Prima Pagina | Politica società diritti | Il futuro delle province.

Il futuro delle province.

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Il futuro delle province.

Comunicato Stampa del Gruppo Consiliare PRC-CI Consiglio Regionale Toscano

 

 

Sgherri (PRC in Regione): emerge in pieno la gravità della contro-riforma del Governo Renzi. Adesso l’urgenza è la riassunzione delle funzioni e conseguentemente di – tutto – il personale ad esse dedicato, da parte della Regione. Condivisione piena delle proteste dei dipendenti provinciali e massima solidarietà.

Oggi emerge in tutta la sua gravità la contro-riforma delle province da parte del Governo Renzi. All’irresponsabilità delle scelte del governo non pare esserci mai fine.

Eravamo (e restiamo) contrari, fin da quando si prospettò col Governo Monti, all’abolizione dell’elezione diretta (cioè la cancellazione del voto popolare) dei Consigli Provinciali, via via spacciata per abolizione delle provincie, contrari in quanto si riduceva la rappresentanza del pluralismo politico e quindi il controllo democratico su servizi essenziali e il diritto dei cittadini di scegliere chi governerà i servizi a scala sovra comunale.

Al peggio non c’è però mai fine e oggi con Renzi il quadro si fa ancora più drammatico, in quanto la demagogica (e falsa) abolizione delle province si scarica sui lavoratori delle province stesse, quasi cinquemila in Toscana, il cui futuro è più che incerto e si prospetta di fatto una road map di licenziamento di massa, e ai quali il governo non ha accettato di applicare nemmeno alcune salvaguardie, come la possibilità di andare in pensione con i parametri “pre Fornero”; Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale.

Una volontà governativa – prosegue Sgherri - che rasenta il “persecutorio”. 

Il tutto aggravato, creando un circolo vizioso, di tagli enormi di trasferimenti di risorse a province, comuni (e anche Regioni), ultima e più grave in ordine di tempo a causa dell’ultima legge di stabilità governativa.  Di fronte a un quadro del genere, e a tutta la partita delle funzioni (essenziali) svolte dalle province da riassegnare, per noi essenziale – come in parte richiamato nell’informativa della Giunta – sarà legare il destino delle funzioni a quelle del personale. La riassunzione delle funzioni e dei servizi strategici delle province da parte della Regione deve corrispondere alla (piena) presa in carico del personale provinciale ad esse oggi dedicato. Si parla di servizi essenziali e non certo un orpello di cui si può fare a meno, e si deve ricordare che già oggi e da anni (col blocco decennale delle assunzioni) le province (così come i Comuni) operano in sotto dimensionamento e in sofferenza. Occorre quindi garantire -  tramite la riallocazione delle funzioni - i servizi essenziali (e garantire l’adeguato decentramento di servizi, si pensi a tutta la partita dei centri per l’impiego e i servizi per il lavoro, che richiedono una diffusione sul territorio per essere efficaci) e questo deve conseguentemente significare il recupero/riassorbimento di tutto il personale provinciale, qualificato per svolgere tali compiti. Non arretreremo di fronte a questo che è il più urgente dei punti sul tappeto, pena altrimenti colpire sia lavoratori altamente preparati e competenti, sia servizi essenziali, e farsi corresponsabili delle scelte sciagurate del Governo.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

5.00