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Mozione in Consiglio Regionale sugli uffici postali

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Mozione in Consiglio Regionale sugli uffici postali

"Credo che certi servizi e certi spazi, e tra questi certamente quello dell'ufficio postale, in una frazione o in un paesino di montagna, rappresentano un presidio che contribuisce a mantenerli in vita. Oggi il Consiglio Regionale ha approvato una mozione, presentata dal gruppo Pd e sottoscritta anche dagli altri gruppi, che impegna la Regione Toscana ad attivarsi rapidamente verso Poste Italiane di fronte all'annunciata chiusura di ben 61 uffici postali in Toscana, in gran parte nelle frazioni e nelle zone montane. In Valdarno il piano dei tagli colpisce frazioni dei Comuni di Cavriglia, Pergine, Bucine e Terranuova B.ni e in questo modo la Regione vuole farsi portavoce delle istanze dai territori, in primis dei Sindaci e dei Consigli comunali che in questi giorni hanno espresso la loro contrarietà e preoccupazione per la chiusura di servizio essenziale per cittadini. Per questo, la Regione si cercherà anche di attivare forme di collaborazione tra Poste Italiane e le Amministrazioni locali per mantenere in ogni caso la disponibilità di alcuni servizi".

Mozione: “in merito al taglio prospettato di 61 uffici postali nel territorio regionale ed alla riduzione complessiva di organico in altri 37 sportelli”

IL CONSIGLIO REGIONALE

Premesso che già nel 2012 era stata siglata un’intesa con Poste Italiane spa che portò ad un piano di razionalizzazione doloroso, ma con un percorso almeno condiviso con il territorio e con gli enti locali che portò comunque alla chiusura di 74 uffici in tutta la regione;

Considerato che secondo comunicazioni ufficiali dell’azienda stessa, Poste Italiane spa intende chiudere 61 uffici postali sul territorio toscano e ridurre il servizio e quindi la dotazione organica per altri 37 sportelli;

Considerato che il piano dovrebbe andare a regime già entro il mese di aprile 2015 e che sono previste nei prossimi giorni comunicazioni della decisione unilaterale già presa ai sindaci delle comunità interessate;

Tenuto conto che dalle informazioni apprese il piano di Poste Italiane spa andrebbe ad interessare piccoli uffici postali in centri minori, spesso di montagna, ma comunque molti utili ai cittadini, soprattutto ad una popolazione marginale già in difficoltà per la riduzione di servizi.

Ricordato che secondo la normativa europea la fornitura del servizio postale deve assicurare un’adeguata copertura del territorio nazionale, “incluse le situazioni particolari delle isole minori e delle zone rurali e montane" e che "le reti postali rurali, in particolare nelle regioni montuose e insulari, svolgono un ruolo importante al fine di integrare gli operatori economici nell’economia nazionale/globale, e al fine di mantenere la coesione sociale e salvaguardare l’occupazione” (Direttiva 97/67/CE del 15 dicembre 1997, recante “Regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio”, come da ultimo modificata dalla direttiva 2008/6/CE del 20 febbraio 2008);

Considerato inoltre che la Toscana risulterebbe la regione più colpita dai tagli annunciati da Poste Italiane rispetto all’intero territorio nazionale, con un piano che è stato presentato ieri dalla direzione regionale ai sindacati che vede le province di Grosseto (10 uffici da chiudere, altri 6 con aperture a ridurre), Lucca (rispettivamente 9 e 6), Pisa (11 e 4) e Firenze (8 e 6), come i territori che subirebbero un numero maggiore di riduzione del servizio.

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

  • A farsi promotrice nelle sedi istituzionali nei confronti di Poste Italiane spa delle esigenze di mantenimento di un servizio essenziale, quale quello rappresentato dagli uffici postali, soprattutto nei territori marginali e montani della Toscana laddove questo servizio conserva un’evidente funzione sociale e pubblica;
  • Ad attivarsi affinché Poste Italiane spa valuti anche forme di collaborazione assieme alle Amministrazioni locali per l’espletamento di alcuni servizi essenziali laddove la stessa azienda sia intenzionata a non perseguire nello svolgimento della propria attività.

 

 

 

 

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