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Trattativa sulle dotazioni organiche alla Asl 8.

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Trattativa sulle dotazioni organiche alla Asl 8.

Le preoccupazioni dei sindacati: “l'accordo nasconde problemi per gli interinali”. Richiesta di assorbire amministrativi dalla Provincia

 

Prima di Natale è stato firmato un importante accordo per la stabilizzazione del 70% dei 20 operatori sanitari impiegati alla Asl 8 di Arezzo. Si tratta di sedici infermieri, tre operatori socio-sanitari e un'ostetrica, che sono stati assunti a tempo determinato per le sostituzioni.

L'accordo prevede la copertura del turn-over e le sostituzioni del personale assente per lunghe malattie e maternità.

“In questo accordo si nasconde però un problema – evidenziano Bruno Pacini, Paolo Cincinelli e Marcello Ricci rispettivamente per CGIL CISL UIL delle Funzioni Pubbliche  -  che riguarda il personale assunto tramite le agenzie interinali. Questi lavoratori, se terminassero il loro contratto il 31 dicembre prossimo, lascerebbero scoperti vari settori sensibili, come il sistema dell'emergenza urgenza. Inoltre c'è il sospetto che i numeri del turn-over non tornino per quanto riguarda le figure di fisioterapisti, tecnici della prevenzione, podologo, ortottista, tecnico di laboratorio, tecnici di radiologia e assistenti sociali. Sul tema abbiamo ricevuto solo risposte vaghe anche nella commissione tecnica. In sostanza mancano tempi certi e le delibere di presa di servizio. Secondo noi pare che ancora una volta si faccia cassa sulle lungaggini burocratiche scaricando casomai su Estar le responsabilità dei ritardi e delle mancate assunzioni.”

 

Ma non finisce qui, in maniera unitaria i sindacalisti hanno chiesto che il fabbisogno di personale tecnico e amministrativo tenesse conto del problema che in queste ore vede impegnate le sigle unitarie rispetto ai possibili esuberi nell'amministrazione provinciale di Arezzo. “Chiediamo alla Asl8 che determini un fabbisogno di personale in modo trasparente per far sì che i lavoratori dell'ente possano trovare collocazione anche presso l'azienda sanitaria – hanno detto Pacini, Cincinelli e Ricci - visto che anche questa è pur sempre una struttura pubblica che non si può mostrare indifferente rispetto a questa che rappresenta la più ampia crisi aziendale nel sistema aretino.”

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