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Giostra, la donazione dei ceri a Beato Gregorio X

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Giostra, la donazione dei ceri a Beato Gregorio X

La 18esima edizione sabato 10 gennaio in Duomo. Alle ore 18 ritrovo dei figuranti in Piazza San Jacopo

 

Si svolgerà sabato 10 gennaio, proprio nel giorno dell’anniversario della morte avvenuta in città il 10 gennaio 1276,  la Cerimonia della Donazione dei ceri al Beato Gregorio X. I figuranti dei quattro quartieri della Giostra del Saracino assieme alle rappresentanze di Signa Arretii, dei musici, degli sbandieratori, della Magistratura e della Fraternita dei Laici saliranno in Cattedrale per offrire i ceri al Beato Gregorio X. La diciottesima edizione prenderà il via alle ore 18 con il ritrovo delle rappresentative dei Quartieri, del   Gruppo Musici, degli Sbandieratori, dei Fanti del Comune e dei Valletti in Piazza San Jacopo dive è prevista l’esibizione del gruppo Musici della Giostra e del gruppo Sbandieratori Città di Arezzo. Alle ore 18,30 avrà inizio il corteo dei figuranti per raggiungere Piazza del Comune attraverso Corso Italia, Canto De’ Bacci, Via Cavour e Via Cesalpino. Alle ore 18,45 è prevista l’uscita del pro Sindaco della Città di Arezzo dal Palazzo Comunale seguito dalla rappresentanza civile della Giostra e dai Quartieri. Alle ore 19 i figuranti faranno ingresso in Duomo dove saranno offerti i ceri decorati dall’artista senese Rita Rossella Ciani. Al termine della cerimonia prevista per le ore 19,30 il pro Sindaco e la rappresentativa comunale rientreranno a Palazzo mentre i figuranti dei quattro quartieri nelle rispettive sedi. L’invito è a tutta la cittadinanza.

SCHEDA Papa Gregorio X

Nato nel 1210 a Piacenza  le cronache lo descrivono di temperamento “mite e sereno”, tanto che un influente prelato, il concittadino Giacomo da Pecorara, cistercense, lo volle con sé per farlo studiare a Lione, Liegi e Roma. A Parigi poi ebbe come condiscepoli addirittura San Bonaventura e San Tommaso.

Quando venne eletto papa, nel 1271, si trovava in Terrasanta dove si rese conto di persona della necessità di una crociata, un grande desiderio che non riuscì però a coronare, e dove incontrò Marco Polo e i suoi fratelli di ritorno dalla loro avventura in estremo oriente. Un Papa, quindi, sicuramente “internazionale” e con una predisposizione particolare per l’Oriente.

Era di ritorno, in compagnia del nostro vescovo Guglielmo degli Ubertini, proprio dall’importante concilio di Lione dove aveva tentato con forza di ricucire lo strappo tra la chiesa di occidente e quella di oriente, in nome di quella unità che tanto desiderava, quando si ammalò e fu costretto a fermarsi nella nostra città con altri eminenti cardinali.

Morì nella nostra città in quel lontano 10 gennaio 1276 ed alla nostra città donò un cospicuo lascito per costruire una nuova Cattedrale.

Per onorare questo grande Papa, poi beatificato e dichiarato “co-patrono” assieme a San Donato, la città di Arezzo fin dal 1327 decise che ogni anno si dovesse solennizzare l’anniversario della sua morte con una imponente cerimonia in Duomo con l’offerta di ben 100 libbre di cera
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