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Il congresso Arcigay Arezzo elegge il nuovo presidente

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Il congresso Arcigay Arezzo elegge il nuovo presidente

Si è svolto ad Arezzo il congresso Arcigay provinciale, che ha visto l’elezione del nuovo presidente Veronica Vasarri

 

Molti i temi sul tappeto. Nutrita la presenza degli iscritti.

Numerosi i politici locali presenti: la Sen.Donella Mattesini, l'assessore Francesco Romizi, il capogruppo PD Matteo Bracciali, il consigliere Marco Tulli, il segretario di SEL Paolo Pezzati, il presidente di Liberaperta Angelo Rossi.

Tutti dimostratisi assolutamente disponibili a sostenere la causa delle unioni gay. Matteo Bracciali, ha dichiarato senza giri di parole, di essere assolutamente favorevole alla trascrizione dei matrimoni contratti all’estero. E questo è il massimo che da un amministratore locale è possibile aspettarsi.  

Non dobbiamo infatti dimenticare che in Italia abbiamo 100mila coppie gay stabili, ma anche 881mila coppie di fatto (le unioni invisibili) e 100 mila bambini nati fuori del matrimonio

Nel complesso, i componenti delle famiglie non convenzionali, sono 2,5 milioni di persone (dati Censis). Tutti invisibili! Così come sono invisibili per lo Stato italiano i conviventi more uxorio (etero come omosessuali, con o senza figli).

Individui “si”, famiglie “no” per il nostro ordinamento, il quale, non riconoscendogli alcun status familiare, pregiudica loro qualsiasi diritto.

Secondo un sondaggio realizzato nel lontano 1998 da Famiglia Cristiana (una fonte non certo sospetta di parzialità in favore delle libere convivenze), il 72,2% degli italiani già allora si dichiarava favorevole a riconoscere alle unioni di fatto gli stessi diritti delle coppie sposate.

A fronte di questa apertura di credito della società italiana, il nostro ordinamento è ancora ben lontano dal prender atto dell’oramai irrimediabilmente mutato quadro sociale. Una sparuta pattuglia fortemente arroccata, riesce a tenere in scacco il 75% del parlamento, che risulta assolutamente inadeguato a legiferare. Ciò che pensano (od hanno pensato) i leaders di centro destra, così come quelli di centro sinistra, è noto a tutti. Ma ciò nonostante la democrazia italiana è ostaggio di barricaderos della domenica mattina, che pensando forse ai loro risicati bacini elettorali, restano ingessati e pavidi su posizioni tardo ottocentesche.  

Troppo comodo e troppo giustificante sarebbe limitarsi a denunciare le storiche e malcelate ingerenze clericali sulla vita politica italiana. La responsabilità principale dell’italico immobilismo, sta nella arretratezza culturale della classe politica nostrana, tanto immatura quanto pavida nell’affrontare laicamente, a viso aperto e senza preconcetti, questioni etiche e sociali che avrebbero richiesto risposte innovative e se possibile all’altezza dei tempi, piuttosto che infarcite a destra di ateismo praticante e di supino clericalismo e a sinistra di ipocrita perbenismo!

Veronica VasarriL’Italia, in tema di diritti civili, si attesta più vicino alle posizioni russo-cinesi che a quelle degli altri paesi occidentali.

E mentre i parlamenti si susseguono gli uni agli altri, la maggioranza resta sempre ostaggio di poche frange ultraconservatrici, ben schierate alla difesa di legislazioni più simili a quella di paesi quali l’Albania, la Bielorussia, la Bosnia Erzegovina, la Romania, la Russia, la Serbia, la Slovacchia e il Vaticano.

L’Italia è oggi l’unico stato occidentale in cui non è ancora presente alcuna legge sulle unioni civili

Il risultato è che coesistono ancor oggi: famiglie di serie A (quelle sposate) e famiglie di serie B soltanto conviventi; coppie di serie A eterosessuali, cui (non sempre) è data la facoltà di sposarsi e coppie di serie B, quelle omosessuali, cui tale facoltà è preclusa, anche in forma derubricata.

Viviamo i un paese in cui i diritti vengono troppo spesso considerati un optional, a cui dedicarsi (quando va bene) nei ritagli di tempo dei lavori parlamentari, piuttosto che lo strumento primario per riconoscere uguale dignità ad ogni individuo, indipendentemente dalle proprie scelte di vita o dal proprio orientamento sessuale.

Alla presidente Veronica Vasarri, i migliori auguri di buon lavoro. 

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