Prima Pagina | Salute e sanità | Pronto Soccorso preso d’assalto durante le festività

Pronto Soccorso preso d’assalto durante le festività

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Pronto Soccorso preso d’assalto durante le festività

Aumento quotidiano degli accessi dal 20 al 50%. Lunedì 5 gennaio la “giornata nera”. Servizio garantito a tutti, grazie al gran lavoro degli operatori e la giusta dose di pazienza degli utenti. Numeri da record per la Continuità assistenziale: ottomila chiamate in 14 giorni

Un autentico “assalto” nel corso delle festività natalizie e di fine anno ai Pronto soccorso e al servizio di Continuità Assistenziale (la ex guarda medica).

Il calendario ha visto cadere tutte le feste nel bel mezzo della settimana, creando una situazione pesante per tanti cittadini che non hanno potuto usufruire appieno degli ambulatori dei propri medici di famiglia. Questi infatti restano chiusi nei giorni festivi e nei prefestivi. Così dal 24 dicembre al 6 gennaio, su 14 giorni, gli ambulatori hanno tenuto chiuso i battenti per 11 giorni. E in qualche caso anche più.

Si è creato un effetto a catena e in crescendo. Più passavano i giorni e più aumentava la pressione e la richiesta di assistenza nei pronto soccorso (soprattutto Arezzo e Valdarno) e nell’intero circuito provinciale della Continuità Assistenziale.

“Nonostante non sia ancora arrivato il picco influenzale, atteso per fine gennaio – commenta Giovanni Iannelli, direttore del Pronto Soccorso del San Donato, l’aumento degli accessi è stato mediamente del 20/30 per cento, con punte fino al 50%. Il massimo si è avuto il 5 gennaio con 273 accessi, ma quota 260 è  stata toccata altre tre volte, contro una media di 185 accessi quotidiani”.

Non è stato un aumento dovuto a traumi o infortuni (addirittura la temuta sera di San Silvestro è andata anche molto meglio di quanto ci si aspettava), ma di richieste di assistenza di base.

“Tant’è – sottolinea Iannelli – che si è trattato quasi sempre di aumenti che hanno riguardato i codici cosiddetti minori (verde, bianco e azzurro) e un accesso concentrato nelle fasce orarie tipiche degli ambulatori, dalle 9,00 alle 12,00 a e dalle 15,00 alle 18,00.”

Un fenomeno non solo aretino, ma diffuso un po’ in tutta Italia, dove la cronaca ha registrato anche momenti di difficoltà e di tensione per garantire la risposta ai cittadini.

“Da noi è andata meglio – afferma soddisfatto il direttore del pronto soccorso – e di questo voglio ringraziare in primo luogo tutto il personale che ha risposto con grande professionalità ad un aumento così imponente di accessi. Direi che qui non è mai Natale: gli operatori del Pronto Soccorso e di tante altre strutture della sanità e non solo, sono al loro posto di lavoro mentre gran parte della popolazione trascorre le festività in famiglia. Nessuno ha potuto prendere le ferie in questo periodo, proprio perché  non possiamo e non vogliamo modificare il modello organizzativo, quando è certo che aumenterà la richiesta da parte della cittadinanza.”

Bene hanno risposto i reparti ospedalieri che sono riusciti ad accettare in entrata quei pazienti che hanno avuto bisogno di un ricovero.  

 

“Mi piace in questo momento di consuntivo ringraziare anche tutti gli utenti che in questo periodo, a causa dell’aumento di accessi, hanno dovuto pazientare di più. In altre circostanze abbiamo a volte registrato delle reazioni e delle proteste. Adesso hanno compreso tutti che il Pronto Soccorso c’è sempre, che fornisce sempre una risposta alle loro esigenze di salute, ma che può capitare, quando si accede a codici minori, quindi per patologie meno importanti, di dover fare un po di fila ed attendere.”

In numeri assoluti durante le festività appena concluse, dopo il San Donato è stato il Valdarno quello sottoposto a maggior pressione (record lunedì 5 gennaio con 150 accessi a fronte di una media quotidiana di 100). Meno pesante la situazione negli altre tre ospedali (Valdichiana, Valtiberina e Casentino).

Nel 2014 gli accessi complessivi ai pronto soccorso sono aumentati rispetto  all’anno precedente, passando da 144.000 mila a oltre 150.000.

NUMERI DA RECORD PER LA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE.

Oramai quel numero, dopo quasi due anni dalla sua attivazione, lo conoscono tutti. E’ lo  0575/303730: il centralino della Continuità Assistenziale, cioè la ex guardia medica.

Nei 14 fatidici giorni delle festività, lo hanno formato oltre ottomila utenti. Un fiume di cittadini che nelle ore serali e nottune e, per 24 ore su 24, negli undici giorni di chiusura degli ambulatori medici, hanno chiesto assistenza ai medici della continuità assistenziale, a volte per problematiche minori, ma a volte per quelle più importanti. E spesso sono stati gli stessi medici che di fronte a situazioni che avevano necessità di un risposta specialistica complessa, hanno inviato i pazienti ai pronto soccorso.

Resta da registrare come il servizio sia riuscito a dare una risposta soddisfacente ad una domanda così imponente. La giornata da record è stata il 27 dicembre, un sabato post natalizio quando hanno chiamato in 24 ore addirittura 1.118 cittadini. Altra giornata “nera” lunedì 5 gennaio con 839 chiamate per ottenere assistenza.   

 

 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0