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L'opinione di Bruno Pacini (Fp Cgil Arezzo) sul “Pronto soccorso privato”,

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L'opinione di Bruno Pacini (Fp Cgil Arezzo) sul “Pronto soccorso privato”,

 

È di due giorni fa la smentita della creazione di un pronto soccorso privato ad Arezzo presso il centro Chirurgico Toscano. Questo però non significa che l'operazione venga abortita del tutto. Infatti il centro metterà a disposizione le sue strutture per delle prestazioni mediche con un prezzo forfettario di 80 euro.

Quello del pronto soccorso è un problema che è stato sollevato già varie volte nel corso degli anni ad Arezzo. È di pochi giorni fa infatti l'ultima polemica tra il Governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, e Stefano Mugnai, vicepresidente della commissione sanità del Consiglio Regionale, in merito ai problemi di funzionamento dei servizi di assistenza alle emergenze dell'ospedale di Arezzo.

Ad intervenire sulla quesitone interviene anche Bruno Pacini, Segretario generale della Funzione Pubblica della Cgil di Arezzo. Afferma in un comunicato stampa: “Innanzitutto è doveroso ricordare a chi non lo ha a mente che il pronto soccorso privato non può esistere, per legge, lo vieta la Regione Toscana. Potrebbe essere una libera iniziativa di un privato se fossimo in una condizione di libero mercato, ma la sanità non lo è.

"Pubblico e privato sono legati nel settore sanitario tramite il meccanismo della Convenzione. Il costo della Prestazione è calcolato con un sistema teorico il DRG, ad ogni prestazione corrisponde un corrispettivo, un DRG. E' logico che per il "Pronto Soccorso privato", non si può ricorrere al DRG e quindi alla convenzione perché non sono prestazioni sussidiarie.

“Libero mercato, convenzione, sistema pubblico, stanno insieme attraverso un altro concetto la sussidiarietà. Cioè tutto quello che il pubblico non fa, lo fa il privato convenzionato.

"A questo punto la domanda sarebbe: cosa non fa il pubblico? E a voler essere puntigliosi perché non lo fa? Preferisco la puntigliosità e mi domando perché il pubblico arretra, perché abbandona una fetta di gestione, perché permette che sia immessa nel mercato, nonostante l'enorme potenziale delle strutture e degli uomini? Tre le risposte possibili: La gestione è troppo difficile? Oppure è troppo costosa? Oppure è una scelta politica?

"Le prime due risposte sono sbagliate. Professionalità e potenzialità ci sono, si vuole che ci siano, si assumono i professionisti e si valorizzano quelli che ci sono, si programma e si pianifica al fine di dare risposte al bisogno di salute. Gli alti costi poi, li sostiene il pubblico in ogni settore nel paese, anche in Sanità."

 

 

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