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Fascistelli romani a 5 stelle, strattonano Baldassarre e malmenano Rizzetto

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Fascistelli romani a 5 stelle, strattonano Baldassarre e malmenano Rizzetto

La delegazione che avrebbe dovuto incontrare il Presidente del Consiglio di cui faceva parte anche Marco Baldassarre, è stata bloccata da un gruppo di attivisti romani, che hanno impedito loro con le minacce e la forza fisica, di poter partecipare all'incontro. Sono stati inseguiti mentre stava arrivando la Digos per cercare di difenderli. Naturalmente nessun incontro ha avuto luogo. 

Un gruppo di contestatori ha impedito alla delegazione di ex 5stelle, di entrare nella sede del Nazareno per incontrare il Presidente del Consiglio per parlare del Quirinale.

Al grido di "Vergogna, non eri nessuno. Ora ti devi dimettere" i parlamentari sono stati affrontati dagli attivisti.
Immediatemente circondati dalla polizia sono stati scortati lontano, mentre i contestatori ancora inveivano. 

"Non accetto l'imposizione fisica". Così il deputato ex M5s Walter Rizzetto commenta le accese proteste registrare al Nazareno quando la delegazione di ex grillini è arrivata per le consultazioni. "E' un attacco squadrista e violento. Abbiamo fatto questo passo anche perché abbiamo visto questi fenomeni crescere ma non tutti" i militanti del movimento "sono così", aggiunge Rizzetto.

Questa la riflessione/racconto dello stesso Marco Baldassarre

Dopo essere stati invitati ad una consultazione in merito al Presidente della Repubblica abbiamo deciso di andare, io, Walter Rizzetto e Mara Mucci.
Doveva essere un incontro dove semplicemente andavamo ad ascoltare cosa aveva da dirci il partito di maggioranza. Abbiamo richiesto anche lo streaming per far vedere che non sarebbero stati fatti inciuci o accordi a chi accusa di esserci venduti al PD.

Ad aspettarci c'erano molti giornalisti e casualmente, una ventina di "squadriattivisti" che si sono scagliati subito contro Walter Rizzetto, impedendoci di entrare.
Incontri simili erano già stati fatti: Grillo con Renzi alle consultazioni per la formazione del Governo, Di Maio e Toninelli con Renzi, Serracchiani e Moretti per la legge elettorale. Non mi sembra che ad aspettarli ci fossero dei militanti con cartelli. Eppure l'interlocutore era lo stesso Renzi che avremmo incontrato questa sera.

Siamo stati costretti con la forza a tornare indietro, mentre Walter è stato circondato prima da questi squadristi, dal quale si è beccato anche qualche pugno nelle costole, poi sono intervenuti i poliziotti in tenuta anti-sommossa che lo hanno scortato per 400 metri finché i contestatori non si sono dileguati.

Nel frattempo, dagli stessi ex-colleghi che fino a ieri denunciavano gli atteggiamenti di violenza, sono arrivate parole di conforto per... i contestatori, quelli che hanno picchiato, insultato ed inseguito chi voleva confrontarsi con chi deciderà chi dovrà essere il prossimo Presidente della Repubblica, la prima carica dello Stato.

Contestare alcune scelte mi sta bene. Incitare la violenza e gli atteggiamenti che minano la democrazia, già precaria nel nostro Paese, no.
La democrazia è un concetto che va semplicemente di moda nei discorsi del M5S, che però non viene applicata.
Peccato. Non era così qualche anno fa.

Caro Beppe, è questo il progetto di cambiamento culturale che avevamo promesso agli italiani?

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