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Pendolari, incontro deludente con Regione e Trenitalia

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Pendolari, incontro deludente con Regione e Trenitalia

Il comitato pendolari:“Non ci stiamo. Si torna indietro di 30 anni” ed a seguire la dichiarazione di Roberto Barone Presidente Commissione Consiliare Comunale Trasporti



“È stato un incontro deludente. Ci dispiace ma a queste condizioni non ci stiamo. Quello che propone Trenitalia ci fa tornare indietro di 30 anni e siamo sempre più viaggiatori di serie B. I treni pendolari vengono espulsi dalla Direttissima che rimane solo per l'Alta Velocità”.

È la posizione dei Comitati della Val di Chiana e di Arezzo, dopo l'incontro di ieri sera ad Arezzo con l'assessore regionale ai Trasporti, Vincenzo Ceccarelli, e Orazio Iacono, rappresentante di Trenitalia. 

Non è servito nemmeno l'intervento dell'assessore alle Infrastrutture del Comune di Arezzo, Franco Dringoli, giunto con i Comitati, che ha evidenziato le criticità del trasporto regionale facendo proprio lo scontento dei pendolari.

Negli ultimi 20 anni c'è stato il drammatico ed inesorabile peggioramento del servizio ferroviario tra Arezzo e Firenze. I “treni locali” da Perugia impiegavano 45 minuti e il 3168, treno privilegiato dai pendolari ci metteva 40 minuti con indice di puntualità del 99%. Oggi la mancanza di collegamenti veloci Arezzo-Firenze e Arezzo-Roma, che ha reso Arezzo sempre più periferica e irrilevante nelle direttrici della mobilità nazionale.

Nessuna risposta di Ceccarelli che invece ha proposto di separare le due linee ferroviarie che attraversano il nostro territorio, in modo in Direttissima transiti solo l’alta velocità e sulla linea di Pontassieve il traffico regionale per evitare interferenze tra i due sistemi, principale causa dei ritardi dei convogli regionali. 

Secondo l’assessore questa soluzione, già in via di sperimentazione, garantirà una maggior puntualità per i treni regionali, anche se i tempi di percorrenza tra Arezzo e Firenze potranno aumentare di circa 5 minuti.

Togliere i treni pendolari dalla Direttissima fa aumentare il divario in favore del settore privato (AV). Vorremmo, invece, che la Regione Toscana elimini questa ingiusta disuguaglianza e valorizzi il servizio pubblico non limitandosi ad amministrare il trasporto regionale mantenendolo di “serie B”. Purtroppo nessuna indicazione è venuta in questo senso.

Nel frattempo, quotidianamente, i treni regionali, anche se in orario, si fermano all’ingresso sulla Direttissima per dare la precedenza ai treni AV in ritardo, con il risultato di avere spesso entrambi i convogli in ritardo e facendo perdere le coincidenze ai pendolari.

Roberto Barone a proposito della assemblea pubblica.

“Il futuro della linea ferroviaria aretina” : ma quale futuro?  

Grande delusione, da parte mia e da parte di molti altri partecipanti, per i contenuti e la valenza dell’assemblea pubblica svoltasi ieri sera, organizzata dagli Assessori Regionale e Comunale ai trasporti.

Durante l’incontro, proprio di futuro non si è parlato. Chi nutriva speranze di accoglimento delle richieste, portate avanti da anni, di treni più veloci nelle ore di punta dei pendolari verso Roma e verso Firenze, e più puntuali, si è dovuto ricredere ancora una volta.

D’altra parte, è stato un errore non aver invitato all’assemblea i rappresentanti di Trenitalia–Lunga percorrenza, con i quali il confronto avrebbe avuto un po’ di sostanza, almeno per sapere se hanno intenzione di incrementare ancora il numero degli eurostar, che pur non servendo Arezzo, continuano ad occupare tracce orario sulla Direttissima, saturandola.    

Da parte dei rappresentanti di Trenitalia-Trasporto Regionale solo espressione di buona volontà e autogratificazione del servizio ad oggi offerto. Solo grazie agli interventi del pubblico, il dibattito scaturito  è stato più interessante delle chiacchiere dei suddetti rappresentanti.

A parte alcune incaute affermazioni tecniche fornite da questi ultimi, quello che sconcerta e preoccupa molto è la proposta di destinare per un periodo di prova sperimentale due treni sulla linea lenta per verificare il miglioramento della puntualità, risolvendo i conflitti di circolazione con gli eurostar.

Una sorta di ritorno al passato ed esperimento inutile, se non utile a Trenitalia a farci abituare al passaggio definitivo sulla Linea Lenta di tutti i treni che servono Arezzo.  Altro che futuro!!!

Personalmente ritengo la proposta improponibile ed addirittura offensiva della intelligenza dei presenti.

Le proposte fattive invece ci sono, sono quelle fornite più volte dai pendolari e c’è il documento approvato in Consiglio Comunale nel 2011, frutto del lavoro congiunto della Commissione Consiliare da me presieduta con la Commissione Mobilità della Provincia e con i Comitati pendolari. 

 Roberto Barone                                                                                                                                                                                      

 

                                           


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