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I vigili urbani, il piano del traffico, le piste ciclabili e il frullato dei luoghi comuni

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I vigili urbani, il piano del traffico, le piste ciclabili e il frullato dei luoghi comuni

La municipale ci ha proposto il suo bilancio. Senza infamia e senza gloria: aumentate le multe per gli accessi alla ZTL (il sistema delle telecamere è implacabile), diminuite quello per divieto di sosta. Aretini indisciplinati. Arezzo sembra una bolgia. Le auto parcheggiate in seconda fila in via Roma. La pista ciclabile di V. Petrarca è inutile se è sempre occupata dalle auto.

 

Onestamente sapere se le multe per divieto di sosta sono aumentate, se son diminuite o son rimaste uguali, mi pare l’ultimo dei problemi. La verità è che il traffico sta asfissiando la città, le auto sono tante e la sosta è realmente selvaggia. Ma la soluzione dei problemi non è la repressione. O meglio non è SOLO la repressione.

La verità è che nessuna delle nostre amministrazioni si è mai fatta carico del problema in modo strutturale. Anzi, in molti casi si è fatto il possibile per accentuarlo e non certo per risolverlo. L’unico vero tentativo di soluzione fu il parcheggio libero nei pressi delle scale mobili. Peccato che contestualmente si decise di trasformare in un inutile giardinetto (peraltro contiguo al parco Pertini) il grande spazio che si trovava tra via degli Accolti e via L. D Vinci. Come se nei pressi dello stadio non ci fosse necessità di spazi liberi in occasioni di eventi e partite. Ma un girdinetto fa piu’ figo. Che importa se la domenica di partita le auto sono parcheggiate ovunque: un posto dove far pisciare i cani è fondamentale!  

Si è proseguiti imperterriti sulla stessa strada cancellando il parcheggio libero di via Mecenate per realizzarvi il multipiano a pagamento. Le 400 auto che ogni giorno trovavano posto qui, adesso dove sono? Ma se questo vi sembra poco, la trasformazione a pagamento delle scale mobili, è stata la ciliegina sulla torta. Adesso è facile trovare posto pagando, ma le 300 auto che di solito erano parcheggiate qui, adesso dove sono?

Di solito, quando in un organismo la pressione sanguigna si fa troppo forte, si cerca in ogni modo possibile di farla calare, facendo uscire quanti piu’ liquidi possibile. Il rischio è il collasso del sistema. Ebbene ogni area di sosta libera cancellata in periferia, è servita ad andare in direzione opposta. Ha fatto aumentare inesorabilmente la pressione sul sistema (e ha fatto aumentare altresì anche le entrate di ATAM parcheggi). Ma io mi chiedo: il compito di una amministrazione è quello di fare cassa, o di servire i cittadini? E’ quello di rendere una città vivibile (quella vera, non quella delle stupide classifiche che van tanto di moda), o trovare il modo di far quadrare i bilanci per avere due centesimi da spendere in piu’?

Da anni aspettiamo un Piano Urbano della Mobilità. Non è mai stato reso pubblico, (e ovviamente neppure mai approvato) quello a suo tempo preparato al termine della precedente consiliatura. Il sospetto è che quel piano sia solo un concentrato di parole inutili. Per capire meglio come vengono affrontati i problemi legati alla mobilità cittadina, sono andato a dare un occhiata a quelli approvati in cittadine simili alla nostra. Non ho trovato nulla di interessante. Le solite chiacchiere bla bla bla, di quanto è bello il trasporto pubblico, di come integrare i sistemi di trasporto, della mobilità dolce ecc. ecc. e nulla di piu’. La stessa gestione delle ZTL è piu’ simile alla filosofia di  quel medico che per paura della troppa pressione al cuore, decide di socchiudere le vene che entrano ed escono da qui. Il cuore è morto. Il paziente è morto. Ma che strano!  

Però i grandi tecnici che redigono queste belle opere di letteratura sono pagati profumatamente.  Almeno qualcuno dai PUM ci guadagna di sicuro. Peccato che non siano i cittadini. Dal loro punto di vista, è ovvio che se devono pagare per lasciare l’auto in periferia, allora tanto vale che tentino la sorte e paghino per lasciarla in centro. Se non c’è nulla che li possa convincere a fare un chilometro a piedi, non lo fanno! E la pressione sul centro della città diventa insostenibile. 

Ma la sagra dei luoghi comuni, su quanto sono incivili gli aretini che vogliono arrivare sotto casa con l’auto e sui vigili che non reprimono abbastanza, è vomitevole. Molti di questi novelli Savonarola, l’auto la porterebbero anche in salotto e se comprano casa, la prima cosa che controllano è il garage. Sono anche gli stessi che un giorno si è l’altro pure, si lamentano della desertificazione del centro storico, che nel giro di una generazione è sceso da 20mila a 7mila abitanti, con la  conseguenza della scomparsa dei negozi di quartiere e l’imbalsamazione della vita sociale. Ai pochi abitanti rimasti si è reso la vita sempre piu' difficile, tanto che oggi il comune rilascia "n" permessi di sosta, quando i posti disponibili sono "n diviso 2". Intanto si incassa e se non si trova posto, si incassa due volte con la sanzione!  

La mancanza di una vera cultura gestionale, l’impreparazione dei tecnici che dovrebbero consigliare e guidare l’azione amministrativa, fa scaricare proprio sui cittadini le responsabilità del caos di cui tutti si lamentano. Apprendisti allo sbaraglio, guidati da politici che han tanto desiderio di lasciare un segno tangibile del loro passaggio, ci offrono lo spettacolo della baraonda che possiamo osservare. Si restringono le sedi stradali, perché tanto saranno a corsia unica, e senza manco aspettare che siano finite, ci si accorge che no, è meglio rimetterle a doppio senso. Così si accusa chi le ha disegnate di aver fatto un aborto, quando in realtà sono le indicazioni offerte ad essere contradditorie, senza senso, sbagliate o quanto meno improvvide.

Se in una strada vi sono tanti romantici e pittoreschi ristorantini (che fanno tanto bene al turismo), è gioco forza che quei ristorantini durante il giorno devono essere riforniti. Ecco la fila di camion della birra, del caffè, della carne, del vino, della pasta fresca o della frutta, che si accalcano in seconda fila, rincorse dalle station dei proprietari che giornalmente devono anche fare la spesa. A queste si sommano quelle dei clienti dei negozi vicini, che vogliono anche caricare i loro acquisti, ed in ultimo quelle dei puzzini di turno, che devono fare il “borda”, mostrando agli amici sotto i portici, il macchinone di papà! Ma l’errore dove sta? In chi fa il suo lavoro o in chi non ha saputo prevedere le sue esigenze? E la soluzione qual è, secondo le geniali menti dei nostri tecnici? Inflessibilità e giustizia. Aumentando i divieti e sanzionando i trasgressori: il pannicello caldo sotto cui nascondere errori di programmazione, scarsa lungimiranza, assenza di strategia.

Vorrei aggiungere due parole, rinviando la riflessione ad un prossimo articolo, sull’ira funesta di chi ha visto nascere una pista ciclabile in via Petrarca. Tante parole fumose sia in un verso che nell’altro. Perché no? O perché si? Ancora una parola chiara non l’ho sentita. Né da chi le critica, né da chi le sostiene. I primi che sbraitano tanto solo per criticare (siamo in campagna elettorale e si criticherebbe anche Gesu’ che cammina sulle acque perchè spaventa i pesci) i secondi perché non  han capito nemmeno loro perché le han fatte.

Ma ne riparleremo in seguito...    

    

 

 

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