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Caccia: al via la nuova organizzazione degli ambiti territoriali

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Caccia: al via la nuova organizzazione degli ambiti territoriali

E’ stata approvata dalla Regione Toscana la Finanziaria regionale e con essa un provvedimento collegato, che prevede una forte revisione della legge regionale sulla caccia e più precisamente:

- riduzione della tassa annuale regionale per esercitare la caccia, ridotta a soli 23,00 euro.

- ampliamento degli Ambiti Territoriali di Caccia, che diventano solo nove in tutta la Regione;

- privatizzazione della connotazione giuridica dei Comitati di gestione degli ATC.

Gli ambiti territoriali di caccia (Atc) della Toscana saranno ridotti a nove e sarà introdotto un nuovo modello gestionale. E’ quanto previsto dalla legge d’iniziativa consiliare, approvata a maggioranza dall’aula. Su 37 votanti 32 hanno votato a favore e 4 contro. Come ricordato dal presidente della commissione Agricoltura Loris Rossetti (Pd) gli elementi di novità dell’atto riguardano la riduzione degli Atc, il nuovo modello di gestione e il periodo di transizione dal vecchio al nuovo regime. Insieme alla legge è stata approvata anche una proposta di risoluzione della commissione agricoltura che impegna la Giunta, in attesa che gli Ambiti territoriali di caccia si dotino di propri statuti, a garantire la più ampia partecipazione delle associazioni rappresentative presenti sul territorio con un’adeguata rappresentanza nel comitato di gestione.
I confini dei nove Atc corrisponderanno a quelli delle province e saranno indicati con il nome della città capoluogo. Firenze e Prato formeranno un solo ambito territoriale. Nel piano faunistico venatorio potranno essere istituiti dei sottoambiti, che però non potranno costituire organi di tipo amministrativo.
Sarà un’assemblea dei delegati, eletti dai cacciatori, dalle aziende agricole, dalle associazioni ambientaliste riconosciute, residenti nel territorio interessato, ad approvare gli atti fondamentali, come lo statuto, il bilancio di previsione, il conto consuntivo.
L’organo responsabile dell’amministrazione sarà il comitato di gestione, composto dai rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole e dalle associazioni venatorie (60%), dai rappresentanti di associazioni di protezione ambientale (20%) e rappresentanti degli enti locali (20%). Sarà il comitato di gestione a decidere la quota di iscrizione all’Atc, sulla base di importi minimi e massimi fissati dalla Giunta regionale. Il collegio dei revisori di tre componenti sarà presieduto da quello indicato dal Consiglio regionale.
La Regione, per garantire il coordinamento delle attività di gestione, svolgerà un’attenta verifica e potrà impartire specifiche direttive, che, in caso di inosservanza, potranno far scattare il commissariamento. Per garantirne la funzionalità, la Commissione consultiva, istituita presso la Giunta regionale, potrà essere nominata in presenza di più della metà delle designazioni, fatte salve le successive integrazioni.
Per assicurare la costituzione dei nuovi Atc entro aprile 2015 ed il passaggio di competenze entro il 15 giugno successivo, sono previste specifiche norme transitorie. Per la stagione venatoria 2015/2016 la quota di iscrizione all’Atc è fissata in almeno 100 euro.
Claudio Marignani (FI), dopo aver ricordato che l’atto ricalca in qualche modo una interrogazione del proprio gruppo, in merito alla valutazione di riforma degli Atc, ha annunciato il voto favorevole. “Resta da chiarire come sarà la gestione effettiva degli Atc al momento delle disparità economiche – ha affermato – dettate dai versamenti di chi ha più cacciatori; l’assessore ha comunque preso l’impegno di valutare la questione”.
Voto negativo invece per Marta Gazzarri (Tcr), “per la diversa visione sul controllo della caccia e per l’eccessivo potere riservato agli Atc”. Stessa espressione di voto anche per Gabriele Chiurli (Gruppo misto): “riduciamo gli Atc per poi fare i sottoambiti e accontentare tutti; a chi vanno i soldi pubblici, grazie all’aumento della quota di iscrizione agli ambiti?”. Il consigliere Marco Taradash (Ncd) ha espresso contrarietà alla commissione di controllo come diretta diramazione della Regione e alla “particolare disciplina riservata agli Atc”: “se volete fare lottizzazione della caccia fate voi”, ha affermato.
Di “livello di soddisfazione sufficiente” ha parlato il presidente di Forza Italia Giovanni Santini che, riprendendo l’intervento di Marignani, si è soffermato in particolare sull’importanza dei controlli e del ruolo di primo piano della Regione. “Sono soddisfatto dell’esito del provvedimento perché è un passo avanti per abbandonare una situazione scorretta”, ha concluso.
Di “buona legge e di giusta direzione intrapresa” ha detto anche Antonio Gambetta Vianna (Più Toscana), favorevole alla diminuzione degli Atc e alla gestione da parte dei cacciatori.
L’assessore Gianni Salvadori, ringraziando il Consiglio regionale per la collaborazione, ha ricordato che è stato seguito il criterio della trasparenza e della natura giuridica degli organi, in uno stretto collegamento con le professionalità presenti nel sistema delle province e con le Università. E intervenendo su un emendamento relativo ai criteri per l’acquisizione di lavori, beni, servizi e forniture da parte degli Atc, per favorire la funzionalità degli ambiti, l’assessore ha fatto presente che “il richiamo alla normativa comunitaria potrebbe determinare l’assoggettabilità di tutti gli interventi, anche a favore delle aziende agricole, a regime degli aiuti di stato, più restrittivo e cogente”. Da qui una serie di interventi dei firmatari (Marco Remaschi, Ivan Ferrucci, Lucia De Robertis, Paolo Marini, Mauro Romanelli e Marco Manneschi) e infine il sub-emendamento di Giovanni Donzelli (FdI), approvato dall’aula, che elimina il riferimento alla descipina comunitaria.

LE CRITICHE DEGLI AMBIENTALISTI

Per Legambiente e WWF si tratta di una decisione inaccettabile, con cui la Regione Toscana continua a favorire gli interessi di pochissimi (le associazioni dei cacciatori) nei confronti del bene di tutti (la tutela della fauna e dell'ambiente). In una situazione di crisi in cui la Regione taglia su tutto, anche nei settori più critici come la Sanità, alle associazioni dei cacciatori regala l'8% delle tasse regionali. Questi fondi, che la Regione ha deciso di assegnare alle Associazioni venatorie per pagare con soldi pubblici strutture private (regalie), dovevano essere destinati – continuano WWF e Legambiente – ai rimborsi e alle opere di prevenzione per i danni alle colture agricole. queste condizioni, Legambiente e WWF ritengono totalmente fallita la politica regionale di gestione dell'attività venatoria in Toscana e usciranno da tutti i comitati di gestione degli ATC.

LE CRITICHE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CACCIATORI

LUCI E TROPPE OMBRE NEI PROVVEDIMENTI APPROVATI DAL CONSIGLIO DELLA REGIONE TOSCANA

Le proposte di legge per il riordino della governance in materia faunistica e venatoria  che erano approdate in aula del Consiglio della Regione Toscana , per l’esame ed il voto nelle sedute del 22 e 23 dicembre, costituivano un pacchetto di notevole portata innovativa  per migliorare l’attività di gestione della fauna e del territorio, razionalizzando l’organizzazione ed ottimizzando l’uso delle risorse.

Riduzione della tassa di concessione regionale e contemporaneo aumento delle quote di iscrizione agli ATC, per  garantire certezza e quantità  delle risorse ed immediatezza e certezza del ritorno sul territorio dei  soldi versati dai cacciatori, come dispone la legge per assicurare la gestione, i miglioramenti ambientali, la prevenzione ed il risarcimento dei danni, gli interventi di tutela e ripristino della biodiversità;  riduzione del numero degli ATC dagli attuali 19 a 9 (uno per Provincia ed uno fra Firenze e Prato), mantenendo l’attuale suddivisione come sottoambiti ai fini dell’accesso dei cacciatori, per diminuire e razionalizzare i costi e perseguire maggiore omogeneità ed efficacia;  istituzione dell’assemblea dei delegati dell’ATC e potenziamento delle funzioni del collegio sindacale, di cui il Presidente nominato dal Consiglio Regionale, per estendere la partecipazione ed assicurare la massima trasparenza; qualificazione delle competenze dell’Osservatorio regionale, per fornire alla programmazione ed alla gestione tutti gli elementi di conoscenza tecnico scientifica utili; potenziamento del ruolo della Consulta, per accrescere il contributo alle scelte delle componenti sociali: questi, assieme alla eliminazione del divieto di esercizio della caccia di selezione agli ungulati su terreno innevato in adeguamento alla nuova norma nazionale, alcuni dei principali elementi di novità - contenuti in parte nella finanziaria 2015 ed in parte nello specifico provvedimento di modifica della l.r. 3/94 -  frutto del lavoro dell’Assessore Salvadori e della Giunta ,  maturati ed affinati nel confronto ai tavoli regionali di consultazione con il  contributo dei soggetti sociali più rappresentativi, arricchiti nei passaggi nelle Commissioni delle scorse settimane.

Un disegno di riforma logico e compiuto, che mentre affidava responsabilità e risorse dirette ai nuovi Comitati degli Ambiti Territoriali di Caccia - ATC  individuati come strutture associative senza scopi di lucro - costruiva adeguati meccanismi di garanzia e controllo, dai ricordati organi Assemblea e Collegio dei Revisori all’obbligo di trasmettere una volta l’anno alla competente struttura regionale tutta la documentazione atta a  consentire la verifica dell’attività.

Qui finiscono le luci che avevano illuminato le premesse e avanzano le ombre che purtroppo oscurano la conclusione.

Emendamenti presentati in ultimo , ed alla fine  approvati dal Consiglio Regionale, introducono disposizioni in stridente contrasto con lo spirito e la sostanza della originaria proposta di legge, che valorizzava e responsabilizzava la funzione degli organi gestori degli ATC e delle rappresentanze sociali che li compongono - cacciatori, agricoltori, ambientalisti -  mentre il testo votato è evidentemente  dettato da  una sfiducia pregiudiziale   nei confronti delle medesime: non possono avere altra spiegazione  l’invenzione di una ennesima  “Commissione regionale di controllo sull’attività degli Atc”, l’ossessiva specificazione delle procedure da seguire per gare ed acquisizione di forniture e servizi, addirittura la pretesa che gli Atc si avvalgano per lo svolgimento delle proprie attività  del personale delle Province, senza riguardo al tipo di professionalità e competenze che agli ATC servono né alle legittime attese di dipendenti pubblici che, forse, non pensavano di doversi ritrovare dipendenti di una “associazione senza scopi di lucro”.

Al di là  di ogni valutazione giuridica sulla coerenza fra queste disposizioni e le precisazioni  che nello stesso testo insistono sulla natura giuridica degli ATC  (Associazioni? Dunque soggetti privati? Obbligati ad avvalersi di personale dipendente pubblico? Rigidamente soggetti alla disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici? Anche per importi sotto soglia? Con l’obbligo di suddividere gli appalti per lotti funzionali?) che lasciamo agli esperti di diritto - fra essi i servizi giuridici del Consiglio e della Giunta, di solito lodevolmente attenti ad aspetti che, come questi, ai più appaiono di dettaglio -  il messaggio politico sembra chiaro: il legislatore regionale diffida dei soggetti (gli ATC e dunque chi ne compone gli organi) cui pur tuttavia affida “compiti di rilevanza pubblicistica”, e ne dispone pertanto una sorveglianza speciale e preventiva.

Un messaggio di notevole gravità, che rischia di compromettere sul nascere impegno e volontà di collaborazione e di scoraggiare l’assunzione di  responsabilità, oltre che  costituire un concreto ostacolo alla tempestiva operatività degli organi di gestione.

A così poca distanza dal termine della legislatura ed in presenza delle scadenze ravvicinate disposte dalle norme appena approvate, questo insieme di questioni non può restare senza chiarimenti e risposte: da parte del Consiglio e da parte della Giunta,  ai cui atti è demandata l’attuazione di gran parte delle previsioni di legge.

 

Confederazione Cacciatori Toscani

 

(Federcaccia - Arcicaccia - ANUU)

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