Prima Pagina | Politica società diritti | Arcigay Arezzo ricorda le vittime dell'Olocausto

Arcigay Arezzo ricorda le vittime dell'Olocausto

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Arcigay Arezzo ricorda le vittime dell'Olocausto

Per non dimenticare le vittime omosessuali dell'olocausto e le persecuzioni che le persone LGBT hanno subito nel periodo nazista

 

Mai più omocausto e mai più omofobia. Per la Giornata della Memoria l'associazione “Chimera Arcobaleno” Arcigay Arezzo ricorda le vittime omosessuali delle persecuzioni naziste e coloro che sono stati internati nei campi di concentramento in ragione del loro orientamento sessuale, una pagina poco indagata e spesso taciuta dell'Olocausto che prende il nome di Omocausto, così come poco spazio nei manuali di storia trova anche il confino che dovettero subire gli uomini gay italiani durante il ventennio fascista.

Degli oltre 6 milioni di persone internate e uccise nei lager nazisti, infatti, si stima che almeno 10.000 avessero al petto il “triangolo rosa” - simbolo identificativo dei perseguitati omosessuali – e che molte donne lesbiche furono etichettate come “asociali” e recluse con il “triangolo nero” cucito sulla divisa tipica dei campi di concentramento, trattasi di numeri sicuramente sottostimati a causa del doppio stigma sociale che i superstiti subirono.

Vogliamo ricordare tutte le vittime della follia nazista: ebrei, omosessuali, transessuali, disabili, immigrati, rom, dissidenti politici, prostitute; perché la storia ci insegna che l'odio e l'intolleranza verso le categorie dei cosiddetti “diversi” sono state il seme della pagina più buia del nostro passato. Per questo conoscere e ricordare è importante affinché si diffonda sempre di più una cultura della solidarietà e del rispetto delle diversità in Italia e nel mondo (sono ancora troppi i paesi in cui ancora oggi l'omosessualità è repressa, perseguitata o condannata) e venga eliminata ogni forma di discriminazione, di razzismo e di omofobia.

Un ricordo doveroso, senza dimenticare che purtroppo ancora oggi si muore di omofobia, e che molto ancora c’è da fare perchè l'orientamento sessuale non sia più considerato una diversità per la quale tanti omosessuali debbano subire violenze fisiche e psicologiche quotidianamente.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0