livello di annunci, stava procedendo a passi ben precisi sulla strada della riduzione dei costi tramite l’accordo con il personale e aveva annunciato la volontà di trasformare la banca in Spa, problema poi risolto dal decreto del Governo”.
“Allora è utile - conclude Checcaglini - che siano chiarite e rese note le motivazioni che stanno dietro la scelta. È un dovere nei confronti sia degli investitori che hanno partecipato ai molti aumenti di capitale nel tempo e ora si vedono con assai poco in mano, sia dei dipendenti che ogni giorno operano per l’istituto e infine anche per le aziende che hanno affidato affari e attività all’istituto”. 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0