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Il ricordo del garibaldino e deputato Giovanni Severi nel centenario della morte

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Il ricordo del garibaldino e deputato Giovanni Severi nel centenario della morte

 

 

 


L’assessore Marcello Caremani e il presidente dell’Accademia Petrarca Giulio Firpo hanno ricordato, nel centenario della morte, la figura dell’aretino Giovanni Severi, nato ad Arezzo il 16 aprile 1843 e morto il 10 febbraio 1915. Garibaldino, avvocato, politico, nato in una famiglia che diede i natali a studiosi di fama fu tra i giovani che s’infervorarono per le idee mazziniane e democratico-radicali, che indossò la camicia rossa e che contribuì al conseguimento dell’Unità italiana.

Nel maggio del 1860 una serie di contrattempi gli aveva impedito di raggiungere direttamente Quarto, per unirsi a Garibaldi, nonostante ciò trovò ugualmente il modo di partecipare alla spedizione dei Mille, combattendo in Sicilia, a Capua e, nei primi giorni d’ottobre, sul Volturno. A causa della sua adesione operativa al Partito d’azione venne arrestato a Firenze, subito dopo i fatti d’Aspromonte. Difficoltà che non gli impedirono di terminare gli studi giuridici presso l’Università di Pisa. Nel 1866 prese parte alla terza guerra d’indipendenza, in particolare ai combattimenti in Trentino e alla vittoria garibaldina di Bezzecca, dove morirono peraltro gli aretini Turchini, Giabbani e Monnanni.

Nel 1875 fu uno dei promotori del Comitato aretino per l’abolizione della pena di morte e nel 1881 diventò per la prima volta deputato. Va rimarcato il suo contributo dato alle riforme depretisiane, in particolare quella che favorì la prima estensione del suffragio per l’esercizio dell’elettorato attivo.

Proclamatosi garibaldino e radicale, orgoglioso dell’amicizia personale con Felice Cavallotti, scelse nel Parlamento il settore occupato dall’Estrema. Fu deputato per sette legislature. Ancora nel 1900, la sua fama e il suo carattere battagliero permisero al collegio di Arezzo di essere l’unico della provincia nel quale veniva sconfitto il candidato conservatore. Giovanni Severi morì pochi mesi dopo l’inizio della grande guerra, con l’Italia ancora neutrale
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