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Mammografie ed ecografie al seno: le cittadine vanno informate meglio sui percorsi e sui tempi.

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Mammografie ed ecografie al seno: le cittadine vanno informate meglio sui percorsi e sui tempi.

Se il medico prescrittore ha un sospetto, l’esame si esegue in pochi giorni. Altrimenti è il medico stesso che deve spiegare alle sue pazienti che l’attesa non ha controindicazioni.

 

Sulle mammografie e sulle ecografie al seno, per le quali più volte si concentra l’attenzione della stampa per “denunciare” lunghi tempi di attesa, la Asl ritiene che le donne hanno tutto il diritto di lamentarsi per la scarsa informazione ricevuta, e non per presunte carenze del servizio.

La Asl ha il dovere di garantire un servizio efficiente, in linea con le evidenze cliniche e scientifiche, seguendo i protocolli internazionali, nazionali e i regolamenti regionali ed aziendali. La Asl, di fronte alle segnalazioni che in alcune interpretazioni assurgono al rango di cronaca come casi di malasanità, ritiene che il tasto su cui è necessario intervenire è quella della più dettagliata informazione e non nella modifica dei criteri di accesso al servizio.

Ogni anno nella Asl8 si eseguono 25.000 mammografie (16.000 attraverso l’attività di screening oncologici, 9.000 mammografie cliniche effettuate ambulatorialmente). A queste vanno sommate oltre 10.000 ecografie al seno. 

Dal mese di marzo dello scorso anno è entrato in vigore anche per le mammografie e le ecografie senologiche, la prenotazione degli esami per classi di priorità. Che cosa significa? vuol dire che è il medico proscrittore (di famiglia o specialista) a stabilire il livello di priorità di quella prestazione.

In base alla sua valutazione clinica, il medico prescrittore "decide" la tempistica. Può essere classe B (cioè breve, con un esame da erogare entro 10 giorni, ad esempio per le evidenze cliniche di neoplasie, sospette mastiti, perdita ematica dal capezzolo, addensamenti palpabili,), oppure classe P (programmata, differibile, cioè tutte le altre richieste non supportate da evidenze e non ricomprese nella precedente casistica).

Quindi, se il medico ritiene che vi sia un sospetto sul quale svolgere indagini rapidamente, indica la classe B, e l’esame viene eseguito praticamente in pochi giorni. Altrimenti, se il medico stabilisce che siamo di fronte ad un esame di routine, il tempo di attesa non rappresenta più un elemento importante. Ed è sempre il medico prescrittore che ha il dovere di spiegare alla paziente questo percorso. Un tema sul quale la Asl si impegna a richiamare i medici a non tralasciare più questa componente informativa: hanno ragione a preoccuparsi quelle pazienti che si lamentano di attese di mesi, se il medico non le ha correttamente informate che è normale attendere, anche perché nella quasi totalità dei casi, si tratta di controlli routinari. Se ci fosse urgenza, in pochi giorni si procederebbe con l’esame diagnostico.

Per quanto attiene le ecografie senologiche, da non confondere come spesso accade, con le mammografie,  i criteri indicati sono riferiti a pazienti con meno di 40 anni ed i tempi di attesa sono mediamente sotto i 30 giorni.

E tutto questo riguarda visite e richieste di esami su base volontaria:  recandosi  cioè da un medico o da uno specialista sia per un sospetto, ma anche semplicemente per un controllo che si intende fare.

C’è poi una “imponente” attività di prevenzione diagnostica per la fascia di età tra 50 e 69 anni: è lo screening mammografico oncologico gratuito che prevede un controllo biennale che coinvolge 40.000 donne della nostra provincia, ventimila all’anno. Queste cittadine ricevono una lettera con un appuntamento prefissato. Otto su dieci aderiscono presentandosi nella data indicata.  Le altre due no, o perché agiscono per proprio conto o per altre ragioni. L’Azienda rivolge a queste ultime un invito ad una collaborazione maggiore, avvertendo l’apposita segreteria quando non possono presentarsi nella data indicata nella lettera, evitando di lasciare spazi vuoti che potrebbero essere utilizzati per altre donne e che rappresentano comunque uno spreco.

In conclusione va detto, ad onor del vero, che sono davvero pochi i soggetti, sulle migliaia e migliaia di esami eseguiti, che non hanno avuto informazioni dettagliate sul percorso o sui tempi. Ma anche questi pochi casi, secondo la Asl, hanno il diritto ad avere informazioni chiare ed i medici che prescrivono hanno il dovere di informarle dettagliatamente, per evitare di rimanere sorprese se ad una richiesta di esame di routine, si riceve come data un tempo lungo: se è così, significa che il proprio medico ha ritenuto giusto aspettare. 

 

 

   

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