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Il governo ha impugnato la nuova legge regionale sul governo del territorio della Regione Toscana. Nel mirino sarebbero gli articoli 25, 26, 27, 207 e 208 perchè presenterebbero profili di incostituzionalità. I primi tre articoli riguardano le previsioni urbanistiche in materia di medie e grandi strutture di vendita che riprodurrebbero meccanismi di tutela degli esercizi di vicinato e quindi costituirebbero un ostacolo alla libera concorrenza.

Immediata la risposta del presidente della Regione Enrico Rossi: «Non intendiamo affatto limitare la libera concorrenza. Su questo punto la nostra posizione è nota: non intendiamo affatto limitare la concorrenza ma piuttosto, attraverso motivazioni urbanistiche, favorire una presenza razionale del commercio sul territorio, tale da evitare squilibri ambientali e impatti insostenibili sul piano delle infrastrutture. D’altra parte lo stesso Osservatorio nazionale sui prezzi ha indicato la Toscana come la regione dove, proprio grazie a questa politica, si sono prodotti i maggiori vantaggi per i consumatori. Rispetto poi agli articoli 207 e 208, pare che la critica riguardi la previsione di sanzioni per alcune tipologie di abuso antecedenti il 1967 che, a giudizio del governo, dovrebbero essere sempre demoliti, mentre per la norma regionale a dover essere abbattuti sono solo quelli per cui il Comune ravvisa un evidente contrasto con l’interesse pubblico. Si tratta in tutta evidenza di due questioni di dettaglio che non inficiano la nostra legge urbanistica: la più rivoluzionaria che si stata fatta in Italia, stabilendo il consumo zero del territorio per nuove edificazioni».

Secondo Alberto Magnolfi, presidente del gruppo regionale del Nuovo Centro-Destra, è «Una bacchettata bene assestata dal Governo Renzi che colpisce i punti sensibili della nuova legge urbanistica della Regione. Quella di Renzi è una denuncia dei residui di dirigismo burocratico che caratterizzano le scelte della Giunta regionale. È uno scontro che investe temi identitari tra visioni politiche profondamente diverse. Ciò avviene nel giorno stesso in cui Rossi rilancia anche per la riforma della sanità un disegno accentratore che tende a sottomettere al rigido controllo di fiduciari politici l’intero mondo della sanità regionale compreso quello universitario».
Rossi risponde anche alle critiche avanzate dagli esponenti dell’opposizione e ribadisce che «Il legame del ricorso annunciato dal governo con il piano del paesaggio è logicamente indimostrabile e di nessun rilievo, frutto solo della strumentalizzazione politica che si è voluta fare di questa importante delibera della legge regionale sulla quale si è avuta, dopo un intenso lavoro di confronto, piena convergenza con il mondo agricolo».

“Se il Governo impugna la legge urbanistica, i toscani ancor prima hanno impugnato il Piano del Paesaggio. E se a ciò si aggiunge la battaglia di carte bollate sull’aeroporto è di tutta evidenza come sia in atto un cortocircuito che, se non risolto, avvierà la Toscana verso la totale paralisi. Un rischio che la Giunta Rossi ha il dovere di scongiurare se vuol evitare prospettive drammatiche per la nostra regione”.

Così il coordinatore regionale di Forza Italia Toscana, Massimo Parisi, nel corso di una conferenza stampa tenuta stamani in Consiglio regionale nel corso della quale è stato tracciato il bilancio del tour che il gruppo consiliare di Forza Italia ha effettuato negli ultimi tre mesi per confrontarsi con gli attori economici, professionali e istituzionali sul Piano del Paesaggio. “Un Piano centralista e dirigista su cui avevamo sin da subito espresso un giudizio negativo che è andato rafforzandosi dopo ciascuno dei 14 incontri con categorie economiche, ordini professionali e istituzioni che abbiamo organizzato da ottobre a oggi, toccando tutte le province della nostra regione. Quanto deciso dal Consiglio dei Ministri alla vigilia di Natale – prosegue il presidente del gruppo consiliare Giovanni Santini – rafforza quanto andiamo dicendo da tre mesi a questa parte: il Piano del Paesaggio va revocato.

Oltre alla questione di merito anche una di metodo: quasi un mese fa gli assessori Marson e Salvadori hanno annunciato in conferenza stampa la riscrittura di una nuova versione del Piano, ma ad oggi niente è ancora pervenuto al Consiglio”, ha proseguito il presidente del gruppo consiliare Giovanni Santini, annunciando di aver scritto al presidente del Consiglio Monaci per stigmatizzare lo sgarbo istituzionale.

“E’ indecente che davanti a un atto di questa importanza e di questo impatto la Giunta abbia tenuto all’oscuro il Consiglio, non trasmettendo la nuova versione del Piano. Non vorremmo che durante la riscrittura sia stato dato qualche contentino, per questo, non appena la Giunta si degnerà di trasmettere il Piano andremo a leggere attentamente le osservazioni accolte”, ha incalzato Parisi, che ha anche paventato il rischio che così come la legge urbanistica anche il Piano del Paesaggio possa essere impugnato dal Governo poiché esorbita dalle competenze regionali.

“Un caos istituzionale che penalizza la Toscana, poiché l’incertezza frena gli investimenti e complica la vita a chi ha il compito di governare il territorio. Per questa ragione l’unica strada da percorrere è quella indicata da subito da Forza Italia: revocare il Piano e lasciare che sia la prossima Giunta a riscriverlo”, ha chiosato il vicepresidente della commissione Attività produttive Nicola Nascosti.

 

 

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