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Realizzare un Agri-nido ad Arezzo? Dal 2015 sarà tutto più facile!

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Realizzare un Agri-nido ad Arezzo? Dal 2015 sarà tutto più facile!

Varata dalla Regione Toscana la nuova disciplina che regola e promuove attività agrituristiche e fattorie didattiche Marcelli: riconosciuta la multifunzionalità delle imprese agricole in campo didattico, culturale e ricreativo Rossi: anche il Piano di sviluppo rurale prevede misure per favorire la diversificazione aziendale

 
 
 
Dal 1 gennaio aprire un agri-nido ad Arezzo, e in tutta la Toscana, sarà più semplice.  Con l’inizio del 2015 entra, infatti, in vigore il nuovo regolamento attuativo:  “Disciplina delle attività agrituristiche e delle fattorie didattiche in Toscana”, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione il 17 dicembre 2014.  
Un sostanziale via libera, quindi, per le aziende agricole o agrituristiche che intendono svolgere attività di fattoria didattica e di agricoltura sociale, che vogliano  avviare attività educative e didattico/ricreative, di accoglienza di persone con disabilità in situazioni di svantaggio, bisognose di riabilitazione e cura, socializzazione, aggregazione e svago.
Il regolamento attuativo regionale, infatti, indica le modalità con cui le aziende agrituristiche possono operare rispettando il concetto della prevalenza e fissa anche i requisiti strutturali, igienico-sanitari e di sicurezza.
“Si tratta, sostanzialmente – spiega il presidente di Coldiretti Arezzo e Toscana, Tulio Marcelli - di una nuova disciplina regionale del sistema agrituristico, che appare in linea con l'evoluzione degli ultimi dieci anni del settore, tiene conto delle dinamiche del turismo in generale e del settore agricolo in particolare, interessato da radicali cambiamenti”.
In queste nuova disciplina “il ruolo multifunzionale, e quindi non solo produttivo dell’azienda agricola - insiste Marcelli - è sempre più riconosciuto e la diversificazione delle attività agricole - didattica, culturale, ricreativa - è stata individuata anche quale fonte di reddito integrativo per l'agricoltore. Questo ruolo era stato tradizionalmente identificato con l'attività di ricettività agrituristica “mentre negli ultimi anni – conclude Marcelli -  vengono riconosciuti all’azienda opportunità operative che vanno dal sociale alla didattica, dalla prevenzione dei danni ambientali fino alla valorizzazione dell’enogastronomia”.
Il nuovo testo va a disciplinare, in particolare, le attività di fattoria didattica e di agricoltura sociale. “Queste opportunità -  spiega a sua volta il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi - possono essere colte dagli imprenditori agricoli, anche grazie all’ormai imminente emanazione dei primi bandi del nuovo Piano di sviluppo rurale, che prevede misure per favorire la diversificazione dell’attività agricola e per lo svolgimento di pratiche di agricoltura sociale”.
Per questo “a partire dall’anno nuovo – conclude Rossi - faremo degli incontri sul territorio con i nostri soci per illustrare nel dettaglio la norma e le sue possibili applicazioni per migliorare il reddito aziendale ma anche per offrire importanti servizi alle comunità locali, visto che il provvedimento regionale è molto ricco ed articolato sia sulla questione agriturismi, sia per quel che riguarda le fattorie didattiche e merita i giusti aapprofondimenti”. 
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