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Asl 1, Ferri e Mugnai (FI) a Rossi: «Altro che attacchi personali, denunciamo una vergogna politica!»

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Asl 1, Ferri e Mugnai (FI) a Rossi: «Altro che attacchi personali, denunciamo una vergogna politica!»

 

Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Rossi, a seguito del nostro commento sulle motivazioni della sentenza di assoluzione con formula piena per l’ex direttore generale Antonio Delvino, sono perfettamente in linea con i suoi tentativi di questi anni di fuorviare l'attenzione dagli aspetti cruciali della vicenda del buco presso l'Asl n. 1 di Massa Carrara.

Accusarci di portargli un attacco personale è però a questo punto la difesa disperata di chi non ha altri argomenti. È davvero difficile capire cosa ci sia di personale nel chiedergli, peraltro non per la prima volta, il conto politico di fatti a lui riferiti che sono stati da noi ricostruiti fin dall'inizio come oggi sono allo stesso modo raccontati anche in una sentenza del Tribunale.

È infatti davvero ridicolo che egli ancora torni a nascondersi da una parte rivendicando come suo merito l’attuale situazione del Servizio Sanitario Regionale, dall'altra ricordando che è stato lui a denunciare “non appena venuto a conoscenza che il bilancio della Asl di Massa era stato alterato intenzionalmente”.

Rispetto allo stato delle Aziende sanitarie toscane basti ricordare due passaggi della sentenza: quello (pag. 62) in cui si chiarisce che la ripartizione del Fondo ordinario di Gestione non rispecchiava neppure i criteri definiti dalla Legge n. 40/2005…, ma era motivata da scelte politiche ispirate da una logica del tutto diversa e caratterizzate dall’esigenza di “dare un colpetto” a questo o a quell’altro bilancio, opportunamente “riaperti” a seconda del caso; e quello (pag. 64) in cui si spiega “che in tal modo la Regione Toscana, mantenendo la Sanità in pareggio e rimediando ai problemi di liquidità dell’ASL di Massa con significative anticipazioni di cassa, aveva potuto mantenere al minimo le addizionali regionali, continuando a palesare l’immagine di una Regione virtuosa da sfruttare sotto il profilo politico; ciò era potuto avvenire anche grazie a quel sistema di vasi comunicanti segnalato dalla Commissione regionale di inchiesta, in cui vi era una sostanziale coincidenza tra controllati e controllori, tutti operanti nel perseguimento delle medesime finalità”. 

Rispetto al suo 'atto di eroismo' nel denunciare la falsità dei bilanci pensiamo basti rammentare un interrogativo già posto più volte: quale valore positivo si può dare ad un simile gesto se lo si accompagna, nelle stesse ore, con la nomina di Niccolò Persiani (professionista che aveva operato proprio presso l'Asl n. 1 fino a quel momento, anche occupandosi del bilancio contestato, nonché uomo del RANPC*) a tecnico deputato a condurre le verifiche a Massa coadiuvando l'appena nominato commissario?

Anche su questo, inoltre, la sentenza (pag. 64) è lapidaria: “... era diventato inevitabile lasciare che la situazione in qualche modo emergesse, cercando di far cadere la responsabilità su singoli personaggi i quali, a parte la figura del rag. Giannetti, evidentemente, non potevano che essere estranei a quel sistema perché, non conoscendolo, non avrebbero potuto spiegarlo alle autorità inquirenti ...”.

A prescindere dalle implicazioni giudiziarie, che ai sottoscritti proprio non interessano, né spettano, vale dunque una considerazione politica di fondo: se l’attuale Servizio Sanitario Regionale è il risultato di oltre un decennio di falsificazioni come si può valutarlo positivamente? Se invece di ricorrere agli artifici contabili, si fosse posto in atto, già a partire da alcuni, un serio programma di contenimento degli altissimi costi politici del sistema (evitando gli affidamenti diretti di servizi a cooperative e l’attribuzione di incarichi professionali a persone vicine al partito, insomma evitando di ingrossare il carrozzone socio-sanitario in nome della necessità di controllarlo politicamente in modo spasmodico), forse si sarebbe ottenuto lo stesso risultato di mantenere la Toscana tra le regioni virtuose senza infrangere sistematicamente le regole, e certamente il tutto sarebbe stato ottenuto senza raggiungere gli attuali livelli di fiscalità regionale e senza imporre ticket fantasiosi, quanto onerosi, che ormai pongono la Toscana ai primi posti oltre che nella graduatoria della qualità anche in quella del peso economico imposto ai cittadini.

Presidente Rossi, almeno questa volta non banalizzi e non si nasconda: non c'è proprio nulla di personale, ma c'è davvero tanto, tanto, di politico!

 

                               

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