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Mi dimetto da consigliere comunale: il MoVimento 5 stelle non esiste più, viva i valori a 5 stelle!

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Mi dimetto da consigliere comunale: il MoVimento 5 stelle non esiste più, viva i valori a 5 stelle!

“Non nascondo emozione e tristezza in questo momento”. È l'esordio di Daniele Farsetti nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato le sue dimissioni di consigliere comunale. “E le motivazioni sono inerenti alla conduzione attuale del Movimento 5 Stelle. Sia ben chiaro, il mio grazie va innanzitutto a Beppe Grillo, prima di conoscere il blog ero un cittadino disamorato di istituzioni e politica. Grazie al blog e al movimento ho conosciuto e condiviso valori che mi auguro siano sempre attuali. A proposito di conoscenze, in questi anni sono venuto in contatto con persone, presenti dalle istituzioni alla società civile ai mass media, che mi hanno arricchito.

Alcuni fiori all'occhiello della mia esperienza di consigliere comunale, ne cito due: lo spegnimento dell'inceneritore è diventato un tema portante di un candidato alle primarie del Pd. Noi siamo contenti che nel cotesto politico sia entrata un'idea del genere e l'abbiamo sempre rivendicato. Ho parlato di massoneria in Consiglio Comunale e questo mi è stato detto non era successo in precedenza. Quello che adesso per me è un passo indietro spero sia per altri uno stimolo per fare un passo avanti.

Agli incantatori e ai pifferai magici non ho mai creduto, da Beppe Grillo a Matteo Renzi. Il movimento era nato con istanze anti-verticistiche e ha contraddetto tale assunto. Le voci dissonanti vengono sopite o allontanate.

 

Al di là delle motivazioni interne, voglio dire che il pericolo maggiore per il Paese in questo momento è il renzismo, diretta derivazione del ventennio berlusconiano, una ipocrisia politica al potere che con il job act è sotto gli occhi di tutti. Se lo strumento che lo deve contrastare è un movimento che si regge sulla democrazia dal basso e persegue l'interesse generale, il 5 Stelle non può dunque piegarsi a interessi particolari e divenire gerarchizzato. Buon lavoro a chi mi sostituirà. Il primo dei non eletti si chiama Roberto Rossi, fa parte del comitato tutela Valdichiana, si occupa di acqua pubblica, credo che il mio testimone passi in ottime mani”

"Innanzi tutto ringraziare Beppe Grillo, per la svolta, in positivo, che ha portato alla mia “rinascita” di cittadino attivo, sarà sempre e comunque un atto dovuto. Da inerme e passivo spettatore a soggetto pensante che in primo luogo si informa e non è disposto a piegare la testa di fronte a qualsiasi cosa ritenga ingiusta o difforme al benessere della comunità in cui vive. Non fidarsi di nessuno e controllare tutto, questo lo slogan che ha mosso i miei primi passi nel meetup dei grilli aretini.

Partecipazione, informazione, condivisione delle idee e dei progetti nell'esaltazione di uno spirito “pubblico” e non privatistico, di ricerca della soluzione migliore a favore di tutti, con un'attenzione maggiore per gli ultimi, questi gli ideali ed i principi che mi hanno animato quando mi sono avvicinato al progetto. I valori rimangono sempre quelli, io sono e sarò sempre un cittadino a cinque stelle.

Il principale obiettivo, non dimentichiamolo, era culturale: cambiare le coscienze delle persone e obbligarle ad interessarsi attivamente dei problemi che le circondano. Dalla delega all’impegno diretto e concreto. Tutto questo grazie a proposte innovative e strumenti di e-democracy totalmente orizzontali che rendessero finalmente concreta la parola “partecipazione”.

Le parole d'ordine erano: rovesciamo la piramide, democrazia dal basso, “Beppe solo garante e megafono”. Ma per recitare questo ruolo la “base” deve essere consultata e messa in condizione di esprimere la propria voce. Per anni abbiamo sognato un portale di democrazia diretta, più volte annunciato e mai realizzato. I programmi nazionali ed europei, e le relative alleanze, sono stati calati dall'alto senza un reale e pieno confronto. Da forza politica che si batteva per l’approvazione delle cose giuste, al di sopra dell’interesse diretto su chi ci avrebbe messo sopra il cappello, purchè venissero realizzate, siamo passati al più becero opportunismo: Casaleggio, ha tranquillamente ammesso che l’abolizione del reato di clandestinità non è stato inserito nel programma perché sennò il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico . Non si fanno più scelte in base a criteri di legittimità o dettate dalla base, ma quelle più convenienti, come un qualunque partito. 

Molti ormai confondono il fine con il mezzo, il MoVimento è semplicemente un vettore, uno strumento di quelle istanze valoriali, ma non è un fine in sè. Continuare a difendere, al di là di ogni ragionevole dubbio, un meccanismo che nella pratica quotidiana si rivela ogni giorno più imperfetto ed usato strumentalmente è diventato per me impossibile.

Il dialogo interno, quando difforme dalla maggioranza, è stato bandito. Le persone che portavano un contributo critico sono state emarginate o espulse, gli strumenti per rendere reale la democrazia diretta e partecipata non sono stati realizzati e il ruolo di Beppe Grillo si è ogni giorno, sempre di più, trasformato da primo portavoce a capo politico e voce unica.

L’assoluta e scientifica volontà di impedire qualsiasi forma di coordinamento, anche la più orizzontale possibile, alla luce dell’evoluzione che il MoVimento ha avuto, si è rivelata una decisione politica molto netta e definita che ha portato, oggi, alla nomina della classe dirigente (in realtà operazione più di facciata che dotata di reali poteri) tramite la ratifica di nomi proposti dal leader. Quanto di più verticistico possa esistere, “oltre” qualsiasi degenerazione partitica del mondo occidentale. 

Se lo strumento comincia ad essere inefficace e non autorevole evidentemente anche le proposte politiche perdono incisività e credibilità. Il vero pericolo per l'Italia si chiama Matteo Renzi, ma soprattutto il “renzismo” che sono frutto diretto del ventennio Berlusconiano (compresa la falsa opposizione della cosiddetta “sinistra”). Il modus operandi è il medesimo, seppur più raffinato e, per questo, ancora più subdolo. Cercare di contrastare quei disvalori: autoritarismo decisionale, disprezzo dell'opinione altrui, ipocrisia politica (affermare un valore di principio salvo disattenderlo nella pratica), anteporre interessi “particolari” piuttosto che quelli pubblici, essendo i primi a non attuare alcune delle “buone pratiche” che, viceversa, ci saremmo imposte, rende ipocrita, e, cosa ancor più grave, non coerente e credibile il messaggio del M5S per quei cittadini che ci dovrebbero consegnare il 51% dei consensi. 

Il “non statuto” del MoVimento, all’articolo 4, recita tuttora:
“Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico nè si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.” 
Evidentemente tutto ciò suona quanto meno anacronistico.

Beppe hai sempre avuto la mia stima ma non ti ho mai consegnato la mia fiducia cieca.

Nel corso di questi anni il MoVimento è cambiato, io no. 

E’ proprio per questo che oggi 12 gennaio 2015 ho formalizzato le mie dimissioni da consigliere comunale e ho rimosso il mio account dal portale del MoVimento 5 stelle. Un sincero augurio a colui che mi subentrerà e a tutti coloro che continueranno a portare avanti i principi a 5 stelle all’interno del Consiglio Comunale di Arezzo.

Il mio è un atto d’amore verso la politica, che è una delle attività più belle e nobili per un essere umano, la testimonianza diretta e concreta, realizzata per mezzo dell’esempio, che esistono “politici” non incollati alla poltrona, non interessati ad avvitamenti a 360 gradi pur di ottenere la candidatura in qualche lista vincente. Continuerò a fare politica nei luoghi cui questa si sviluppa ogni giorno: al mercato, facendo acquisti consapevoli, spostandomi, cercando un benessere compatibile con l’ambiente, in ogni ambito della vita umana. Rimango un cittadino attivo che farà politica fuori o, forse in futuro, di nuovo dentro le istituzioni, questo al momento non è una priorità.

Il mio è un atto d’amore verso gli ideali a 5 stelle sperando che il mio segnale venga raccolto per un ritorno a quei valori da cui siamo partiti. A tutti gli amici che in questi anni ho avuto modo di conoscere ed apprezzare, che mi hanno supportato, ma soprattutto “sopportato”, dico ciao, ci vediamo in cima alla salita, io prendo un altro sentiero". Daniele Farsetti

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