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Preferisco morire in piedi piuttosto che vivere in ginocchio (Stephane Charbonnier)

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Preferisco morire in piedi piuttosto che vivere in ginocchio (Stephane Charbonnier)

New York 2001, Madrid 2004, Londra 2005, Parigi 2015, solo per citare gli attentati più eclatanti; a quando un attentato islamista a Roma, a Milano o a Firenze?

«Noi ci ostiniamo a non considerarci in guerra. Probabilmente facciamo bene, perché ne andrebbe dei fondamentali della nostra identità e della nostra cultura. Il punto, però, è che c’è un pezzo del pianeta che si sente in guerra con il nostro modello, con ciò che la nostra civiltà rappresenta, con ciò che le nostre comunità hanno costruito. E la satira e l’ironia, che sono il pane quotidiano di Charlie Hebdo e che sono un valore prezioso delle nostre vite, proprio non si conciliano con la rozzezza del fanatismo di questi macellai che adorano massacrare innocenti berciando “Allah akbar”».

«In quella parte del mondo che ci odia c’è chi, come oggi a Parigi, oltre a considerarsi in guerra, la guerra la fa portando dei boeing a schiantarsi contro dei grattacieli, impugnando un fucile o un coltello, piazzando una bomba, sgozzando, stuprando, usando bambini come soldati, a volte i loro stessi figli… i loro stessi figli! E c’è chi la combatte inneggiando o simpatizzando più o meno silenziosamente per chi ci spara addosso. Il dato che dovrebbe far riflettere è che non si ricordano, in questi lunghi anni di sangue, manifestazioni significative di “musulmani moderati” contro gli attentati. Ma dove sono? Dove si nasconde questa maggioranza di “musulmani moderati”? Ma esistono?»

«Per la cronaca, Charlie Hebdo è il settimanale satirico che aveva già subito attentati e minacce per aver pubblicato delle vignette su Maometto e che, nell’ultimo numero, ha pubblicato un articolo su Michel Houellebecq, l’autore di Sottomissione, il romanzo che racconta l’arrivo al potere in una Francia del 2022 di un presidente islamico e che è in uscita proprio oggi (guarda caso…) in Francia ed il prossimo 15 gennaio in Italia».

«Leggerò Sottomissione, come ho fatto per tutti gli altri lavori di Houellebecq. Ho letto e riletto più volte l’opera di Oriana Fallaci… la storia è una gentildonna e con un po’ di pazienza dà sempre ragione a chi ce l’ha. E Oriana aveva ed ha ragione».

«Le nostre preghiere adesso vanno alle vittime ed alle loro famiglie».

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