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Il Fatto Quotidiano, Banca Etruria e la merda nel ventilatore

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Il Fatto Quotidiano, Banca Etruria e la merda nel ventilatore

Banca Etruria immessa nel ventilatore mediatico per spargere liquami sul governo

 

Il giornale cerca di interpretare la crescita dei titoli delle banche popolari, seguito all’annuncio della loro trasformazione in SPA. In particolare mette sotto la lente di ingrandimento il titolo Banca Etruria, che ha visto un aumento del 66% in pochi giorni.

Ha guidato la corsa agli acquisti la borsa di Londra, e bene sta facendo la Consob ad indagare per verificare se c’è stato insider trading. Ovvero se qualcuno ha potuto fare incetta prima che venisse dato l'annuncio. Ma anche questa è solo una ipotesi. La vedo dura infatti, riuscire a fare man bassa del titolo Banca Etruria, senza innescare immediatamente movimenti al rialzo. Stiamo parlando di un titolo che ha pochi scambi, non di Fiat o Generali.    

Ecco cosa scrive il giornale, l’organo semiufficiale del movimento: “Una manina da Londra ha gettato una rete a Piazza Affari e pescato a strascico le Popolari con un tempismo perfetto: giorni prima dell’approvazione della riforma voluta da Matteo Renzi che abolisce il cosiddetto voto capitario e le trasforma in società per azioni. Un tempismo che ha già svegliato la Consob, ora impegnata a ricostruire gli scambi. Un’operazione di verifica non certo semplice, perché dalla piazza inglese si stendono anche le reti dai paradisi fiscali.

Nel caso – prosegue il Fatto - tra i vari investitori internazionali attivi sul mercato, si individuasse il fondo Algebris di Davide Serra, amico di Renzi, rischia di causare guai decisamente seri all’esecutivo”

Dunque ricapitoliamo: è l’11 agosto 2014 quando il Consiglio di Amministrazione di Banca Etruria comunica di aver conferito mandato al Presidente Lorenzo Rosi di definire modalità e adempimenti per condurre alla trasformazione della Banca in società per azioni. In quella occasione il CDA comunica che: “Il progetto di trasformazione dell’Istituto in società per azioni, di cui è stata data preliminare illustrazione nei suoi elementi essenziali all’Autorità di Vigilanza, è inteso quale percorso strategico volto a favorire il rilancio di Banca Etruria nell’ambito di un programma imprenditoriale capace di coniugare l’integrazione con realtà bancarie più significative – ivi comprese le banche popolari - e fondi di investimento nazionali e internazionali, oltre che a favorire il rafforzamento patrimoniale della Banca e l’allargamento dell’azionariato a qualificati investitori istituzionali a tutela e valorizzazione delle migliori energie del territorio”.

La situazione della banca è difficile, nessuno può negarlo. Sempre il CDA successivamente comunica la necessità di ridurre il personale di 410 unità e il titolo naturalmente continua a perdere.

Dunque il governo, con la norma approvata il 21 gennaio scorso, sfonda una porta aperta. Banca Etruria già aveva iniziato il percorso di trasformazione in SPA.  

Onestamente era facile immaginare che la presenza del padre del ministro Boschi nel CDA, (o forse sarebbe piu’ giusto dire la figlia del consigliere e vicepresidente Boschi nel governo) avrebbe dato la stura a tutti i giornali complottari, che partendo da una semplice indagine conoscitiva della Consob, riescono a ipotizzare un complotto volto a favorire il Boschi padre, passando “nel caso si dovesse individuare che” anche per Davide Serra, l’amico di Renzi.

Se è vero che il titolo Banca Etruria è quello che ha visto il maggior incremento, dopo l’euforia innescata dal provvedimento del governo (66%) non va dimenticato che lo stesso titolo negli ultimi sei mesi ha perso oltre il 60%, quasi il 25% solo nell’ultimo. Alla fine della fiera, Banca Etruria riesce a fatica a tornare ai valori di sei mesi prima, ma lontana anni luce dai fasti del passato.

Ma di cosa stiamo parlando? Della speculazione del Vicepresidente Boschi, che ha piu' o meno 3.500 euro di azioni? Caspita, è diventato ricco ! 

La panna montata di un caso, nato da una indagine conoscitiva della Consob, fatta solo per verificar che non ci sia stato insider trading, che nel caso fosse dimostrata e si dovesse individuare che c'entra anche l'amico di renzi, allora sarebbe per Renzi un problema. La cultura del sospetto, anzi del complotto, ha toccato i suoi vertici piu' sublimi! 

"Se la mi nonna aveva le ruote era una carriola!" 

Capisco che Il Fatto deve fare opposizione a tutto e su qualsiasi argomento, ma le arrampicate sugli specchi insaponati rischiano di generare pericolose cadute di credibilità.

p.s. attenzione a giocare col fuoco delle quotazioni: scottarsi qui può fare molto, ma molto male! 

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